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La versione di Barney

di Mordecai Richler edito da Adelphi, 2005

  • Prezzo di Copertina: € 13,00
  • € 11,05
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Informazioni bibliografiche del Libro

  • Titolo del Libro: La versione di Barney
  • AutoreMordecai Richler
  • Editore: Adelphi
  • Collana: Gli Adelphi , Nr. 267
  • Edizione: 5°
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Pagine: 490
  • Traduttore: Codignola M.
  • Peso gr: 434
  • Dimensioni mm: 19 x 12 x 2
  • ISBN-10: 884591982X
  • ISBN-13:  9788845919824

 

Barney Panofsky è un uomo ebreo canadese ormai arrivato alla terza età, ferocemente combattuta con sigari e whiskey e un ironia tagliente. Egli decide di scrivere un diario per discolparsi dalla accuse di aver ucciso il suo migliore amico mosse contro di lui; attraverso il racconto, a tratti delirante e confusionario, della sua vita, emerge con forza l’importanza dei suoi legami matrimoniali. La struttura del libro-diario infatti è basata su una triplice divisione in base alle mogli avute: la prima Clara, una bohémienne con cui viveva a Parigi negli anni della sua giovinezza, è una donna debole, ma che cerca di ostentare la sua forza appigliandosi al femminismo; la seconda è l’innominata “seconda signora Panofsky” della quale descrive la maniacalità delle telefonate con la madre; la terza è la donna più importante della sua vita, conosciuta durante il ricevimento del suo secondo matrimonio e che lo colpì oltre che per la sua bellezza, anche per il colore del suo vestito e la lunghezza insolita dei suoi piedi, Miriam sarà la donna che non dimenticherà mai. Attraverso la storia di questo personaggio bizzarro e politicamente scorretto, si percepisce la grandezza del libro per i grandi temi analizzati, seppur con molta irriverenza e ironia, come la famiglia ebrea nelle sue tradizioni, la misoginia quasi dannunziana contrapposta all’elevazioni quasi dantesca della figura femminile (interpretati in chiave moderna). Da un punto di vista stilistico, benché la costruzione del libro sia divisa in tre parti, all’interno di ciascuna di esse, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, gli eventi si susseguono in modo non cronologico, seguendo il filo invisibile del ricordo di Barney che tesse così la storia della sua intera vita. Seppure il personaggio si mostri sempre pronto a difendersi con forza e mostrare il suo lato "aggressivo", emerge anche la sensibilità e la debolezza di una persona che ormai sente di aver perso tutto. Da leggere tutto di un fiato, divertente, irriverente e, nel finale, anche commuovente.

Recensione Unilibro a cura di readforlife

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"La versione di Barney"
rossellaman, 2011-12-08
2

“Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa.” Proprio per rispondere a un libro di Terry McIver Il tempo, le febbri, in cui si narra la vicenda di Barney Panofsky che questi inizia a dare la sua visione della storia. Le prime pagine si leggono con difficoltà, sono piene di nomi, di parole che non si ricordano, un po’ caotiche, ma poi la storia fila liscia. Alla fine si capirà il motivo della gran confusione iniziale che colpisce il lettore. Terry e Barney erano amici negli anni cinquanta e si erano conosciuti a Parigi. Lui scrittore e Barney, dopo un periodo di difficoltà aveva conosciuto il successo dedicandosi al mondo della TV di non alto livello. Poi dall’amicizia si era passato all’astio, sebbene Barney seguisse sempre le letture del suo amico scrittore. La sua versione è narrata facendo riferimento alle donne della sua vita e i capitoli, infatti, sono scanditi da tre nomi: Clara (1950-1952); la seconda Signora Panofsky (1958-1960) e Miriam (1960). La vita di Barney è una vita piena di trasgressioni, anche se più regolare di quella dei suoi amici e conoscenti, dettata dall’alcool e dalle donne; gli amici per lui sono un elemento fondamentale, tanto che sono molti quelli che, grazie alla sua fortuna, aiuta economicamente. Ma Barney è sregolato, per questo i rapporti con le donne, anche quelle che lui sposa, sono sempre pieni di tensioni. Solo con Miriam sembra aver trovato il vero amore, anche se lo incontra proprio nel momento in cui sta festeggiando le sue nozze con la seconda moglie, è un’apparizione che non riuscirà a scordare e tanto farà che alla fine riuscirà a fare di lei la sua vera e unica desiderata moglie. Seppure dopo tanti anni, il suo modo di fare, porterà Miriam ad allontanarsi e lui a sperare fino alla fine in un ricongiungimento. La fine è un po’ triste, ma spiega il perché Barney continua con frasi del tipo: “Mi ricordo persino come si versa la minestra, con quell’aggeggio che sta appeso in cucina. I nani sono sette, e chi se ne frega di come si chiamano. L’uomo dal vestito grigio, o blu, non l’ha scritto Lillian Kraft, o come diavolo si chiamava, l’ha scritto Mary McCarthy. Ho alzato la cornetta, ho cominciato a... e poi mi sono fermato, imprecando. Com’è più il numero di Miriam?” Una storia semplice, raccontata con tutta sincerità, senza finti pudicismi e perbenismi, senza nascondersi dietro le belle parole, ogni cosa è nominata con il vocabolo corretto, anche se può suonare un po’ volgare a chi non accetta la realtà così come questa si presenta e preferisce pulire le parole prima di darle in pasto al mondo.

