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Libri editi da Cierre Grafica Lingue romanze, italiche e reto-romanze
Malinconia, salute, malattia, convalescenza nella letteratura veneta fra Sette e Ottocento. Il caso di Ippolito Pindemonte Fantato M. (Cur.) - Cierre Grafica, 2013 -
Malinconia, salute, malattia, convalescenza nella letteratura veneta fra Sette e Ottocento. Il caso di Ippolito Pindemonte - Cierre Grafica
Le lettere di Scipione Maffei ad Angelo Calogerà Associazione Conoscere Eurasia (Cur.) Biblioteca Nazionale Di San Pietroburgo (Cur.) - Cierre Grafica, 2016
Da un ricco ma finora poco valorizzato fondo epistolare della Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo emergono, quasi tutte inedite, le 120 lettere che qui si pubblicano. Comprese fra il 1729 e il 1754, ne è autore il marchese veronese Scipione Maffei (1675-1755), uno dei più acuti, eclettici e combattivi intellettuali del primo Settecento italiano, allora impegnato nelle sue maggiori imprese e battaglie culturali, dalla Verona illustrata all'Istoria teologica, dalle «Osservazioni letterarie» al Museum Veronense, dal dibattito sull''impiego del danaro' alla polemica sulla magia, dall''etruscheria' all''elettricismo'. Indirizzate al padre camaldolese Angelo Calogerà (1696-1766), revisore alle stampe della Serenissima e principale redattore di alcune fra le più rilevanti testate del giornalismo erudito italiano settecentesco (su tutte la «Raccolta d'opuscoli scientifici e filologici», 1728-1754), le missive restituiscono un vivido aperçu dall'interno - stili di pensiero, meccanismi, alleanze, strategie, interessi, protagonisti e comprimari - del giornalismo erudito e dell'editoria pré-Lumières.
I bagni di Caldiero. Percorsi umanistici della letteratura de thermis tra erudizione, medicina e topica. Giovanni Panteo e dintorni Chiecchi Giuseppe - Cierre Grafica, 2012
I contributi raccolti in questo volume conducono la letteratura umanistica de thermis verso il suo fulcro scaligero, rappresentato dal De thermis caldarianis di Giovanni Antonio Panteo, testo culmine della letteratura veronese tra Quattro e Cinquecento. L'opera di Panteo, un dialogo diviso in tre giornate, sintetizza esemplarmente le propensioni erudite dell'umanista e quella sapienza medica che guarda al recupero degli antichi scriptores rei medicae come ad una prerogativa irrinunciabile dell'esperienza letteraria. Essa pone al moderno lettore fecondi spunti di riflessione sul ruolo delle humanae litterae e sul loro primato nei confronti della scienza medica e delle indicazioni terapeutiche che questa forniva. Gli studi qui compresi indagano i vari aspetti dell'opera di Panteo (e dintorni), incluse le vicende redazionali, il reticolo delle fonti - greche, innanzitutto -, il complesso rapporto tra istanze erudite e tensioni utopiche. Il quadro che ne emerge contribuisce a illuminare ulteriormente testi e vicende culturali non trascurabili dell'Umanesimo veneto.