Cattedrale Libri
Libri editi da Cattedrale Storia della filosofia occidentale
Ermeneutica della persona. Individuo, sostanza e persona dall'antichità a Heidegger Rossi Osvaldo - Cattedrale, 2008
Nel teatro si attribuiva alla maschera la funzione di amplificare la voce, donde la derivazione del verbo "personare", che indicava appunto il rafforzamento del suono della voce, necessario all'attore per esibirsi in pubblico. Ciò s'accompagnava anche all'esigenza d'ingrandire la figura dell'attore aumentandone la statura con i "coturni", come rileva ad esempio Seneca nell'Epistola 76, 31, quando, muovendo da considerazioni etiche, rivolgendosi a Lucilio scrive: "nessuno di coloro che vedi vestiti di porpora è felice. Non è più felice degli attori che portano sulla scena lo scettro e la clamide; dopo essere apparsi alla presenza del pubblico ingigantiti dai coturni, escono, si tolgono le calzature tragiche e tornano alla loro vera statura". Nell'antichità, dunque, la persona non aveva una propria autonoma consistenza, se non quella di strumento utilizzabile nella rappresentazione, nella finzione scenica. La maschera velava di fatto l'individualità di colui che l'indossava, nascosta dietro la figura del personaggio, con cui finiva per identificarsi.
La tentazione dell'aforisma perfetto Bordonali Paolo - Cattedrale, 2008
Contrariamente a quanto avvenuto in Francia, o in Germania, le opere in forma d'aforisma hanno di rado incontrato fortuna nella letteratura italiana, e dunque non stupisce se quest'ultima abbia fornito pochi esempi d'un simile genere: bisogna infatti "risalire a Leopardi", per trovare massime e pensieri paragonabili a quelli che nel frattempo si stavano facendo di casa nella letteratura europea. Ma a parte questo, la scrittura aforistica richiede lettori disponibili alla riflessione, oltreché amanti della forma breve e capace di sapidità; nel contempo - come appare nel caso di questo volume di Paolo Bordonali - l'aforisma obbliga l'autore a non restare legato all'immediatezza e ai fatti del presente, con in più la necessità di servirsi, appunto, d'una adeguata forma espressiva: Paolo Bordonali ci conduce attraverso questo suo paesaggio ricco di intuizioni spesso fulminanti intorno al sapere e all'arte, prendendo per così dire daccapo determinate rotte dei maestri - da Schopenhauer a Nietzsche, Lichtenberg, Vauvenargues, ma anche Kafka - e sviluppando appieno la propria scommessa di autore, (cartografo, in certo modo), sensibile sia alla letteratura, all'arte (per esempio alla musica di Coltrane), sia alle proprie radici di studioso della filosofia.