"La versione di Barney"
Il duplice volto di un uomo
readforlife, 2011-09-19
4

Barney Panofsky è un uomo ebreo canadese ormai arrivato alla terza età, ferocemente combattuta con sigari e whiskey e un ironia tagliente. Egli decide di scrivere un diario per discolparsi dalla accuse di aver ucciso il suo migliore amico mosse contro di lui; attraverso il racconto, a tratti delirante e confusionario, della sua vita, emerge con forza l’importanza dei suoi legami matrimoniali. La struttura del libro-diario infatti è basata su una triplice divisione in base alle mogli avute: la prima Clara, una bohémienne con cui viveva a Parigi negli anni della sua giovinezza, è una donna debole, ma che cerca di ostentare la sua forza appigliandosi al femminismo; la seconda è l’innominata “seconda signora Panofsky” della quale descrive la maniacalità delle telefonate con la madre; la terza è la donna più importante della sua vita, conosciuta durante il ricevimento del suo secondo matrimonio e che lo colpì oltre che per la sua bellezza, anche per il colore del suo vestito e la lunghezza insolita dei suoi piedi, Miriam sarà la donna che non dimenticherà mai. Attraverso la storia di questo personaggio bizzarro e politicamente scorretto, si percepisce la grandezza del libro per i grandi temi analizzati, seppur con molta irriverenza e ironia, come la famiglia ebrea nelle sue tradizioni, la misoginia quasi dannunziana contrapposta all’elevazioni quasi dantesca della figura femminile (interpretati in chiave moderna). Da un punto di vista stilistico, benché la costruzione del libro sia divisa in tre parti, all’interno di ciascuna di esse, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, gli eventi si susseguono in modo non cronologico, seguendo il filo invisibile del ricordo di Barney che tesse così la storia della sua intera vita. Seppure il personaggio si mostri sempre pronto a difendersi con forza e mostrare il suo lato "aggressivo", emerge anche la sensibilità e la debolezza di una persona che ormai sente di aver perso tutto. Da leggere tutto di un fiato, divertente, irriverente e, nel finale, anche commuovente.

"La versione di Barney"
bella scoperta
littlehyena, 2011-08-14
4

devo essere sincera. L’ho iniziato la prima volta ed ero un po’ scettica...l’ho abbandonato dopo poche pagine, pichè non mi "convinceva". L’ho ripreso in mano, forse un paio di anni dopo, e mi sono ritrovata intrappolata in una lettura avvincente. La storia di Barney che sembra così strampalata si evolve e si trasforma di riga in riga, lasciandovi alla fine, la sensazione di aver letto un grande libro.

"La versione di Barney"
Un incasinato canadese...
massimopistis, 2011-05-24
4

Se avrete la pazienza di arrivarci, fino a pag. 326 vi capiterà di chiedervi più volte cosa vi stia succedendo, se state perdendo le capacità di lettura e concentrazione o se vi è capitata una traduzione sui generis, o almeno che necessità vi sia per uno scrittore di scrivere un libro così sconclusionato... Andate avanti imperterriti, un libro si legge sempre tutto e questo vi ripagherà in diversi modi, sotto diversi profili: culturale, terapeutico, didattico... Alla fine della lettura riuscirete con buona approssimazione a ricostruire anche la parte nebulosa, a tirare le somme della vicenda e calcolare gli utili... Intanto dovrà consolarvi il fatto che, essendo giunto alla 14a edizione, una marea di gente lo ha letto prima di voi e voi non vorrete essere da meno, né è pensabile che il film omonimo abbia aperto la strada al libro facendolo arrivare a così tante ristampe e che i più interrompano la lettura a metà... Barney è un canadese incasinato, di origine ebraica, produce telefilm con la Totally Unnecessary productions, è costretto a scrivere le sue memorie per difendersi dalle accuse lanciategli in un libro da Terry McIver, un amico d’infanzia o presunto tale. Sullo sfondo della vicenda incombe costantemente il dibattito per il referendum per l’indipendenza del Québec. Sposa Clara, un’artista di colore, che a suo dire lo tradisce con tutti, benché all’atto della separazione si uccida, diventando un’eroina femminista e ottenendo una grande fama postuma. Successivamente sposa "la seconda signora Panofsky", non ne pronuncia mai il nome e cercare di scoprirlo potrebbe essere un buon antistress o rompicapo. Lo stesso giorno delle nozze conosce Miriam con la quale inizia una relazione clandestina, finché non trova la sua "seconda signora" a letto con Boogie, il suo migliore amico… Le 490 pagine del libro aprono una miriade di temi, esprimono una gran serie di opinioni, un groviglio inestricabile, tra Montreal, Toronto, Parigi, New York, con parte dell’anima a Gerusalemme. Barney se ne frega di tutto, si prende gioco della religione, della patria reale e spirituale, i suoi sforzi sono rivolti al benessere, è ricco, pensa al sesso, a bere, non rispetta nessuno, si trascina un rapporto di solo sesso con una ex prof fino alla morte e c’è da perdersi tra i nomi di donna, l’ultima è Solange. Tavoli da gioco, droga, e tanto hockey su ghiaccio, l’unica cosa che viene riportata con precisione maniacale in qualsiasi situazione con tanto di risultati e marcatori. In questo bailamme c’è posto per tutto, perfino per disquisizioni contrattuali e non relative ai suoi amici scrittori, che si districano tra pubblicazioni e rifiuti da parte degli editori, per cui il libro è anche la storia del libro stesso.