Neri Pozza Libri
Libri editi da Neri Pozza pubblicati nella collana I Colibri Europa Centrale
Prossime uscite della collana I Colibri
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791281850460 Il buono studio
- 9791281850439 Pianisticamente moderno
- 9791281850255 Ear training nella lettura musicale. Corso completo ad uso dei Conservatori, degli Istituti e Licei Musicali. Libro dell'insegnante
- 9788894866162 La notte nuda
Berlino città d'altri. Il turismo intellettuale nella Repubblica di Weimar Forte Luigi - Neri Pozza, 2018 - I Colibrì
Chiunque si aggiri oggi per le strade di Berlino scorge una città cosmopolita che a ogni passo si svela come uno strabiliante laboratorio di futuro. Certo, essa è anche un sito archeologico della modernità e delle sue tragedie. I fantasmi di un tempo riemergono con i loro nomi altisonanti, dal Reichstag al Brandenburger Tor, o con le memorie inestinguibili del quartiere ebraico, lo Scheunenviertel. Tuttavia Berlino continua a essere, come diceva il critico d'arte Karl Scheffler all'inizio del Novecento, una città destinata a diventare, mai a essere. Le pagine di questo libro muovono dall'inizio di questo destino, dai primi decenni del Novecento in cui scrittori, artisti, intellettuali stranieri accorrono a Berlino e la trasformano nella metropoli weimariana che ospita e stimola grandi esperienze creative, il luogo d'incontro di sensibilità molto diverse, la scena su cui si proiettano esperienze contrastanti, un milieu di fantasie e utopie raccolte per le strade d'Europa. Attraverso una narrazione che rivisita ogni genere letterario, dai romanzi agli epistolari, dalle poesie ai racconti, dalle riflessioni teoriche e filosofiche ai reportage, dal bozzetto all'elzeviro, Luigi Forte mostra l'affascinante mescolanza di impressioni, testimonianze, immagini, sensazioni sedimentate che fanno della Berlino di quegli anni una città d'altri. Da Kafka a Robert Walser, da Roth a von Rezzori, da Crevel e Giraudoux a Auden e Isherwood, da Wolfe agli 'emigré' russi Belyj, Sklovskij, Nabokov e Pasternak, fino a Marinetti e Pirandello, Berlino emerge in questa ricostruzione non solo come il simbolo problematico e affascinante di una modernità senza confini, ma anche e soprattutto come lo spazio di una nuova cultura a cui inconsapevolmente contribuirono le voci così eterogenee dei molti scrittori europei. Dall'immagine cangiante della metropoli tedesca traspare così il volto di quell'Europa che tentò invano di contrapporre all'apocalisse incombente la voce ormai fievole della ragione e della parola rigeneratrice.
Quando la moneta muore. Le conseguenze sociali dell'iperinflazione nella Repubblica di Weimar Fergusson Adam - Neri Pozza, 2011 - I Colibrì
"Quando una nazione non può più fare alcun affidamento sulla propria moneta e l'inflazione ha coinvolto un popolo intero, è logico e naturale guardare alla storia di quei popoli che hanno già attraversato questa tragica e sconvolgente esperienza, per trarne informazioni e lumi". Nel 1923, con una moneta praticamente priva di valore, la Germania si trovò ridotta a un'economia basata sul baratto. Citando opinioni e ricordi di persone comuni e documenti provenienti dall'ambasciata britannica a Berlino, l'analisi dello storico inglese affronta soprattutto il lato umano dell'inflazione. Oggi, in un'epoca di acuta crisi finanziaria, la lettura di quest'opera ormai classica lancia un allarme di grave pericolo e un ammonimento contro i rischi dei finanziamenti illimitati quale scorciatoia per ripianare i deficit di bilancio e scappatoia per i governi di fronte alla stagnazione e alla disoccupazione. "Le similitudini tra l'agonia del marco e quella del dollaro balzano agli occhi... Il deficit americano nasce dalla volontà di Washington di lanciare una guerra contro il terrorismo globale, che permetta agli Stati Uniti di riconquistare la loro posizione egemonica nel mondo... La dipendenza degli Stati Uniti e di molti paesi europei dall'indebitamento, e la politica di salvataggio delle banche e dell'economia attraverso il quantitative easing, stampando cartamoneta, ricordano le tappe principali della scomparsa della moneta tedesca nel periodo tra le due guerre".
La guerra tedesca. Una nazione sotto le armi 1939-1945 Stargardt Nicholas - Neri Pozza, 2018 - I Colibrì
Sono trascorsi più di settant'anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e - nonostante interi scaffali di libri dedicati alle origini, allo svolgersi e alle atrocità del conflitto - non sappiamo ancora perché i tedeschi combatterono fino all'ultimo giorno per la difesa del Terzo Reich. Neppure i giapponesi combatterono fino alle porte del palazzo imperiale di Tokyo come fecero i tedeschi per la Cancelleria del Reich a Berlino. Che cosa li muoveva realmente? Come potevano far proprio il richiamo alla mobilitazione generale da parte di un regime che, nel 1945, mise in atto la propria «sconfitta totale», investendo e consumando tutte le risorse morali e fisiche della nazione? Il carattere di guerra razziale di quel conflitto, con le atrocità e i genocidi conseguenti, non era, inoltre, - come nel periodo della Guerra fredda si è a lungo sostenuto - un'ignobile macchia delle SS e di un manipolo di nazisti intransigenti. A partire dagli anni Novanta, documentazioni fotografiche e numerosi materiali - come una pagina di diario in cui, il 22 novembre 1943, il capitano August Töpperwien annotava: «Stiamo sterminando non solo gli ebrei che combattono contro di noi, vogliamo letteralmente sterminare questo popolo in quanto tale!» - hanno abbondantemente messo in discussione la comoda scusa di una Wehrmacht buona a fronte delle cattive SS. La tesi perciò che vuole i tedeschi consapevoli a poco a poco di stare combattendo una guerra mirata al genocidio è difficilmente confutabile. Che impatto, tuttavia, ha avuto sulla gente comune una simile consapevolezza? In che maniera la guerra influì sul loro modo di vedere il genocidio? Il diffuso timore, nell'estate 1943, che la Germania non sarebbe riuscita a sottrarsi alle conseguenze di una spietata guerra razziale, di cui era stata essa stessa fautrice, ha avuto un peso rilevante nella mobilitazione generale dei tedeschi?