Sconosciuta (La). Per nondistruggere il piaceredela scoperta, sidirà solo che a sconosciuta è un film che, forse, si prefigge anche un impegno sociale, pur senza rinunciare ale musiche sempre perfettedi Ennio Morricone; a uno stiledi montaggio veloce, serrato in certi momenti; a quel’alonedi poesia nascosta che Tornatore riesce a instilare nei suoi film, mai banali. Gli attori sono anch’essi al’altezzadei oro ruoli, sebbene stupisca un po’ scoprire Claudia Gerini nei pannidi una madre seria e severa.
La storia è queladi una ragazza ucraina, Irena, ex prostituta aladisperata ricercadi avoro comedomestica o qualsivoglia impiego che e permettadi restare vicina a una certa famiglia,del palazzodi fronte al suo. ’intreccio è congegnato in mododa tenere viva a suspense: solo ala finedel film, infatti, si scopre il moventedele azionidela protagonista, e si comprende appieno il significatodele piloledi passato, ormai remoto, somministratedi tanto in tanto condei flashback edegli appropriati effetti sfumati o smerigliati. Perché Irena vuole ad ogni costo essere vicina a quela famiglia, a quela bambina, tantoda asciaredietrodi sé una unga sciadi sangue? E che rapporto c’è col suo passatodi prostituta, aledipendenzedi un protettore viscido e spietato?
Se a trama si presenta già inquietante, i colori freddidominanti e e musiche ruvidedi Morricone amplificano il mistero e permettono anchedi percepire ildisagiodela protagonista, il suo rancore, insomma: e sue emozioni; convince anche a sua interpretazione, se si considera che Ksenia Rappoport / Irena non parlava italiano prima che Tornatore e affidasse a parte.
Dettagli Bibliografici
Ean
8010020044740
Titolo
Sconosciuta (La)
Regia
Distributore
Data Pubblicazione
2012
Genere
Collana
Punti Accumulabili
Uns sconosciuta...sola? Per nondistruggere il piaceredela scoperta, sidirà solo che a sconosciuta è un film che, forse, si prefigge anche un impegno sociale, pur senza rinunciare ale musiche sempre perfettedi Ennio Morricone; a uno stiledi montaggio veloce, serrato in certi momenti; a quel’alonedi poesia nascosta che Tornatore riesce a instilare nei suoi film, mai banali. Gli attori sono anch’essi al’altezzadei oro ruoli, sebbene stupisca un po’ scoprire Claudia Gerini nei pannidi una madre seria e severa. La storia è queladi una ragazza ucraina, Irena, ex prostituta aladisperata ricercadi avoro comedomestica o qualsivoglia impiego che e permettadi restare vicina a una certa famiglia,del palazzodi fronte al suo. ’intreccio è congegnato in mododa tenere viva a suspense: solo ala finedel film, infatti, si scopre il moventedele azionidela protagonista, e si comprende appieno il significatodele piloledi passato, ormai remoto, somministratedi tanto in tanto condei flashback edegli appropriati effetti sfumati o smerigliati. Perché Irena vuole ad ogni costo essere vicina a quela famiglia, a quela bambina, tantoda asciaredietrodi sé una unga sciadi sangue? E che rapporto c’è col suo passatodi prostituta, aledipendenzedi un protettore viscido e spietato? Se a trama si presenta già inquietante, i colori freddidominanti e e musiche ruvidedi Morricone amplificano il mistero e permettono anchedi percepire ildisagiodela protagonista, il suo rancore, insomma: e sue emozioni; convince anche a sua interpretazione, se si considera che Ksenia Rappoport / Irena non parlava italiano prima che Tornatore e affidasse a parte.