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Lo stress

di Jean Stora Benjamin edito da Carocci, 2004

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Informazioni bibliografiche del Libro

  • Titolo del Libro: Lo stress
  • AutoriJean Stora Benjamin
  • Editore: Carocci
  • Collana: Quality paperbacks , Nr. 86
  • Data di Pubblicazione: 2004
  • Genere: psicologia
  • ArgomentoStress
  • Pagine: 130
  • Traduttore: Capitani F.
  • Peso gr: 169
  • Dimensioni mm: 213 x 133 x 10
  • ISBN-10: 8843026399
  • ISBN-13:  9788843026395

 

Lo studio scientifico dello stress ha storicamente inizio nel 1925 con il fisiologo di origine austriaca, Hans Selye, quando egli era ancora studente di medicina presso l’Università di Praga. Nell’ascoltare le lezioni di clinica medica tenute dall’illustre professore Von Jaksch, Selye osservò che il docente, prospettando il quadro clinico dei malati, tralasciava sintomi aspecifici presenti nella maggioranza delle malattie quali febbre, malessere generale, disturbi della cenestesi, perdita dell’appetito, dolori muscolari ed articolari, astenia, diminuzione della libido, perdita dell’interesse e della concentrazione. Tali sintomi, presenti nella fase iniziale di quasi tutte le malattie, erano ritenuti, sino ad allora, troppo generici ed aspecifici per essere presi in considerazione. Nel soffermarsi proprio su questi sintomi, invece, Selye aveva focalizzato, in realtà, la sua attenzione su quella che definirà meglio in seguito come “sindrome di malattia primitiva”. Dieci anni più tardi Selye svolgeva attività di ricerca presso l’Università Mc Gill di Montreal e lavorava ad un progetto di ricerca sugli ormoni sessuali. A tal fine iniettava estratti di ovaie e di placenta nei ratti, notando in essi sempre la stessa reazione biologica: ingrossamento della corteccia delle capsule surrenali, riduzione di volume del timo, della milza e dei linfonodi, ulcere gastriche e duodenali. Chiedendosi insistentemente perché avesse ottenuto sempre la stessa risposta biologica all’inoculazione dei più svariati estratti d’organo, il suo sguardo cadde su un flacone di formalina; di qui l’idea di iniettare nei ratti una sostanza chimica al posto di estratti d’organo. Ancora una volta si verificarono, ma in maniera più marcata con la formalina, l’ingrossamento della corteccia delle capsule surrenali, la riduzione di volume del timo, della milza, dei linfonodi, e la formazione di ulcere allo stomaco ed al duodeno. Selye attribuì giustamente queste alterazioni ad un’attivazione aspecifica dell’asse ipofisario-surrenalico, ma non fu immediatamente chiara alla sua mente l’importanza di quest’ultima osservazione scientifica.

Recensione Unilibro a cura di rorym87

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Lo stress"
rorym87, 2012-05-04
3

Lo studio scientifico dello stress ha storicamente inizio nel 1925 con il fisiologo di origine austriaca, Hans Selye, quando egli era ancora studente di medicina presso l’Università di Praga. Nell’ascoltare le lezioni di clinica medica tenute dall’illustre professore Von Jaksch, Selye osservò che il docente, prospettando il quadro clinico dei malati, tralasciava sintomi aspecifici presenti nella maggioranza delle malattie quali febbre, malessere generale, disturbi della cenestesi, perdita dell’appetito, dolori muscolari ed articolari, astenia, diminuzione della libido, perdita dell’interesse e della concentrazione. Tali sintomi, presenti nella fase iniziale di quasi tutte le malattie, erano ritenuti, sino ad allora, troppo generici ed aspecifici per essere presi in considerazione. Nel soffermarsi proprio su questi sintomi, invece, Selye aveva focalizzato, in realtà, la sua attenzione su quella che definirà meglio in seguito come “sindrome di malattia primitiva”. Dieci anni più tardi Selye svolgeva attività di ricerca presso l’Università Mc Gill di Montreal e lavorava ad un progetto di ricerca sugli ormoni sessuali. A tal fine iniettava estratti di ovaie e di placenta nei ratti, notando in essi sempre la stessa reazione biologica: ingrossamento della corteccia delle capsule surrenali, riduzione di volume del timo, della milza e dei linfonodi, ulcere gastriche e duodenali. Chiedendosi insistentemente perché avesse ottenuto sempre la stessa risposta biologica all’inoculazione dei più svariati estratti d’organo, il suo sguardo cadde su un flacone di formalina; di qui l’idea di iniettare nei ratti una sostanza chimica al posto di estratti d’organo. Ancora una volta si verificarono, ma in maniera più marcata con la formalina, l’ingrossamento della corteccia delle capsule surrenali, la riduzione di volume del timo, della milza, dei linfonodi, e la formazione di ulcere allo stomaco ed al duodeno. Selye attribuì giustamente queste alterazioni ad un’attivazione aspecifica dell’asse ipofisario-surrenalico, ma non fu immediatamente chiara alla sua mente l’importanza di quest’ultima osservazione scientifica.