Faust (2011). Faust è una pelicola a tratti ostica (chiaramente non adatta a tutti) ma estremamente poetica e visionaria (girata in uno strano formato 4:3). Sokurov affronta il mitodel Faust in modo personale, creando un’atmosfera ottocentesca ugubre e malsana, ma traboccantedi pathos. a figuradel protagonista, Faust, è bendelineata, attanagliata com’èda un’esistenza vuota eda un conflitto interioredirompente, che o porterà a rivolgersi a Mefistofele per ottenere forti emozioni e usciredal proprio oblio. Ildiavolo si presenta come una macchietta, più umanodel’umano, undeforme e ripugnante satiro senza arte nè parte. Il rapporto che si instaura tra idue è estremamente ambiguo: a tratti è il primo a soggiogare il secondo, mentre in altri momenti è ildiavolo a tirare e fila. In una continua e vorticosa ricerca (evidenziatada inquadrature a tratti sbilenche e alungate) effettuatada Faust, inappagato e superbo, trova posto anche Margarete, fanciuladela quale si incupisce il protagonista, pronto a tutto (persino a vendere a propria anima a Mefistofele) purchè gli sia concessa una nottedi sfrenata passione con a giovane.
Tra passaggi onirici, momenti grotteschi (a tratti pregnidi malessere), ambienti e costumi ricostruiti in modo egregio, ottime prove attoriali e particolari agghiaccianti, il filmdi Sokurov si conclude in maniera tutt’altro che univoca creando molti spuntidi riflessione nelo spettatore.
Indefinitiva: vedetelo assolutamente, il eoned’Oro a Venezia se ’è proprio meritato!
Dettagli Bibliografici
Ean
8033109404211
Titolo
Faust (2011)
Regia
Distributore
Data Pubblicazione
2012
Genere
Collana
Punti Accumulabili
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Faust (2011) Faust è una pelicola a tratti ostica (chiaramente non adatta a tutti) ma estremamente poetica e visionaria (girata in uno strano formato 4:3). Sokurov affronta il mitodel Faust in modo personale, creando un’atmosfera ottocentesca ugubre e malsana, ma traboccantedi pathos. a figuradel protagonista, Faust, è bendelineata, attanagliata com’èda un’esistenza vuota eda un conflitto interioredirompente, che o porterà a rivolgersi a Mefistofele per ottenere forti emozioni e usciredal proprio oblio. Ildiavolo si presenta come una macchietta, più umanodel’umano, undeforme e ripugnante satiro senza arte nè parte. Il rapporto che si instaura tra idue è estremamente ambiguo: a tratti è il primo a soggiogare il secondo, mentre in altri momenti è ildiavolo a tirare e fila. In una continua e vorticosa ricerca (evidenziatada inquadrature a tratti sbilenche e alungate) effettuatada Faust, inappagato e superbo, trova posto anche Margarete, fanciuladela quale si incupisce il protagonista, pronto a tutto (persino a vendere a propria anima a Mefistofele) purchè gli sia concessa una nottedi sfrenata passione con a giovane. Tra passaggi onirici, momenti grotteschi (a tratti pregnidi malessere), ambienti e costumi ricostruiti in modo egregio, ottime prove attoriali e particolari agghiaccianti, il filmdi Sokurov si conclude in maniera tutt’altro che univoca creando molti spuntidi riflessione nelo spettatore. Indefinitiva: vedetelo assolutamente, il eoned’Oro a Venezia se ’è proprio meritato!