Futura Editrice Libri

Libri editi da Futura Editrice Storia postbellica del 20. Secolo: dal 1945 al 2000

LIBRO   9788823012400

Portella della Ginestra e la guerra fredda. I cento anni della Cgil siciliana. Conversazioni con Antonio Riolo Renda Francesco   -  Futura Editrice, 2008  -  Storia E Memoria

L'autore, che avrebbe dovuto tenere il comizio a Portella quel 1° Maggio del '47, racconta, da testimone e da protagonista, la vicenda della strage per opera della banda di Salvatore Giuliano. Nella forma della conversazione, a cui è sotteso il rigore dello studioso, egli sviluppa una chiave di lettura della strage che la colloca nella dimensione internazionale della "guerra fredda", mettendo in luce come, nell'intreccio perverso tra politica, mafia e banditismo, impegnati nella difesa degli interessi economici e politici degli agrari, all'indomani dell'avanzata del Blocco del Popolo nelle elezioni siciliane del 20 aprile 1947, al fondo della strage si inserisca l'esigenza degli Stati Uniti di esautorare le sinistre dai governi nazionali e regionali delle aree strategicamente rilevanti. Da Portella il racconto passa ai cento anni di storia della Cgil siciliana, che affonda le sue radici nel movimento dei Fasci dei lavoratori e che da lì è venuta poi tessendo per tutto un secolo una trama di lotte e di conquiste che hanno collocato la Sicilia e il popolo siciliano "sul davanti della storia nazionale e internazionale". Terzo momento è quello dedicato all'Autonomia della Sicilia e al suo Statuto. A sessant'anni di distanza, conclude Renda, è innegabile che l'Autonomia abbia dato alla Sicilia un'identità che prima non aveva; è pure vero il fatto che alcune sue caratteristiche, come l'esclusività legislativa, sono all'origine di una condizione di separatezza della vita dell'isola dal resto del paese.

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LIBRO   9788823011755

Giuseppe Di Vittorio e i fatti d'Ungheria del 1956 Ghezzi C. (Cur.)   -  Futura Editrice, 2007  -  Storia E Memoria

È il 27 ottobre del 1956. Di fronte alla decisione dei sovietici di intervenire militarmente in Ungheria, la Segreteria della Cgil assume una posizione di radicale condanna dell'invasione destinata a stroncare nel sangue la domanda di democrazia e di partecipazione reclamata dalla rivolta operaia e popolare ungherese e sostenuta dal governo legittimo di Imre Nagy. La condanna non è soltanto dell'intervento militare: il giudizio è netto e investe tanto i metodi antidemocratici di governo di quelle società, quanto l'insufficienza grave dello stesso movimento sindacale di quei paesi. Due ore di sciopero nazionale vengono indette dalla Cgil in solidarietà con le vittime della repressione. Queste posizioni saranno difese con coerenza e determinazione da Giuseppe Di Vittorio nello scontro durissimo che, partendo da quei fatti, si aprì nel Pci e che oppose il segretario generale della Cgil a Togliatti. Si misuravano in effetti in quella vicenda concezioni assai diverse sullo stesso significato della democrazia, sul ruolo del sindacato nella società e, soprattutto, sull'affermazione della sua autonomia nei confronti del partito. Quelle appartenute a Di Vittorio si affermeranno negli anni segnando la cultura e la storia del movimento sindacale italiano.

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