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Libri editi da I Libri Di Icaro Storia: specifici eventi e argomenti
Il prete con la kippah. L'immaginario ebraico nel feuilleton gesuitico del Risorgimento italiano (1850-1904) Pinto Vincenzo - I Libri Di Icaro, 2012 - Storia
L'ebreo è un personaggio letterario cardine della narrativa cattolica contemporanea, in particolare del romanzo gesuitico ottocentesco. Tra luoghi comuni e pregiudizi, tra santità e dannazione, questa raccolta antologica mostra la grande importanza che il rappresentante della religione del Padre ha avuto nell'immaginario culturale cattolico italiano del Risorgimento.
Il Salento che cambia. Altri reportage Semeraro A. (Cur.) - I Libri Di Icaro, 2008 - Scritture Multimediali
Curiosità, indagine, informazione, denuncia sociale, il tutto legato alla passione per la scrittura, sono gli ingredienti che hanno dato vita nel corso dell'anno accademico 2006-2007 ai pezzi di inchiesta qui raccolti, pensati come prove, esercitazioni, sguardi diversi, allenati alla scoperta del dettaglio, nella convinzione che nelle piccole cose si rivelino le grandi. La voglia è quella di raccontare il Salento attraverso un grandangolo senza filtri, che inquadra un territorio tutto ancora da scoprire. Gli aspetti di un Salento nuovamente narrato prendono corpo dalle scelte personali espresse in piena libertà. Ed è proprio la libertà degli sguardi a rendere questo Salento rivisitato nuovo e interessante. È dalla consapevolezza del manchevole che nasce il bisogno (due volte sogno) di nuovi slanci.
Taranto: dall'età murattiana all'(in)civiltà dell'acciaio Guastella Arturo - I Libri Di Icaro, 2025 - Prometeo
Taranto e la sua storia millenaria, le radici arcaiche, i fasti dell'età classica, il rapporto con il mare, il porto, l'Arsenale, l'Ilva, le Tv private e il sogno del benessere... Un viaggio nella storia del capoluogo jonico tra contraddizioni, speranze disattese, personaggi e protagonisti di una parabola raccontata con il rigore dello storico e il passo del giornalista che non risparmia giudizi anche severi. Guastella punta il dito su uno sviluppo economico, sociale e culturale largamente inespresso, sull'incapacità dei tarantini di raccogliere l'eredità di Gioacchino Murat non tenendo conto, da un certo punto in poi, la storia della loro città e delle sue grandi potenzialità. Una denuncia civile da parte di chi non si arrende a un destino che parrebbe segnato ma che Taranto non merita.