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Il Cimitero di Praga

Il Cimitero di Praga - Commenti e Recensioni

Libro di Eco Umberto

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Il cimitero di Praga
paola, 2011-12-06
3

Lettura impegnativa, a volte pesante. Implacabile nell’immedesimazione del dominante antisemitismo, soprattutto nelle prime pagine, sicuramente realistico e documentato nella sua reale radicata follia. La presenza costante del protagonista dietro agli eventi storici del periodo ed altre vicende narrate apparirebbero inaccettabili e il romanzo risulterebbe un feuilleton (a cui peraltro l’autore si ispira e per il quale si coglie un certo apprezzamento), se non fosse supportato da tanta evidente ricerca e studio di fatti, personaggi, luoghi, abitudini, messi poi a disposizione di noi lettori, non importa per quale intento. Se fosse solo sfoggio di cultura è consentito ed apprezzato, trattandosi di un maestro come Eco. Una maggiore vena ironica che ne avesse alleggerito la lettura ne avrebbe fatto un capolavoro e non un romanzo a cui dedicare momenti di vera concentrazione.

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
orlok, 2011-09-27
5

E’ fuori discussione che Eco impieghi alcuni anni per la preparazione di un romanzo, ma quel che è certo è che riesce a mettere insieme il materiale raccolto dando vita a un libro tutto particolare, con un linguaggio suo, con una storia diversa dalle altre, con un intreccio straordinario come in questo caso per approdare a un finale che lascia a bocca aperta. Questo significa Eco; questo significano i suoi romanzi. Nonostante immerga ogni suo lavoro nel suo impareggiabile intellettualismo - mostrando tutto il piacere della sua cultura e del "leggersi" - il Cimitero di Praga ruota attorno alla nascita di un testo chiave per l’antisemitismo, vale a dire I protocolli dei Savi di Sion che, all’epoca, fu preso come prova irrefutabile del piano di conquista del mondo da parte degli ebrei. Attraverso la storia di un personaggio e del diario che tiene, Eco ricostruisce tutte le fasi con cui ha preso vita questo testo, rimaneggiato più volte, attraverso rocambolesche vicissitudini che appassionano il lettore facendogli scoprire come talvolta un libro non sia altro che uno stratificarsi di scritture e riscritture, opera di più ingegni, vittima di furto intellettuale e di vera e propria profanazione...Che dire, un lavoro davvero interessante!

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
eclettico eco
Aquila_Irreale, 2011-09-16
5

Chi ama Umberto Eco è senz’altro affascinato dalla sua capacità di essere sempre diverso e sorprendente; anche in quest’opera traspare non solo la sconfinata cultura interdisciplinare, ma anche il gusto dell’affabulazione, che appare spesso divertito e malizioso. Si diverte, Eco, a confonderci le idee e a rivelarci false verità, a giocare con immagini, personaggi, storie e ritornelli, che vanno, vengono, spariscono, ritornano, tutto incentrato su menzogne (vere o false?) che infine si svelano, forse. La struttura del romanzo lo rende particolarmente piacevole alla lettura, il gioco dei diari trascritti o sintetizzati, con un numero vario di narratori (due o tre? chissà...) diventa coinvolgente. Gustosissimi, infine, gli accenni al dottor Froide: sembra una specialità dell’Autore, infatti, giocare con citazioni apparentemente vaghe ma che denotano profonda conoscenza e che richiedono, per essere comprese, una buona base culturale. Il bello è che, in assenza di questa, i suoi libri restano comunque godibilissimi.

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Il Cimitero di Praga
Miguel Angel Fernandez Panisello, 2011-01-02
5

Ottimo romanzo di Umberto Eco, scritto in un bellissimo italiano. Richiede un minimo di concentrazione. Si consiglia godersi la lettura con un bicchiere di brandy (meglio cognac francese) accanto. Dovuto alla mancanza di note pié di pagina, ritengo difficili a capire parecchi brani, se non si ha un profondo bagaglio di cultura classica italiana.

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Il Cimitero di Praga
Gianlu, 2010-12-30
3

E’ molto meglio degli ultimi romanzi di Eco, ma non bello come l’insuperato "Il nome della Rosa". Le avventure che s’intrecciano nel libro sono intriganti e ben costruite; La scelta del periodo storico aggiunge valore al romanzo poiché fornisce un punto di vista anche sulla storia dell’unità d’Italia. Non mi ha convinto la macchina romanzesca che è troppo semplicistica. Tutto ruota intorno ai fasi che il protagonista refila ai servizi di mezzo mondo, fino ai Protocolli dei savi di Sion. Dal profilo teorico, può anche convincere l’idea che la storia sia una sequenza inarrestabile di falsi, dal profilo romanzesco si tratta però di una soluzione che alla fine annoia.

