Il Saggiatore Libri
Libri editi da Il Saggiatore con argomento Croce Giulio Cesare
La maschera di Bertoldo Camporesi Piero - Il Saggiatore, 2022 - La Cultura
«Un eroe inferico e carnevalesco, burattino e veggente, oracolo e matto villano, re della tautologia assurda e del nonsense sapiente, animale parlante e indovino insolente e malizioso, inferiore che umilia i superiori, maschera satirica di villoso demone campestre e trigozzuto stregone conoscitore dei segreti dell'universo alla rovescia.» Così appariva a Piero Camporesi il contadino Bertoldo, uno dei più celebri eroi popolari della tradizione italiana, protagonista dei racconti messi per iscritto dal cantastorie Giulio Cesare Croce all'inizio del Seicento. In "La maschera di Bertoldo" Camporesi si immerge nel mondo che ha generato questo personaggio-icona, inseguendo la costellazione di riti, tradizioni orali e testi di cui la sua figura si è cibata, dal Medioevo europeo fino al remoto Oriente, passando per la corte emiliana di Croce, in cui violò gerarchie e dogmi assurgendo, lui zotico, a regio consigliere. Uno scavo culturale nella natura carnevalesca di Bertoldo, allegoria del ribaltamento di leggi e classi, regole e ruoli sognato dai ceti più poveri. Il Saggiatore continua la ripubblicazione del corpus delle opere di Piero Camporesi con "La maschera di Bertoldo", importante tassello nella riflessione dell'autore sulla cultura folclorica italiana. Il racconto antropologico e letterario della lunga vita di un re degli stolti, che nel suo dimostrarsi più intelligente di sapienti e potenti riuscì a redimere - anche se solo nelle pagine di un libro - gli ultimi del mondo.
Il palazzo e il cantimbanco Camporesi Piero - Il Saggiatore, 2023 - La Piccola Cultura
"Il palazzo e il cantimbanco" è il ritratto lucido e curioso che Piero Camporesi ci offre della vita e delle opere del cantastorie Giulio Cesare Croce, il padre delle avventure di Bertoldo e Marcolfa. Un viaggio attorno a una figura poco nota che è soprattutto un'immersione in un'epoca e un'Italia lontane e misteriose. Per comprendere chi era Croce bisogna infatti partire dalla Bologna del Seicento. Dai suoi vicoli e dai suoi antri, dalle sue piazze e dalle sue lunghe torri, dalla sua marginalità rispetto ai grandi scacchieri del potere e della guerra e dal suo inedito crogiolo socioculturale, in cui artisti e scienziati, stampatori e lettori, popolani e potenti vivevano gomito a gomito. Ed è in questa Bologna che Piero Camporesi inizia la sua ricerca di aneddoti e documenti su Croce, figura perfettamente calata nel suo tempo eppure eccezionale, giocoliere della parola, funambolo della lira, inarrestabile compositore di ballate, canzoni, poesie e novelle, divenuto celebre presso il popolo e le corti di tutta Italia. Recuperando fonti minori, ma rifacendosi anche alle stesse opere di Croce, Camporesi riesce a tratteggiarne la natura più intima e a tessere i tanti fili che lo collegano con i suoi concittadini fino a immaginarne pensieri e ambizioni, paure e credenze, spesso nascosti dietro le maschere dei suoi personaggi più popolari. Queste pagine rappresentano l'incontro faccia a faccia con un letterato anomalo, che da un'umile origine - figlio di fabbri e fabbro a sua volta - raggiunse con la sua penna le dame e i principi più raffinati rimanendo sempre in bilico tra l'alta poesia e l'intrattenimento più crasso, tra l'arte e il mestiere, tra il palazzo e l'osteria.