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Viva l'Italia! Contro l'economia della paura. Perché non siamo il malato d'Europa

di Francesco Bonazzi edito da Chiarelettere, 2019

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Informazioni bibliografiche del Libro

 

Viva l'Italia! Contro l'economia della paura. Perché non siamo il malato d'Europa: La paura è uno stato d'animo personale, certo, ma per crearla e alimentarla su larga scala servono gli allarmi. Dietro ogni allarme c'è puntualmente qualcuno che ci guadagna. Ma l'Italia è davvero un paese sull'orlo del fallimento? Numeri alla mano, la situazione è ben diversa da quella che si dipinge. Come dimostra Francesco Bonazzi, in realtà il nostro è un paese molto ricco dove otto famiglie su dieci vivono in abitazioni di proprietà, con un patrimonio immobiliare che vale 3,8 volte il Pil, ovvero 6227 miliardi di euro, e con storie di eccellenza, specie nel settore della chimica industriale e della biochimica, che però fanno meno notizia dei successi degli chef stellati. Come ricorda il Censis, "il mondo è pieno di macchinari italiani, ma per saperlo bisogna andare a guardare l'etichetta". Il vero problema è la disuguaglianza, a cominciare da quella Nord-Sud, ma per ridurla non si fa nulla, con la scusa che l'Europa non ci concede i necessari margini di bilancio. Con oltre 5 milioni di poveri e un 10 per cento sempre più ricco, l'Italia non può continuare a essere uno dei paesi con la maggior ingiustizia sociale del continente. La vera sfida che abbiamo di fronte è innanzitutto sconfiggere questa economia della paura e della colpevolizzazione alla tedesca, fermare la cinesizzazione del lavoro e imparare a pensarci come potenza economica, che può decidere il proprio destino e migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Evitando che il sovranismo prenda il posto della sovranità nazionale. Prefazione di Antonio Maria Rinaldi.
Fear is a personal state of mind, of course, but to create and feed it on a large scale you need alarms. Behind every alarm there is punctually someone who earns it. But is Italy really a country on the brink of bankruptcy? Numbers in hand, the situation is quite different from the one you paint. As Francesco Bonazzi shows, in fact ours is a very rich country where eight out of ten families live in owner-occupied homes, with a real estate worth 3.8 times the GDP, or 6227 billion euros, and with histories of excellence, especially in the sector of industrial chemistry and biochemistry, but they make less news than the successes of Michelin-starred chefs. As Censis recalls, "the world is full of Italian machinery, but to know it you have to go and look at the label". The real problem is inequality, starting with the North-South, but nothing is done to reduce it, under the pretext that Europe does not give us the necessary budgetary margins. With over 5 million poor people and an increasingly rich 10%, Italy cannot continue to be one of the countries with the greatest social injustice on the continent. The real challenge we face is first of all to defeat this economy of fear and blame for the Germans, to stop the Chineseization of work and to learn to think of it as an economic power, which can decide its own destiny and improve the people's living conditions. Preventing sovereignism from taking the place of national sovereignty. Foreword by Antonio Maria Rinaldi.

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