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Gli allievi di Algardi. Opere, geografia, temi della scultura in Italia nella seconda metà del Seicento

di Bacchi A. (cur.) Nova A. (cur.) Simonato L. (cur.) edito da Officina Libraria, 2019

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Informazioni bibliografiche del Libro

 

Gli allievi di Algardi. Opere, geografia, temi della scultura in Italia nella seconda metà del Seicento: Gli atti del convegno internazionale "Gli allievi di Algardi", organizzato nel 2015 dal Kunsthistorisches Institut di Firenze e la Scuola Normale Superiore di Pisa, affrontano, in alcuni punti nodali, il tema della diffusione e della fortuna del linguaggio dello scultore bolognese Alessandro Algardi (1598-1654) non solo a Roma, dove lavorò fino alla fine della sua vita, ma anche nei principali centri artistici della penisola. Il punto di partenza è la produzione dei «giovani» di Algardi (Ercole Ferrata, Domenico Guidi e Girolamo Lucenti), con approfondimenti su singole opere e una riflessione su alcuni aspetti centrali della loro ricezione. Si prosegue poi con l'assimilazione del linguaggio algardiano fuori dalla città pontificia, prendendo in considerazione opere realizzate da suoi allievi a Napoli, Genova, Bologna, Siena e Firenze. La circolazione dei modelli del maestro in Italia nel medio e tardo Seicento permetterà di misurare le qualità dell'insegnamento algardiano anche alla luce delle declinazioni locali. Infine, si utilizzeranno alcuni punti di osservazione privilegiati, quali il rapporto con l'Antico, il dialogo tra pittura e scultura, le evoluzioni del rilievo tardo barocco, la fortuna nella guidistica.
The proceedings of the international conference "The Students of Algardi", organized in 2015 by the Kunsthistorisches Institut in Florence and the Higher Normal School of Pisa, address, in some key points, the theme of the diffusion and fortune of the language of Bolognese sculptor Alessandro Algardi (1598-1654) not only in Rome, where he worked until the end of his life, but also in the main artistic centers of the peninsula. The starting point is the production of Algardi's "young people" (Ercole Ferrata, Domenico Guidi and Girolamo Lucenti), with insights on individual works and a reflection on some central aspects of their reception. Then we continue with the assimilation of the Algardian language outside the papal city, taking into account works made by his students in Naples, Genoa, Bologna, Siena and Florence. The circulation of the teacher's models in Italy in the middle and late 17th centuries will allow to measure the qualities of teaching algardian even in the light of local variations. Finally, some privileged vantage points will be used, such as the relationship with the Ancient, the dialogue between painting and sculpture, the evolutions of the late Baroque relief, the luck in driving.

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