Meridiano Zero Libri
Libri editi da Meridiano Zero LETTERATURA E STUDI LETTERARI
I Blues del quartiere Stefani Antonio - Meridiano Zero, 2010
Antonio Stefani, firma storica del Giornale di Vicenza, si racconta in poesie personalissime e intime. La poesia e il blues che sale dal profondo sottraggono uno spazio protetto alla vita che tutti i giorni si muove nella routine, tra lavoro e obblighi familiari. In quello spazio stanno le cose che malgrado tutto fanno sentire liberi: le emozioni del calcio, l'adrenalina, l'amicizia nata negli spogliatoi, la capacità di giocare con i propri figli, il prendersi il tempo per continuare a scrivere, come da ragazzi, e ad ascoltare il vero blues. L'orgoglio veneto e la passione per la musica traspaiono da ogni verso. Massimo Bubola, il Cavaliere elettrico del rock italiano, autore dei due dischi di De André che più degli altri hanno fatto la storia della musica, Rimini e L'indiano, ha scritto la sua sentita prefazione e curato la raccolta di Stefani. «Il diletto e il pregio della poetica di Antonio sono proprio questo suo caracollare tra la realtà vista da una lente puntata verso il cielo e un cannocchiale caleidoscopico rivolto verso la terra, ma sarebbe meglio aggiungere anche il manico di una chitarra Fender Telecaster con un pennino puntato sulle stelle viventi e cadenti, come un piccolo aereo sul quale a cavalcioni volare.» (Massimo Bubola).
Oltre il velo del reale Pezzini F. (Cur.) - Meridiano Zero, 2022 - Senza Collana
Trenta racconti che pongono la paura al contrario. Cosa succede se si prende l'assurdo e lo si inserisce in una struttura oggettiva? Cosa succede se si alza la testa, se si rompe il guscio di un uovo perfetto, se si scende invece di salire, se si esce dalla propria forma? Forse solo smettendo di separare reale e irreale, guardando oltre il velo che il mondo ci pone davanti, potremo vedere gli altri. E di conseguenza la verità. Per farlo è necessario uno sguardo acuto capace di squarciare la patina che offusca la nostra visione delle cose e una sensitività meticolosa per percepire i movimenti tellurici che operano nel profondo. Poiché è proprio il punto in cui la narrazione produce mistero e incomprensione che, per assurdo, suggerisce un possibile rovescio dell'apparente e assume l'esperienza di un senso: un senso più reale del reale. Viviamo in una società prevalentemente virtuale, da tempo abbiamo spostato le nostre vite in un mondo online, cercando una specie di salvezza rendendoci quanto più invisibili possibile. Non essere visti, però, può diventare un'abitudine capace di portare le nostre stesse paure ad aggredirci. Il volume contiene i racconti arrivati in finale al call per la narrativa breve, indetto dal Premio Italo Calvino in collaborazione con L'Indice dei libri del mese e il Book Pride, attorno al tema del fantastico in tutte le sue declinazioni: dalla fantascienza al fantasy, dal realismo magico al perturbante, dall'horror alla trasposizione in chiave surreale di nodi psichici.
Der Zoo, o lettere non d'amore, oppure la terza Eloisa Sklovskij Viktor Greppi G. (Cur.) - Meridiano Zero, 2014 - Gli Obliqui Pocket
Nella Berlino del 1923, a un semisconosciuto scrittore russo emigrato non ancora trentenne da una Pietrogrado postrivoluzionaria, viene rivolta dalla donna amata la richiesta più difficile da rispettare: "Se vuoi che ti risponda, scrivimi di tutto, fuorché d'amore". Lei è Alja Kagan, conosciuta in arte come Elsa Triolet (nonché sorella di Lili Brik, amante e musa di Majakovskij). Lui è Viktor Sklovskij, iniziatore del Formalismo russo insieme all'amico Roman Jakobson. Si incontrano in una città i cui bar sono zeppi di russi coi pantaloni senza piega. Parlano a voce troppo alta o non parlano affatto. Poeti affamati, narratori sradicati, ubriaconi tristi o molesti... Fra loro c'è anche Boris Pasternak. Chi più chi meno, soffrono la condizione degradante dell'esilio, hanno nostalgia di casa. Li riconosci perché tra loro discorrono di rivoluzione, guerra, paura, letteratura e donne. Vivono vicino allo Zoo, e ogni volta che mettono piede fuori casa non possono evitare di gettare un occhio alle scimmie con commiserazione fraterna. In un esperimento di scomposizione del romanzo a intreccio e del genere epistolare, Sklovskij gioca a confondere amabilmente il lettore nella sua percezione degli elementi di realtà e finzione, opera e vita, componendo l'intera narrazione su stranianti digressioni: arte e motori, amici e detrattori, case editrici e camere d'affitto... Laddove ogni argomento, compreso il tempo atmosferico, si fa metafora di quel doloroso tabù che è l'amore non corrisposto.