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Il cadavere della bellezza. La crisi dell'arte

di Nikolaj Berdjaev Bulgakov Sergej N. edito da Medusa Edizioni, 2012

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Informazioni bibliografiche del Libro

 

"Picasso con il suo tocco offende l’Eterno femminino e lo oltraggia". Ancora: "Nei quadri di Piacsso emerge un oltraggio indicibile perpetrato proprio a questo Femminino, ridotto a un corpo mostruoso, sformato, corrotto, in decomposizione; sarebbe meglio dire che ci troviamo di fronte al cadavere della bellezza". Ancora: Sembra che dopo il tremendo inverno di Piacsso il mondo non rifiorirà più come prima. Si compie, con esso, una sorta di misterioso sfaldamento del cosmo". Picasso disarticola, scompone, disfa e distrugge; Picasso sfrangia, spezzetta, riduce a lembi e brandelli; Picasso "vede l’orrore della decomposizione e della polverizzazione" e con esso fa arte pittorica. Egli è un posseduto, un maledetto posseduto, un maledetto posseduto ed è un demone: "Se Stavrogin avesse dipinto, ne sarebbe risultato qualcosa del genere di Picasso". ’Il cadavere della bellezza’ è riunione straordinaria di due saggi lontani, firmati Sergej Bulgakov e Nikolaj Berdjaev. Bulgakov ama fino allo stordimento la forma divina della creazione, la compattezza dei moti, la chiarezza dei toni ammirabili all’interno della Cappella Sistina; Berdjaev è seguace idilliaco dell’opera totale allusa da Wagner e da Skrjabin: si ritovano dinnanzi questa astratta ridefinizione degli oggetti, dei corpi, delle cose note che si frantumano in ignote. Si ritrovano innanzi Picasso: il maledetto posseduto dal demone del nuovo. ’Il cadavere della bellezza’ è lettura entusiasmante: in essa non solo pittura, non solo critica legata all’immagine ma anche - e soprattutto - il rapporto complesso che scontra gli uomini al mondo, alla sua definizione per arte, alla sua visione inaccettabile.

Recensione Unilibro a cura di Alex Toppi

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"Il cadavere della bellezza. La crisi dell'arte"
La visione inaccettabile
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"Picasso con il suo tocco offende l’Eterno femminino e lo oltraggia". Ancora: "Nei quadri di Piacsso emerge un oltraggio indicibile perpetrato proprio a questo Femminino, ridotto a un corpo mostruoso, sformato, corrotto, in decomposizione; sarebbe meglio dire che ci troviamo di fronte al cadavere della bellezza". Ancora: Sembra che dopo il tremendo inverno di Piacsso il mondo non rifiorirà più come prima. Si compie, con esso, una sorta di misterioso sfaldamento del cosmo". Picasso disarticola, scompone, disfa e distrugge; Picasso sfrangia, spezzetta, riduce a lembi e brandelli; Picasso "vede l’orrore della decomposizione e della polverizzazione" e con esso fa arte pittorica. Egli è un posseduto, un maledetto posseduto, un maledetto posseduto ed è un demone: "Se Stavrogin avesse dipinto, ne sarebbe risultato qualcosa del genere di Picasso". ’Il cadavere della bellezza’ è riunione straordinaria di due saggi lontani, firmati Sergej Bulgakov e Nikolaj Berdjaev. Bulgakov ama fino allo stordimento la forma divina della creazione, la compattezza dei moti, la chiarezza dei toni ammirabili all’interno della Cappella Sistina; Berdjaev è seguace idilliaco dell’opera totale allusa da Wagner e da Skrjabin: si ritovano dinnanzi questa astratta ridefinizione degli oggetti, dei corpi, delle cose note che si frantumano in ignote. Si ritrovano innanzi Picasso: il maledetto posseduto dal demone del nuovo. ’Il cadavere della bellezza’ è lettura entusiasmante: in essa non solo pittura, non solo critica legata all’immagine ma anche - e soprattutto - il rapporto complesso che scontra gli uomini al mondo, alla sua definizione per arte, alla sua visione inaccettabile.