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Il libro dell’’anno: "Il cimitero di Praga"
savinodicorato, 2010-12-29
4

Un incallito falsario che, suo malgrado, si ritrova invischiato nei mille rivoli dello spionaggio e del controspionaggio. Logge massoniche, moti carbonari e una decadente e seducente Parigi sullo sfondo. A dispetto del titolo, "Il cimitero di Praga" (Bompiani Editore), è quasi interamente ambientato nella Ville Lumière con puntate iniziali a Torino (dove nasce e si forma il protagonista) e un lungo soggiorno a Palermo (al seguito dei Garibaldini). Di Praga resta solo l’ambientazione immaginata ed immaginifica di un incontro - di pura fantasia - che sarà il fulcro delle vicende del romanzo e - ahinoi - dell’antisemitismo mondiale. I fatti ed i personaggi citati nel romanzo, come lo stesso Eco conferma in fondo al volume, sono tutti veri (tranne il protagonista, precursore - cento anni prima - di Forrest Gump). Gli intrecci, le motivazioni, i collegamenti sono di fantasia. Falsi. Come i documenti che ne determinano le cause. Plausubili, come gli ingranaggi che potrebbero aver mosso le ruote della Storia. Sicuramente non veri. "Il cimitero di Praga" è un libro che ti prende per mano e ti accompagna nel viaggio alle radici dello scenario politico attuale, non per come si dispongono le ideologie e i nuovi "ismi"moderni, ma per quelle che sono le dinamiche e le logiche causa-effetto attuali. Spesso il perchè delle cose è giustificabile solo con la spiegazione di torvi complotti o ignobili patti. Altre volte è frutto della causalità. Altre ancora dei personalismi dominanti. Umberto Eco ci introduce a queste dinamiche e lo fa con artifici retorici degni de "Il nome della rosa". Prepara un intreccio di fatti e personaggi che si disvelerà (agli occhi degli stessi personaggi) solo a poche pagine dalla fine. Usa l’escamotage del Narratore e dei diari ritrovati per dare continue accelerate e brusche frenate al racconto. Mette sul piatto le sue conoscenze storiche e politiche, intrecciandole con i misteri delle logge e dell’arcano. Pennellando i tratti dei personaggi ci offre uno spaccato della società moderna, ne prende parte, si schiera e lascia intravedere i suoi giudizi. Si affida ai vichiani cicli storici per spiegarci il mondo di oggi. E quello di domani. Da leggere!

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Noioso esercizio di erudizione storica
Antonio, 2010-12-27
1

Noioso esercizio di erudizione storica. Scarsa unità narrativa; ovvero un patchwork di episodi che coinvolgono inverosimilmente un unico personaggio. Un solo spunto di riflessione: la conferma delle lunghe radici storiche di quell’abiezione intellettuale che e’ l’antisemitismo.

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Dopo il Nome della Rosa...un cimitero monumentale di citazioni
ecolettore, 2010-11-29
2

Da tempo sono dell’idea che l’intrigo e la storia raccontati nel libro Il nome della rosa siano davvero avvincenti e interessanti come quelli insiti nel mistero, rivelatosi semplicemente uno scontrino della spesa, nel Pendolo di Focault. I tanti termini, nomi e menù enogastronomici elencati nell’ultimo libro di Eco, il Cimitero di Praga, è una noiosa lettura che la si può fare solo in omaggio all’illustre scrittore.

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Il cimitero di praga
roberto, 2010-11-29
2

secondo me c’è un abisso tra i precedenti romanzi di Eco e Il cimitero di Praga, che trovo solo un lungo, noioso sfoggio di erudizione e di gastronomia.

"Il Cimitero di Praga" Eco Umberto
Umberto Eco, Il Cimitero di Praga, 2010.
yumizu, 2010-11-16
4

Per amanti di Sherlock Holmes e romanzi illustrati a puntate stile 1800 Balzac e Hugo, da degustare da soli con cioccolata calda fondente dopo il pranzo di Natale. Astenersi anime superficiali politicamente suscettibili che non hanno divorato Il Pendolo di Foucault.