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Dopo la fine dell'arte. L'arte contemporanea e il confine della storia

di Danto Arthur C. edito da Mondadori Bruno, 2008

Informazioni bibliografiche del Libro

  • Titolo del Libro: Dopo la fine dell'arte. L'arte contemporanea e il confine della storia
  • AutoreDanto Arthur C.
  • Editore: Mondadori Bruno
  • Collana: Sintesi
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • Genere: metafisica
  • ArgomentiEstetica Arte contemporanea
  • Pagine: XIX-282
  • Traduttore: Poo N.
  • Peso gr: 374
  • Dimensioni mm: 210 x 145 x 15
  • ISBN-10: 8861591337
  • ISBN-13:  9788861591332

 

Arthur Coleman Danto è uno dei più importanti critici d’arte attualmente in vita. Il suo lavoro è incentrato sull’arte contemporanea, sulla definizione e teorizzazione della critica d’arte relativa agli sviluppi degli ultimi decenni. In questo libro si parla appunto di “fine dell’arte”, ovvero dell’esaurirsi della storia dell’arte intesa come narrazione (parola fondamentale per il critico), della fine del suo percorso “evolutivo”. Danto fonda la sua filosofia dell’arte su solide basi hegeliane e, partendo da Vasari per giungere a Gombrich, struttura la storia dell’arte in un ante, prima della storia dell’arte appunto, collocabile prima del Rinascimento, ed in un post, sbocciato dopo la grande stagione del modernismo o “dei manifesti”. Come spesso ripete il professore non si tratta di stabilire la fine dell’arte a livello di produzione materiale, ma la fine della sua narratività, la fine di un unico stile (nella concezione dantiana del termine) imperante, e l’inizio di un periodo di estrema libertà. Questo testo è fondamentale per gli studiosi d’arte, di estetica, e per chiunque si interroghi sull’arte contemporanea.

Recensione Unilibro a cura di l.p.

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"Dopo la fine dell'arte. L'arte contemporanea e il confine della storia"
l.p., 2011-11-28
4

Arthur Coleman Danto è uno dei più importanti critici d’arte attualmente in vita. Il suo lavoro è incentrato sull’arte contemporanea, sulla definizione e teorizzazione della critica d’arte relativa agli sviluppi degli ultimi decenni. In questo libro si parla appunto di “fine dell’arte”, ovvero dell’esaurirsi della storia dell’arte intesa come narrazione (parola fondamentale per il critico), della fine del suo percorso “evolutivo”. Danto fonda la sua filosofia dell’arte su solide basi hegeliane e, partendo da Vasari per giungere a Gombrich, struttura la storia dell’arte in un ante, prima della storia dell’arte appunto, collocabile prima del Rinascimento, ed in un post, sbocciato dopo la grande stagione del modernismo o “dei manifesti”. Come spesso ripete il professore non si tratta di stabilire la fine dell’arte a livello di produzione materiale, ma la fine della sua narratività, la fine di un unico stile (nella concezione dantiana del termine) imperante, e l’inizio di un periodo di estrema libertà. Questo testo è fondamentale per gli studiosi d’arte, di estetica, e per chiunque si interroghi sull’arte contemporanea.