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Fisiologia evolutiva. Riflessioni su stabilità e modificazione nei viventi

di Luca Munaron edito da Franco Angeli, 2019

Informazioni bibliografiche del Libro

  • Titolo del Libro: Fisiologia evolutiva. Riflessioni su stabilità e modificazione nei viventi
  • AutoreLuca Munaron
  • Editore: Franco Angeli
  • Collana: Prometheus , Nr. 37
  • Data di Pubblicazione: 2019
  • Genere: scienze della vita
  • Pagine: 208
  • ISBN-10: 8891770817
  • ISBN-13:  9788891770813

 

Fisiologia evolutiva. Riflessioni su stabilità e modificazione nei viventi: La straordinaria varietà delle forme di vita che abbiamo il privilegio di ammirare e descrivere è così articolata da prestarsi solo approssimativamente ai nostri tentativi di classificazione, spesso zoppicanti e incerti. Gli scarni reperti paleontologici, resti delle strutture di antichi animali, sono l'unica guida all'anatomia, la stretta cruna dell'ago che ricama i fenotipi del passato e dà ragione di quelli presenti. Ma ricostruire le funzioni vitali, risalire le correnti dell'evoluzione della fisiologia, significa lavorare con le mani vuote, prove indirette e qualche fragile suggerimento. I processi sono impalpabili, lasciano solo tracce del proprio tragitto. Sappiamo che la vita affonda le proprie radici in un terreno ricco di complessità, con la sua ridondanza di forme e funzioni. Riconosciamo che non tutto è possibile a causa di vincoli che sembrano pervadere l'universo e generano i più disparati compromessi. Comprendiamo almeno in parte le regole del tempo e dello spazio in cui la vita si realizza e trasforma. Siamo anche consapevoli che i nostri schemi mentali, veicoli di conoscenza, vacillano al cospetto delle dinamiche naturali perché sono essi stessi un loro prodotto. È indubbiamente impresa ardua offrire ricostruzioni storiche perlomeno plausibili e una narrazione coerente degli eventi che hanno percorso l'evoluzione biologica. I dati sperimentali costituiscono il legame più tangibile con il mondo, ma la zavorra delle loro restrizioni e dell'interpretazione razionale a essi assegnata ci restituisce quella che Antonio Tabucchi definì "una verità piena di buchi"
The extraordinary variety of life forms that we have the privilege to admire and describe is so articulated as to lend itself only roughly to our attempts at classification, often limp and uncertain. The thin paleontological finds, the remains of the structures of ancient animals, are the only guide to anatomy, the narrow eye of the needle that embrounds the phenotypes of the past and gives reason for those present. But rebuilding the vital functions, tracing the currents of the evolution of physiology, means working with empty hands, indirect tests and some fragile suggestions. The processes are impalpable, leaving only traces of their own way. We know that life is rooted in a terrain rich in complexity, with its redundancy of forms and functions. We recognize that not everything is possible due to constraints that seem to permeate the universe and generate the most disparate compromises. At least in part we understand the rules of time and space in which life is realized and transformed. We are also aware that our mental patterns, vehicles of knowledge, falters in the face of natural dynamics because they are themselves a product. It is undoubtedly a difficult task to offer at least plausible historical reconstructions and a coherent narrative of the events that have covered the biological evolution. The experimental data constitute the most tangible link with the world, but the ballast of their restrictions and the rational interpretation assigned to them gives us back what Antonio Tabucchi called "a truth full of holes"

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