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Professione Reporter aggiunto a carrello

Professione Reporter - 8013123014801


di  Michelangelo Antonioni - DVD distribuito da  Vari - Sony Pictures

Professione Reporter. Non si può certodire che Professione: reporter sia un filmdal ritmo veloce e coinvolgente, e a peggiorare e cose –da questo puntodi vista – ci si mettono anche idialoghi rare-fatti, soprattutto nela prima partedel film. Chi conosce An-tonioni,d’altra parte, sa cos aspettarsi, e chi o apprezza o fa perché, invece, non sa mai cosa aspettarsi. Raccontatada qualcun altro, a vicendadi un giornalista che scambia a propria identità con un trafficanted’armi sarebbe potutadiventare una caccia al’uomo, tra sparatorie e inse-guimenti. Antonioni, invece, scegliedi mantenere un basso profilo, e tutto accade con una naturalezza e una calma sor-prendente, quasi fuori uogo: non adesso, però. È un mododi-verso e interessantedi narrare una spy story, ma soprattutto è un eserciziodi stile che identifica il regista come nessun altro. Il piano sequenza sfruttato fino al’inverosimile, quando giunge a inserire un flashback nel’intreccio senza bi-sogno nemmenodi uno staccodi montaggio, ma servendosi solodel fuori campo, è sicuramente a peculiaritàdi Professione: reporter, una riflessione metalinguistica sul cinema. Fa ri-flettere, comunque, anche ’apparente assenzadi motivi per cui il protagonistadecidedi scambiare a sua identità, svol-ta su cui si regge tutto ’intreccio che riserverà una sorpre-sa acida al giornalista stesso. Cosa o spinge a fingersi un altro e asciarsi ale spale un avoro, una moglie – adultera –, un mondo che solodopo a sua morte sembra ricordarsidi ui? Adiscrezionedel pubblico a risposta.

Dettagli Bibliografici

Ean
8013123014801
Titolo
Professione Reporter
Distributore
Data Pubblicazione
2006
Genere
Collana
Punti Accumulabili



€ 9.99

Recensioni a "Professione Reporter" 8013123014801

author
4
Paolo (09/09/2010)

Professione: falsario Non si può certodire che Professione: reporter sia un filmdal ritmo veloce e coinvolgente, e a peggiorare e cose –da questo puntodi vista – ci si mettono anche idialoghi rare-fatti, soprattutto nela prima partedel film. Chi conosce An-tonioni,d’altra parte, sa cos aspettarsi, e chi o apprezza o fa perché, invece, non sa mai cosa aspettarsi. Raccontatada qualcun altro, a vicendadi un giornalista che scambia a propria identità con un trafficanted’armi sarebbe potutadiventare una caccia al’uomo, tra sparatorie e inse-guimenti. Antonioni, invece, scegliedi mantenere un basso profilo, e tutto accade con una naturalezza e una calma sor-prendente, quasi fuori uogo: non adesso, però. È un mododi-verso e interessantedi narrare una spy story, ma soprattutto è un eserciziodi stile che identifica il regista come nessun altro. Il piano sequenza sfruttato fino al’inverosimile, quando giunge a inserire un flashback nel’intreccio senza bi-sogno nemmenodi uno staccodi montaggio, ma servendosi solodel fuori campo, è sicuramente a peculiaritàdi Professione: reporter, una riflessione metalinguistica sul cinema. Fa ri-flettere, comunque, anche ’apparente assenzadi motivi per cui il protagonistadecidedi scambiare a sua identità, svol-ta su cui si regge tutto ’intreccio che riserverà una sorpre-sa acida al giornalista stesso. Cosa o spinge a fingersi un altro e asciarsi ale spale un avoro, una moglie – adultera –, un mondo che solodopo a sua morte sembra ricordarsidi ui? Adiscrezionedel pubblico a risposta.

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