Nottetempo Libri
Libri editi da Nottetempo Studi etnografici
Lo spirito della foresta Albert Bruce Kopenawa Davi - Nottetempo, 2023 - Saggi. Terra
Forse il miglior modo per cogliere lo spirito della foresta è avvicinarsi alla cosmologia degli sciamani yanomami che vivono nel Nord del Brasile. Il loro pensiero e la loro pratica quotidiana sono infatti in perfetto equilibrio con la totalità delle forme di vita - umane e non umane, visibili e invisibili - che popolano la foresta amazzonica. La concezione del mondo degli Yanomami, contrariamente a quella occidentale, non contempla una divisione netta tra gli "umani", nel ruolo di conquistatori, e una "natura" altra, periferica, subordinata all'arroganza predatrice dell'uomo - e in qualche caso oggetto di disperato e ambiguo pentimento. Per gli Yanomami la natura è urihi a, ovvero la "terra-foresta-mondo", "una sorta di meta-organismo" in cui tutti (viventi e non) coesistono in armonia nonostante le loro apparenti differenze. Bruce Albert e Davi Kopenawa, amici e compagni di lotte da quasi mezzo secolo, nonché autori di La caduta del cielo (pubblicato in Italia nel 2018 sempre da nottetempo), in questo libro lasciano risuonare appieno la straordinaria polifonia delle voci provenienti da urihi a e, decostruendo il concetto di natura e la distinzione tipicamente occidentale tra umano e non umano, celebrano "una fusione alchemica tra antropologia ed ecologia", come scrive Emanuele Coccia nell'introduzione. Attraverso riflessioni, dialoghi e immagini "Lo spirito della foresta" restituisce, da diverse prospettive, l'imprescindibile complessità dell'ecosistema e lancia un coraggioso grido d'allarme contro la tendenza autodistruttiva dell'uomo
Tropici più tristi Lévi-Strauss Claude - Nottetempo, 2005 - I Sassi
In questa intervista, pubblicata da "Le Monde" e riscritta dall'autore per la pubblicazione in volume, il grande antropologo di 96 anni racconta il suo rapporto con il Brasile, dove ha fatto le prime esperienze di etnologo, quelle che hanno ispirato "Tristi tropici". Riepiloga la vita di ricerca e di scoperta e osserva l'evoluzione di quel mondo, perché i "Tristi tropici" che Lévi-Strauss ci ha fatto conoscere, quel mondo in mutazione, a cavallo fra due epoche, due civiltà, fra una tradizione in procinto di essere abbandonata e la cosiddetta civiltà occidentale non ancora assimilata, oggi sono ancora più tristi, e noi ci troviamo forse in quella stessa situazione: fra una cultura smemorata e un nuovo mondo che non ha nulla di "valoroso".
Il patto con la terra Camerlenghi Ettore - Nottetempo, 2026 - Saggi. Terra
«Ogni cultura è figlia delle proprie circostanze: storia, contingenze e particolari adattamenti. Ogni cultura guarda fuori di sé dal centro del suo unico mondo». È in quest'ottica che Ettore Camerlenghi, ricercatore sul campo impegnato a sondare e preservare le culture indigene di tutto il pianeta, ripercorre alcuni dei suoi viaggi più significativi per raccontarci sistemi e cosmovisioni vergini dello sguardo occidentale. Passando dall'Amazzonia alle Ande e infine all'Australia, questo libro ci svela concezioni del mondo esenti dal vizio dell'antropocentrismo, volte a configurare invece un sistema-Terra che è fitto di interconnessioni tra umano e non umano. Apparentemente isolate e impossibilitate - né interessate - a comunicare tra loro, queste culture e le loro ontologie condividono in realtà molte proprietà, e scopriamo allora che la distanza non impedisce un'intuizione comune, che affonda le sue radici nella realtà di una natura con cui dovremmo anche noi riconciliarci, stringendo un vero e proprio patto con il mondo che ci circonda. Unendo il reportage narrativo alla disamina scientifica, il memoir a una ricerca accurata, questo libro ci conduce in un viaggio che cerca di rispondere a due interrogativi fondamentali: può esistere un nuovo incontro, più mutuo, tra scienza occidentale e scienze indigene? C'è spazio, all'interno del discorso scientifico occidentale contemporaneo, per elementi e intuizioni tratti da altre epistemologie?