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Aquile e dervisci. L'autorità sufi nell'Albania post-socialista

di Gianfranco Bria edito da Jouvence, 2019

Informazioni bibliografiche del Libro

  • Titolo del Libro: Aquile e dervisci. L'autorità sufi nell'Albania post-socialista
  • AutoreGianfranco Bria
  • Editore: Jouvence
  • Collana: Volti d'Islam , Nr. 18
  • Data di Pubblicazione:  Ottobre '2019
  • Genere: storia d'europa
  • ISBN-10: 8878016799
  • ISBN-13:  9788878016798

 

Aquile e dervisci. L'autorità sufi nell'Albania post-socialista: "La religione degli albanesi è l'albanismo": questa nota espressione risorgimentale ben incarna la concezione pubblica e istituzionale della religione nel Paese delle Aquile, soprattutto da quando, nel 1967, il regime comunista di Hoxha decise di vietare qualsiasi forma di culto. Il sufismo, componente storica del vario mosaico religioso del Paese, soffrì più di altri la secolarizzazione coatta socialista. La rinascita sufi, dopo anni di autarchia e isolazionismo, fu un processo complesso, influenzato dall'intervento di attori esteri (wahabiti, Gülen hareketi, turuq kosovare), dalle istanze laiche governamentali e dalla religiosità critica e individualizzata dei fedeli. Ne è seguito un costante riaggiornamento pratico e dottrinale delle turuq che, schiacciate dal peso della globalizzazione (pluralismo e umma virtuale) e dal monopolio Bektashi, hanno cercato nuovi spazi e pratiche di legittimazione (di)mostrando una straordinaria capacità adattiva rispetto all'ideologia di Stato e alle domande di santità delle popolazioni locali. Prefazione di Nathalie Clayer.
"The religion of the Albanians is albanism": this well-known resurgent expression well embodies the public and institutional conception of religion in the country of the Eagles, especially since, in 1967, the communist regime in Hoxha decided to ban any form of worship. Sufism, a historical component of the country's diverse religious mosaic, suffered more than others from the forced secularization of the socialist. The Sufi renaissance, after years of autarky and isolationism, was a complex process, influenced by the intervention of foreign actors (Wahhabites, Gothenburg, Kosovar turuq), secular governing bodies and the critical and individualized religiosity of the Faithful. This was followed by a constant practical and doctrinal re-update of turuqs that, crushed by the weight of globalization (pluralism and virtual umma) and the Bektashi monopoly, sought new spaces and practices of legitimacy (of)showing an extraordinary adaptive capacity with respect to the state ideology and the demands of the holiness of the local populations. Foreword by Nathalie Clayer.

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