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La matrice delle verità

di Veutro Francesco A. edito da SBC Edizioni, 2010

La trama è avvincente,ciò che si legge non è mai scontato,ma anzi è sempre imprevedibile. La costruzione del canovaccio della storia è tale,che la verità,sembri al lettore,sempre vicina ma inafferrabile. Infatti la soluzione sembra sempre a portata di mano,ma poi sfugge,si nasconde,scappa via,come volesse continuare a celarsi per l’eternità. Il puzzle sembra sempre,ad ogni parola,frase,periodo letti stare per completarsi,ma l’ultimo tassello non è mai quello giusto. E’come se l’autore volesse far rivivere anche al lettore la ricerca della verità compiuta dai suoi personaggi. Il percorso di ricerca iniziato da Mattia e Giorgia,migliore amica di Elena,che poi saranno affiancati da Pietro Lazzari,si snoda tra Ravenna,Catania ed il borgo svizzero di Stans. La storia è resa ancora più realistica,grazie alla dovizia di particolari,con i quali l’autore descrive i luoghi. Le descrizioni sono minuziose e realistiche. In tal modo il lettore sembra quasi che si senta trascinato all’interno dei luoghi del racconto. Sembra che cammini con Mattia e Giorgia lungo la via Etnea,tra le vie del centro storico di Catania e resti catturato dalla bellezza della città come i protagonisti. La storia ingloba il lettore nello svolgimento degli eventi,come costringendolo a fare un viaggio personale di ricerca. Egli a tratti risulterà talmente coinvolto da provare le stesse sensazioni di passione,amore,impotenza,dolore e rabbia dei protagonisti;per poi essere invaso da una sensazione di tranquillità e serenità interiore al termine del romanzo. Insomma “La matrice della verità” è un viaggio interiore,geografico e temporale. Perché inevitabilmente per costruire un nuovo presente ed un futuro migliore è necessario dover fare i conti con il proprio passato e con le proprie origini. Anche se questo significa confrontarsi con il dolore di una maternità ed un’infanzia negati;con la violenza,la sofferenza e la morte. In questo doloroso viaggio è come se la “Norma” di Bellini risuonasse,facendo da colonna sonora,ad ogni frase,come se se ne avvertisse l’eco,in ogni attimo della nostra lettura. Sulle sue note si snoda la vita di due generazioni,che si ricongiungono,sempre al suo ritmo,anche se non si erano mai realmente lasciate e mai si lasceranno per l’eternità. Grazie a questo romanzo, che a me piace chiamare un viaggio interiore che si tinge di giallo,si potrà imparare ad avere forza,coraggio e perseveranza nell’affermazione di se stessi,anche se questo sarà difficile e si scontrerà con la cattiveria,il cinismo ed i soprusi di un mondo,a cui forse fa comodo continuare a nascondere la verità.

Recensione Unilibro a cura di Giulia Lo Bello

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"La matrice delle verità"
Recensione romanzo La Matrice delle verità
Giulia Lo Bello, 2010-12-04
4

La trama è avvincente,ciò che si legge non è mai scontato,ma anzi è sempre imprevedibile. La costruzione del canovaccio della storia è tale,che la verità,sembri al lettore,sempre vicina ma inafferrabile. Infatti la soluzione sembra sempre a portata di mano,ma poi sfugge,si nasconde,scappa via,come volesse continuare a celarsi per l’eternità. Il puzzle sembra sempre,ad ogni parola,frase,periodo letti stare per completarsi,ma l’ultimo tassello non è mai quello giusto. E’come se l’autore volesse far rivivere anche al lettore la ricerca della verità compiuta dai suoi personaggi. Il percorso di ricerca iniziato da Mattia e Giorgia,migliore amica di Elena,che poi saranno affiancati da Pietro Lazzari,si snoda tra Ravenna,Catania ed il borgo svizzero di Stans. La storia è resa ancora più realistica,grazie alla dovizia di particolari,con i quali l’autore descrive i luoghi. Le descrizioni sono minuziose e realistiche. In tal modo il lettore sembra quasi che si senta trascinato all’interno dei luoghi del racconto. Sembra che cammini con Mattia e Giorgia lungo la via Etnea,tra le vie del centro storico di Catania e resti catturato dalla bellezza della città come i protagonisti. La storia ingloba il lettore nello svolgimento degli eventi,come costringendolo a fare un viaggio personale di ricerca. Egli a tratti risulterà talmente coinvolto da provare le stesse sensazioni di passione,amore,impotenza,dolore e rabbia dei protagonisti;per poi essere invaso da una sensazione di tranquillità e serenità interiore al termine del romanzo. Insomma “La matrice della verità” è un viaggio interiore,geografico e temporale. Perché inevitabilmente per costruire un nuovo presente ed un futuro migliore è necessario dover fare i conti con il proprio passato e con le proprie origini. Anche se questo significa confrontarsi con il dolore di una maternità ed un’infanzia negati;con la violenza,la sofferenza e la morte. In questo doloroso viaggio è come se la “Norma” di Bellini risuonasse,facendo da colonna sonora,ad ogni frase,come se se ne avvertisse l’eco,in ogni attimo della nostra lettura. Sulle sue note si snoda la vita di due generazioni,che si ricongiungono,sempre al suo ritmo,anche se non si erano mai realmente lasciate e mai si lasceranno per l’eternità. Grazie a questo romanzo, che a me piace chiamare un viaggio interiore che si tinge di giallo,si potrà imparare ad avere forza,coraggio e perseveranza nell’affermazione di se stessi,anche se questo sarà difficile e si scontrerà con la cattiveria,il cinismo ed i soprusi di un mondo,a cui forse fa comodo continuare a nascondere la verità.