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TRASPARENTE (RISTAMPA 2007)

Un cd di  Marco Parente  prodotto da EMI, 2012

  • € 5,49

Con il suo terzo album Marco Parente, oltre che giocare con il proprio cognome intitolandolo “Trasparente”, sceglie sonorità più minimali e rarefatte che contraddistinguono quasi tutto il disco. Chiaramente ci sono anche episodi diversi che si staccano dal resto dei brani per quanto riguarda il sound, come il rock di “Scolpisciguerra” (con Paolo Benvegnù alla chitarra elettrica) o l’elettronica stralunata di “Fuck [he]art & let’s dance”, curioso esperimento realizzato su un gioco di parole. Gli altri pezzi, come già detto, hanno atmosfere diradate: si pensi a “Come un coltello”, che delicatamente racconta un’epifania quotidiana che fa scoprire la bellezza, o a “Derivanti”. I due brani che concludono il disco rappresentano un ulteriore passo in avanti nell’esperienza artistica di Marco Parente: la presenza di una corposa sezione di fiati, che nella conclusiva “Davvero trasparente” diventano i protagonisti assoluti in un arrangiamento giocato sulle dissonanze. La produzione è affidata a Manuel Agnelli. Un disco che sembra avere il filo conduttore tematico di uno stupore epifanico, quasi infantile ma consapevole, di una ritrovata ingenuità: una rivoluzione innanzitutto personale che si apre al mondo e all’altro.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"TRASPARENTE (RISTAMPA 2007)"
-Stefano-, 2011-11-26
5

Con il suo terzo album Marco Parente, oltre che giocare con il proprio cognome intitolandolo “Trasparente”, sceglie sonorità più minimali e rarefatte che contraddistinguono quasi tutto il disco. Chiaramente ci sono anche episodi diversi che si staccano dal resto dei brani per quanto riguarda il sound, come il rock di “Scolpisciguerra” (con Paolo Benvegnù alla chitarra elettrica) o l’elettronica stralunata di “Fuck [he]art & let’s dance”, curioso esperimento realizzato su un gioco di parole. Gli altri pezzi, come già detto, hanno atmosfere diradate: si pensi a “Come un coltello”, che delicatamente racconta un’epifania quotidiana che fa scoprire la bellezza, o a “Derivanti”. I due brani che concludono il disco rappresentano un ulteriore passo in avanti nell’esperienza artistica di Marco Parente: la presenza di una corposa sezione di fiati, che nella conclusiva “Davvero trasparente” diventano i protagonisti assoluti in un arrangiamento giocato sulle dissonanze. La produzione è affidata a Manuel Agnelli. Un disco che sembra avere il filo conduttore tematico di uno stupore epifanico, quasi infantile ma consapevole, di una ritrovata ingenuità: una rivoluzione innanzitutto personale che si apre al mondo e all’altro.