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I bambini crescono nonostante gli adulti

di Giuseppe Ferrari edito da De Agostini, 2011

  • € 21,00

Taluni studiosi ritengono che le culture avanzate sviluppino atteggiamenti fobici nei confronti dei minori, apparentemente protette e venerati; bambini sottoposti a troppi stimoli, impropri, adultizzanti, e considerati soprattutto in quanto consumatori o come oggetti di consumo, per il soddisfacimento dei bisogni, spesso infantili, dei genitori; bambini affollati di oggetti, impegni, aspettative che non li aiutano a dotarsi di adeguati strumenti concettuali, di categorie (anche spazio-temporali) e filtri culturali in grado di recepire ed elaborare i dati della realtà; bambini sottoposti a processi di educazione e istruzione che però tendono a limitare anzichè rendere attivi, propositivi, critici – persino la spontaneità e a comando... Siamo spaventati dal mistero della vita che l’infanzia esprime esplosivamente, in forme eversive dell’ordine, delle (false) sicurezze, scoprendo ingenuamente le nudità delle convenzioni, del senso comune, violando i copioni imposti dall’abitudine. Per buona parte la vita di relazione dei bambini è fatta di addestramento. Ma in tal modo li priviamo della loro infanzia. Ci pensiamo noi, adulti, docenti, - nel senso che pensiamo anche per loro, al posto loro. Chissà come si diventa esperti, se non facendo espreienza, come si impara a difendersi, se non esponendosi..

Recensione Unilibro a cura di rorym87

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"I bambini crescono nonostante gli adulti"
rorym87, 2012-03-30
4

Taluni studiosi ritengono che le culture avanzate sviluppino atteggiamenti fobici nei confronti dei minori, apparentemente protette e venerati; bambini sottoposti a troppi stimoli, impropri, adultizzanti, e considerati soprattutto in quanto consumatori o come oggetti di consumo, per il soddisfacimento dei bisogni, spesso infantili, dei genitori; bambini affollati di oggetti, impegni, aspettative che non li aiutano a dotarsi di adeguati strumenti concettuali, di categorie (anche spazio-temporali) e filtri culturali in grado di recepire ed elaborare i dati della realtà; bambini sottoposti a processi di educazione e istruzione che però tendono a limitare anzichè rendere attivi, propositivi, critici – persino la spontaneità e a comando... Siamo spaventati dal mistero della vita che l’infanzia esprime esplosivamente, in forme eversive dell’ordine, delle (false) sicurezze, scoprendo ingenuamente le nudità delle convenzioni, del senso comune, violando i copioni imposti dall’abitudine. Per buona parte la vita di relazione dei bambini è fatta di addestramento. Ma in tal modo li priviamo della loro infanzia. Ci pensiamo noi, adulti, docenti, - nel senso che pensiamo anche per loro, al posto loro. Chissà come si diventa esperti, se non facendo espreienza, come si impara a difendersi, se non esponendosi..