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SURFING THE VOID

Un cd di  KLAXONS  prodotto da UNIVERSAL, 2010

“Surfing the Void”, ultimo album dei The Klaxons, è una vera e propria cavalcata del vuoto, ovvero dell’universo. Sonorità acute, tipiche dello stile klxoniano, falsetti e la stridente chitarra elettrica possono rendere al primo ascolto l’album fastidioso, soprattutto per chi non è abituato alle sonorità discordanti e disarmoniche del gruppo. Dopo un secondo ascolto però si riesce ad apprezzare la continuità del gruppo all’interno dell’album: costanti riferimenti allo spazio, all’"extra astronomical", quasi come se loro provenissero da un pianeta diverso dal nostro, ambienti descritti in modo visionario attraverso la distorsione dei suoni e la voce del cantante che sembra provenire da lontano, come in una comunicazione dall’universo. Un cd, a mio avviso, di avanguardia, particolare, rumoroso ma con una certa melodia di fondo che rende apprezzabili brani come "Twin Flames", "Echoes". La traccia di chiusura "Cypherspeed" è un crescendo di suoni, una chitarra potente e una batteria rumorosa sembrano descrivere una frettolosa ascesa allo spazio da parte dei musicisti, come se volessero scappare da qualcosa "Ride the pandemonium, The hyper-confusion, Escape to nowhere".

Recensione Unilibro a cura di readforlife

Dettagli del prodotto

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"SURFING THE VOID "
readforlife, 2011-10-10
4

“Surfing the Void”, ultimo album dei The Klaxons, è una vera e propria cavalcata del vuoto, ovvero dell’universo. Sonorità acute, tipiche dello stile klxoniano, falsetti e la stridente chitarra elettrica possono rendere al primo ascolto l’album fastidioso, soprattutto per chi non è abituato alle sonorità discordanti e disarmoniche del gruppo. Dopo un secondo ascolto però si riesce ad apprezzare la continuità del gruppo all’interno dell’album: costanti riferimenti allo spazio, all’"extra astronomical", quasi come se loro provenissero da un pianeta diverso dal nostro, ambienti descritti in modo visionario attraverso la distorsione dei suoni e la voce del cantante che sembra provenire da lontano, come in una comunicazione dall’universo. Un cd, a mio avviso, di avanguardia, particolare, rumoroso ma con una certa melodia di fondo che rende apprezzabili brani come "Twin Flames", "Echoes". La traccia di chiusura "Cypherspeed" è un crescendo di suoni, una chitarra potente e una batteria rumorosa sembrano descrivere una frettolosa ascesa allo spazio da parte dei musicisti, come se volessero scappare da qualcosa "Ride the pandemonium, The hyper-confusion, Escape to nowhere".