Illusioni Libri
Libri di Titolo Illusioni editi da Carocci
Illusioni di potenza. La diplomazia sabauda e la Francia nel cuore del Seicento (1630-1648) Ieva Frédéric - Carocci, 2023 - Studi Storici Carocci
Nel corso del Seicento le relazioni tra il ducato di Savoia e il regno di Francia furono particolarmente difficili. Lo Stato sabaudo, infatti, a causa della strategica posizione geografica, si trovò, suo malgrado, a essere conteso tra le monarchie francese e spagnola. Il volume prende in esame gli anni fra il 1630 e il 1648, che furono cruciali per il ducato sabaudo, governato, dopo il breve regno di Vittorio Amedeo I, dalla reggente Cristina di Francia. La duchessa riuscì a tenere testa alla politica aggressiva del cardinale Richelieu, a proteggere lo Stato piemontese e a consegnarlo quasi integro al figlio Carlo Emanuele II. Per muoversi in questo contesto internazionale così complesso e per misurarsi con avversari tanto pericolosi, Cristina si avvalse di un servizio diplomatico di prim'ordine, che non aveva nulla da invidiare a quello veneziano o romano. Gli ambasciatori piemontesi erano presenti in tutte le sedi europee, pronti a difendere gli interessi ducali e spesso si trattava di diplomatici molto abili, come Claude Chabod, marchese di San Maurizio, inviato in missione in Francia e ai trattati di pace in Vestfalia, o Ludovico San Martino, marchese d'Aglié, che si mise in mostra nel corso della sua lunga ambasciata a Roma. Il libro offre un sintetico profilo della diplomazia sabauda del Seicento e la inserisce nel quadro più ampio degli studi europei sulla diplomazia in età moderna.
Illusioni e libertà. Benjamin Constant e gli antichi Paoletti Giovanni - Carocci, 2001 - Ricerche
Protezione delle libertà individuali o degli affari privati, riduzione dello Stato a garante o della politica all'esprit commerçant, primato della società civile o trionfo del mercato: comunque li si intenda, questi tratti generalmente associati al liberalismo si estendono al modo in cui viene per lo più interpretata la filosofia politica di Benjamin Constant (1767-1830). Il suo Discorso sulla libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni (1819) fa autorità per la tesi che vede nel liberalismo la teoria della modernità politica per eccellenza, fondata sul programmatico rifiuto degli antichi, i 'democratici Greci come l''antico regime . Alle celebri pagine in cui Constant demistifica l'anacronistica emulazione di Greci e Romani durante la Rivoluzione francese, fanno tuttavia da controcanto quelle in cui investe la storia antica di un valore esemplare, come l'esperienza privilegiata dei soli popoli per cui la parola libertà abbia avuto un senso prima di noi. L'immagine delle repubbliche antiche, apprezzata nel suo insieme, permette di considerare sotto una luce nuova i concetti-chiave del pensiero politico constantiano e i loro dilemmi: qual è, in politica, lo statuto d'illusioni e credenze' Come è possibile preferire il giogo di un despota alla libertà nelle leggi' Come mantenere la libertà, o rinconquistarla'