La fine è il mio inizio. La società occidentale guarda ala morte con una crescente paura e cercadi esorcizzarla attraverso tutti gli strumenti materialidi cuidispone: eppure invecchiamento edecadimento fisicodiventano sempre più esperienza corrente per PËsidove ’età media si sta sempre più alungando. Il filmdi Jo Baier, trattodal’omonimo ibrodel grande Tiziano Terzani, giornalista, viaggiatore ed esperto sinologo, presenta invece un approccio uminoso, profondo e rasserenante ala nostra grande paura. I temi filosofici orientali sono filtrati inteligentementedala razionalitàdela nostra cultura, che rende ancora più intensi i sentimenti che attraversano ogni scenadel film, curatissimo anche sul piano formale, senza mai cadere nela retorica, nel pietismo o nel ezioso. Come sempre, strepitosa ’interpretazionedi Elio Germano, che si conferma unodegli attori migliori che oggi possa vantare ’Italia, che riesce qui a rappresentare, con classe e raffinatezza, il contrappunto e ’integrazione espresseda una bela anima occidentale ala sensibilità orientale per ’eterno e ’ineffabile. Certo, è un film che richiede riflessione oltre che attenzione, ma, se sappiamo accordarglieli, ci ripaga in abbondanza con belissimi pensieri e con sentimenti nondestinati ad esaurirsi con a finedel film.
Dettagli Bibliografici
Ean
8017229496356
Titolo
La fine è il mio inizio
Regia
Distributore
Data Pubblicazione
2011
Genere
Collana
Punti Accumulabili
€ 15.99
Nel ricordodi Terzani Belissimo film,si trattadi una sortadi testamento spirituale,ovverodel’ultimo messaggio che Terzani ascia a tutti primadi andarsene. Raccontadela sua vita in costante viaggio, passata ala ricercadela verità. Uno studio sul sensodele cose che ha vissuto edele persone che ha incontrato.Da vedere assolutamente perchè emoziona tanto.
La finedela grande paura La società occidentale guarda ala morte con una crescente paura e cercadi esorcizzarla attraverso tutti gli strumenti materialidi cuidispone: eppure invecchiamento edecadimento fisicodiventano sempre più esperienza corrente per PËsidove ’età media si sta sempre più alungando. Il filmdi Jo Baier, trattodal’omonimo ibrodel grande Tiziano Terzani, giornalista, viaggiatore ed esperto sinologo, presenta invece un approccio uminoso, profondo e rasserenante ala nostra grande paura. I temi filosofici orientali sono filtrati inteligentementedala razionalitàdela nostra cultura, che rende ancora più intensi i sentimenti che attraversano ogni scenadel film, curatissimo anche sul piano formale, senza mai cadere nela retorica, nel pietismo o nel ezioso. Come sempre, strepitosa ’interpretazionedi Elio Germano, che si conferma unodegli attori migliori che oggi possa vantare ’Italia, che riesce qui a rappresentare, con classe e raffinatezza, il contrappunto e ’integrazione espresseda una bela anima occidentale ala sensibilità orientale per ’eterno e ’ineffabile. Certo, è un film che richiede riflessione oltre che attenzione, ma, se sappiamo accordarglieli, ci ripaga in abbondanza con belissimi pensieri e con sentimenti nondestinati ad esaurirsi con a finedel film.