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Sul velo. Lettere aperte alle donne musulmane

di Marnia Lazreg edito da Il Saggiatore, 2011

  • Prezzo di Copertina: € 19,00
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Informazioni bibliografiche del Libro

  • Titolo del Libro: Sul velo. Lettere aperte alle donne musulmane
  • AutoreMarnia Lazreg
  • Editore: Il Saggiatore
  • Collana: La cultura , Nr. 721
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Genere: SCIENZE SOCIALI
  • ArgomentiIslam-Società Donne
  • Pagine: 237
  • Traduttore: Tortorella B.
  • Peso gr: 650
  • Dimensioni mm: 240 x 120 x 10
  • ISBN-10: 8842816752
  • ISBN-13:  9788842816751

 

Sul velo. Lettere aperte alle donne musulmane: Sottile, spesso, ruvido, morbido. Nero, azzurro, bianco. Può somigliare a un lungo spolverino, o adagiarsi sulle spalle, come nella Velata di Raffaello. Il velo, un pezzo di stoffa, scatena controversie apocalittiche. Assurge a simbolo ambiguo. Viene denigrato, addirittura vietato, in base a istanze femministe, maschiliste, secolariste, nonché bandito, imposto, tollerato nelle culture cristiane e musulmane. Chi lo indossa per modestia, chi per evitare molestie, chi per affermare la propria identità, chi per convinzione e fede, chi per moda. E chi non lo porta, per sottrarsi a isolamento e sottomissione. Attraverso le storie di Assia, Fatima, Amina e Qama, e Anissa, la sociologa Marnia Lazreg scrive cinque lettere alle donne musulmane, illustrando con rigore le ragioni prò e contro il velo, e ricostruendo con lucidità le manifestazioni del velo nella storia e nelle forme di vita. Nella prefazione Concita De Gregorio e Nicla Vassallo, invece, riflettono sui tanti veli, reali e metaforici, per comprenderne i significati e gli utilizzi propri e impropri in un mondo in cui gli esseri umani si pongono su piani diversi per diverse appartenenze. Donne e uomini, dunque. Ma spesso donne velate, donne svelate, donne umiliate, donne orgogliose, donne che rifiutano la chirurgia estetica e donne che l'agognano, donne infibulate, donne abusate, donne anoressiche, donne odiate, donne amate, donne nude, donne belle, donne intelligenti, donne che tacciono e donne che parlano, donne che si ribellano.
Thin, thick, rough, soft. Black, blue, white. Can resemble a long Duster, or lie down on his back, as in Veiled by Raphael. The veil, a piece of cloth, unleashes apocalyptic disputes. Becomes the ambiguous symbol. Is denigrated, even forbidden, according to instances feminists, male-chauvinist, secularist, and banished, imposed, tolerated Christian and Muslim cultures. The wearer for modesty, who to avoid harassment, who to assert their identity, who by conviction and faith, some for fashion. And those who do not take it, to avoid isolation and subjugation. Through the stories of Hesse, Fatima, Amina and Qama, Marnia Lazreg, and Anissa sociologist writes five letters to Muslim women, explaining the reasons Pro and against the veil, and rebuilding with clarity the manifestations of the veil in the history and forms of life. In the preface Concita De Gregorio and Nicla Vassallo, instead, reflect on the many veils, real and metaphorical, to understand their meanings and proper and improper usages in a world in which human beings are placed on different levels for different memberships. Men and women, then. But often veiled women, women, women, women, women humiliated proud revealed who refuse surgery and women who Chase, infibulate women, abused women, anorexic women, women hate, love women, naked women, beautiful women, smart women, women who are silent and women talking, women who rebel.

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