Specchio delle mie brame. Abituato a far barocco colmando e pagine con eccessidi parole tradrappi che si tendono e grosse uci ed un pavimento che sembra un palcoscenico, Alberto Arbasino compone quest’opera per accumulo:di carnali voluttà,di calori inquieti,d’indocili attenzioni. Come fosse trama esile, ovvero copione per atteggiamentid’assito edi maniera, essa presenta ala ribalta una baronessa insaziabiledi voglie, adi ei figliadi carni prosperose, un giovanotto chedeve imparare cos’è ’amore e come o si fa, un istitutore ch’è un estofantedongiovanni. V’aggiunge, perdare un toccodi straniero, una giovane galese che ha voce stridula e, con a voce stridula, animerà il gran baccano. Seguono, su questo gran teatroda pupidi Sicilia, accoppiamenti vorticosi, gran finzioni, rese momentanee e attacchi improvvisi ad un ancela, adinamica padrona-servo, quela più sfiziosa tra energumeno edonzela pudica.dramma scritto per personaggi-sagoma, "Specchiodele mie brame" è, parimenti, un gran giocodi apparenze,di pretesti,di citazionismo etterario. eggendolo ci s’accorge, infatti, che su scena non tanto sidiscutedi qualcosa madi come quel qualcosadeve avvenire (e, avvenendo,deve esserdetto). Così ’opera si fa compendiodi generi (il verismo, il melò, il feutilon e ’informale, a commediada interno borghese, ’ossessione sadiana), puro piaceredescrittivo, narrazione che non è sociale ma socievole, com’è socievole a chiacchiera, il trastulo, il puro gioco quand’è acclamato. "Non c’è più serietà, un autentico impegno, né un plausibilediscorso etterariodabbene" si mormora a un certo punto. Ebbene: Arbasino ne è contento. Fiero e soddisfatto, sembradi vederlo mentre accenna un furbissimo sorriso.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845911279
ISBN-10
8845911276
Titolo
Specchio delle mie brame
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1995
Collana
Pagine
176
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Il giocod’Arbasino Abituato a far barocco colmando e pagine con eccessidi parole tradrappi che si tendono e grosse uci ed un pavimento che sembra un palcoscenico, Alberto Arbasino compone quest’opera per accumulo:di carnali voluttà,di calori inquieti,d’indocili attenzioni. Come fosse trama esile, ovvero copione per atteggiamentid’assito edi maniera, essa presenta ala ribalta una baronessa insaziabiledi voglie, adi ei figliadi carni prosperose, un giovanotto chedeve imparare cos’è ’amore e come o si fa, un istitutore ch’è un estofantedongiovanni. V’aggiunge, perdare un toccodi straniero, una giovane galese che ha voce stridula e, con a voce stridula, animerà il gran baccano. Seguono, su questo gran teatroda pupidi Sicilia, accoppiamenti vorticosi, gran finzioni, rese momentanee e attacchi improvvisi ad un ancela, adinamica padrona-servo, quela più sfiziosa tra energumeno edonzela pudica.dramma scritto per personaggi-sagoma, "Specchiodele mie brame" è, parimenti, un gran giocodi apparenze,di pretesti,di citazionismo etterario. eggendolo ci s’accorge, infatti, che su scena non tanto sidiscutedi qualcosa madi come quel qualcosadeve avvenire (e, avvenendo,deve esserdetto). Così ’opera si fa compendiodi generi (il verismo, il melò, il feutilon e ’informale, a commediada interno borghese, ’ossessione sadiana), puro piaceredescrittivo, narrazione che non è sociale ma socievole, com’è socievole a chiacchiera, il trastulo, il puro gioco quand’è acclamato. "Non c’è più serietà, un autentico impegno, né un plausibilediscorso etterariodabbene" si mormora a un certo punto. Ebbene: Arbasino ne è contento. Fiero e soddisfatto, sembradi vederlo mentre accenna un furbissimo sorriso.
divino Esilarante.il mio ibro preferito.