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L'autunno del mito. La sinistra italiana e l'Unione Sovietica dal 1956 al 1968

di Fedele Santi edito da Franco Angeli, 2016

Informazioni bibliografiche del Libro

 

L'autunno del mito. La sinistra italiana e l'Unione Sovietica dal 1956 al 1968: Gli avvenimenti del 1956 con le traumatiche rivelazioni del rapporto segreto Chruscëv al XX Congresso del Pcus, la rivolta operaia di Poznan' e soprattutto la tragedia della rivoluzione ungherese soffocata nel sangue dai cingolati sovietici, infliggono un colpo duro ma non mortale al mito sovietico imperante in ambedue i maggiori partiti della Sinistra italiana. A distanza di appena un anno da "quel terribile 1956", il mito del Paese del socialismo realizzato rinasce sull'onda delle sensazioni suscitate a livello mondiale dalla riuscita delle prime imprese spaziali sovietiche, assunte dalla propaganda comunista, in Italia come altrove, a prova inconfutabile della superiorità acquisita dall'Urss in campo scientifico, tecnico ma anche militare. Ciò non impedisce che ad inizio degli anni Sessanta nascano e si sviluppino a sinistra miti alternativi: la Cina con la sua Rivoluzione culturale; Cuba con il fascino esotico di un socialismo sui generis; il Vietnam con l'immagine di un piccolo popolo che non si piega allo strapotere militare statunitense. Dopo le grandi speranze suscitate nella Sinistra italiana dalla Primavera di Praga del 1968, sarà l'intervento militare sovietico che mette fine al sogno di un socialismo diverso, ad imprimere una decisa accelerazione alla parabola discendente del mito sovietico destinata a concludersi venti anni dopo con il crollo del Muro di Berlino e la fine del comunismo in Europa.
The events of 1956 with the traumatic revelations of the secret report Khrushchev at the twentieth Congress of the Communist Party, the workers ' revolt in Poznan and especially the tragedy of the Hungarian revolution stifled in blood from Soviet tracked, inflict a mortal blow but not the Soviet myth prevalent in both major parties of the Italian left. Just a year from "that terrible 1956", the myth of the country of socialism realized is reborn in the wake of the sensations aroused worldwide within the success of the first Soviet space enterprises, undertaken by communist propaganda, in Italy as elsewhere, undeniable proof of superiority gained by the Soviet Union in scientific, technical but also military. This does not mean that at the beginning of the sixties are born and grow left alternative myths: China with its cultural revolution; Cuba with the exotic charm of a sui generis socialism; the Viet Nam with the image of a small population that does not bend to u.s. military dominance. After the high hopes raised in Italian left from the Prague Spring of 1968, the Soviet military intervention which puts an end to the dream of a different socialism, to imprint a strong acceleration of the parable descendant of the Soviet myth destined to end twenty years after the fall of the Berlin wall and the end of communism in Europe.

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