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Anna

Un film in dvd di  Lattuada Alberto  distribuito da Dolmen Home Video, 2008

  • Prezzo di Copertina: € 16,99
  • € 12,99
  • Risparmi il 23% (€ 4,00)

La regia di Lattuada, legata ad una sapiente fotografia, mira a stilizzare (a sterilizzare, forse) e a rendere formalmente impeccabile una storia dal sapore melodrammatico, coreografandone i gesti, le parole, le azioni più o meno violente e ricomponendo il flusso degli eventi in un ordine visivo misurato, simmetrico, giocato sui binomi chiaro/scuro, luce/buio, bianco/nero, interno/esterno, dinamico/statico. L’impatto estetico finale, a tratti forse esasperato nei suoi tratti, è al servizio di un dramma femminile, la cui protagonista (come in molti altri film dell’epoca) è destinata al sacrificio d’amore, al dolore, alla scelta definitiva di isolarsi dal mondo per espiare le colpe di una vita disordinata, o presunta tale, e si costringe ad abbracciare un’etica del dovere estrema e assoluta. Metafora neanche tanto sottile di ciò che si pensava avrebbero dovuto essere tutte le donne (puri slanci di dedizione e operosi angeli resistenti a tutte le tentazioni), il film traccia un percorso netto dalla rottura di un ordine, fino alla sua algida ricomposizione secondo i valori culturali e sociali accettabili e condivisi in quel momento storico.

Recensione Unilibro a cura di davide

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Anna"
Anna, l’’espiazione della colpa.
davide , 2010-10-04
4

La regia di Lattuada, legata ad una sapiente fotografia, mira a stilizzare (a sterilizzare, forse) e a rendere formalmente impeccabile una storia dal sapore melodrammatico, coreografandone i gesti, le parole, le azioni più o meno violente e ricomponendo il flusso degli eventi in un ordine visivo misurato, simmetrico, giocato sui binomi chiaro/scuro, luce/buio, bianco/nero, interno/esterno, dinamico/statico. L’impatto estetico finale, a tratti forse esasperato nei suoi tratti, è al servizio di un dramma femminile, la cui protagonista (come in molti altri film dell’epoca) è destinata al sacrificio d’amore, al dolore, alla scelta definitiva di isolarsi dal mondo per espiare le colpe di una vita disordinata, o presunta tale, e si costringe ad abbracciare un’etica del dovere estrema e assoluta. Metafora neanche tanto sottile di ciò che si pensava avrebbero dovuto essere tutte le donne (puri slanci di dedizione e operosi angeli resistenti a tutte le tentazioni), il film traccia un percorso netto dalla rottura di un ordine, fino alla sua algida ricomposizione secondo i valori culturali e sociali accettabili e condivisi in quel momento storico.