Dino Risi Dvd
Dvd del regista Dino Risi di Produttore Number One
Straziami Ma Di Baci Saziami Dino Risi - Number One, 2001 -
Marino Balestrini, un barbiere di Alatri, si invaghisce di Marisa Di Giovanni, conosciuta durante una manifestazione folkloristica a Roma. Mario si trasferisce a Sacrofante, nelle Marche, il paese di Marisa, e la conquista. Avendo, però, il padre di lei negato il consenso alle nozze, i due decidono di suicidarsi sotto a un treno, ma il macchinista sventa il proposito. Morto il padre, niente sembra opporsi alla felicità dei giovani ma Adelaide, proprietaria della pensione in cui Marino alloggia, insinua nella mente di lui sospetti sul passato di Marisa. Offesa, la ragazza abbandona il paese per Roma. Conosciuta la verità , Marino la cerca inutilmente, finché, rimasto senza lavoro, non decide di gettarsi nel Tevere, da cui viene salvato dal famoso Mister Okay. La sua foto finisce sui giornali e capita sotto gli occhi di Marisa. Recatasi all'ospedale in cui Marino è degente, la donna gli rivela di essersi sposata con un sarto sordomuto. Convinto da un suo vicino di letto a giocare al lotto i numeri della sua storia d'amore, Marino vince un mucchio di soldi. Ritornato alla vita e deciso a riconquistare la sua donna, va da Marisa. Tornata fra le sue braccia, convince Marino a sbarazzarsi del sarto, preparandogli una trappola al kerosene. L'esplosione, però, ridona l'udito e la parola all'uomo che si sente obbligato a mantenere un voto fatto anni prima per cui si ritira in convento, e Marino e Marisa possono coronare il loro sogno d'amore.
In Nome Del Popolo Italiano Dino Risi - Number One, 2001 -
Indagando sulla morte di una giovane tossicomane, Silvana, avvenuta in circostanze che fanno pensare a un delitto, il giudice istruttore Bonifazi, un integerrimo magistrato, scopre, interrogando i genitori della morta, che nella sua fine può in qualche modo essere implicato l'industriale Lorenzo Santenocito, un ricco e spregiudicato speculatore edile, che sotto l'etichetta delle "pubbliche relazioni" si serviva di Silvana per intrattenere i suoi altocati clienti. Dopo aver cercato di bloccare sia con le minacce che con le lusinghe l'inchiesta di Bonifazi sul suo conto e fatto rinchiudere in manicomio il vecchio padre, che non si è voluto prestare a inventargli un alibi per la sera della morte di Silvana, l'industriale riesce finalmente a procurarsi una falsa testimonianza, che dovrebbe scagionarlo definitivamente. Bonifazi, però, smaschera il falso alibi di Santenocito, di cui ordina immediatamente l'arresto. L'industriale tuttavia non ha, tra le sue colpe, anche quella di aver ucciso Silvana: lo scoprirà lo stesso giudice istruttore, leggendo il diario della povera ragazza. Al termine di una giornata in cui Roma impazzisce per una vittoria dell'Italia sull'Inghilterra, Bonifazi giungerà con amarezza alla vera conclusione dell'inchiesta: certe cose avvengono perché sono il "sistema" e l'ottusa coscienza generale a consentirle. Distruggendo la prova dell'innocenza dell'indiziato, il giudice deciderà perciò di trascinarlo ugualmente in tribunale, per colpire, attraverso lui, tutto quello che egli rappresenta.