Ananke Libri
Libri editi da Ananke Linguistica
Corso di egiziano geroglifico Grandet Pierre Mathieu Bernard Orsenigo C. (Cur.) - Ananke, 2006 - Seshat
Riveduto e aggiornato alla luce delle più recenti ricerche grammaticali e linguistiche, questo corso costituisce un'iniziazione metodica, basata su un apprendimento progressivo, alla scrittura e alla lingua degli antichi Egiziani, in particolare quella in uso durante il Medio Regno. Il volume è suddiviso in 9 capitoli e 55 lezioni, corredate di numerosi esempi, esercizi e vocabolario. In appendice la lista completa dei segni geroglifici e un ricco lessico egiziano-italiano e italiano-egiziano.
La Stele di Rosetta e il decreto di Menfi Elli Alberto Belloni P. (Cur.) Bondielli P. (Cur.) - Ananke, 2009 - Egittologia
Visto l'interesse e il fascino che la Stele esercita su quanti si avvicinano all'Egitto, anche da semplici amatori, l'autore ha voluto offrire al lettore interessato, o anche solo curioso, la possibilità di averne sottomano il testo (cosa, tra l'altro, non facile da trovarsi) nelle sue tre versioni, con traslitterazione (per la parte geroglifica e demotica) e traduzione interlineare (per il testo greco, accanto alla versione in caratteri maiuscoli, così come appare sulla Stele, viene proposta anche quella in caratteri minuscoli, con i dovuti accenti). La presentazione poi della traduzione in formato sinottico (con le traduzioni dei testi geroglifico, demotico e greco su tre colonne affiancate), consente di farsi una rapida idea anche di come le versioni non fossero state concepite come traduzione pedissequa da una lingua all'altra.
Corso di neoegiziano. Con elementi e nozioni di scrittura ieratica Cavillier Giacomo - Ananke, 2012 - Egittologia
Il neoegiziano è la lingua scritta e parlata in Egitto durante il Nuovo Regno e il III Periodo Intermedio (dalla XVIII alla XXIV dinastia). La "nuova" lingua (detta anche la lingua di Akhenaton, o la lingua dei ramessidi), che trae origine da forme rare e tardive del Medioegiziano, si afferma durante il regno di Akhenaton e perdura per buona parte dell'età ramesside sino all'epoca tarda. Peculiarità del neoegiziano è la sua vocazione "popolare" mediante l'uso di forme di comunicazione più essenziali e circoscritte (per lo più destinate a supporti come il papiro, con uso prevalente della scrittura ieratica) atte a limitare la complessità espressiva della matrice lingua classica. Il neoegiziano è dunque risultato di una sapiente riformulazione ed adattamento di selezionate strutture grammaticali preesistenti, quale efficace veicolo di comunicazione del quotidiano, capace di contemplare corrispondenza, testi amministrativi, testi funerari e religiosi, miscellanee scribali e composizioni a sfondo mitico e teologico. Le lezioni confluite nel presente volume, frutto dell'insegnamento universitario e della ricerca scientifica, costituiscono utile percorso introduttivo su uno dei fenomeni più interessanti e rilevanti della Civiltà dell'Antico Egitto.