ricerca
avanzata

Gorbaciòf

Un film in dvd di  Incerti Stefano  distribuito da Cecchi Gori, 2011

  • Prezzo di Copertina: € 15,99
  • € 4,99
  • Risparmi il 68% (€ 11,00)

Girato nel retro della zona ferroviaria di Napoli, ove s’ammassano tra cartacce e passanti quartieri decrepiti che emettono fumi e odori ed umori stantii, ’Gorbaciòf’ è operazione silente, nella quale manca del tutto la verbalità di una voce: quella del protagonista. In questa parte cittadina che ringhia, annaspa, emette costante rumore s’agita - dunque - questo piccola sagoma di tempra fortissima, dai muscoli rigidi, dalle dita veloci che la mattina, il pomeriggio, la sera conta denari e denari in un gabbiotto a Poggioreale mentre la notte, in una qualsiasi topaia rintanata tra crepe e macchie di umido, i denari contati (una parte sfuggente) li gioca alle carte. Non diremo nulla del resto della trama, se non che al centro d’essa avviene un incontro che muta (ma davvero lo muta fino in fondo?) l’apparente destino di quest’umile e forte inetto alla vita. Duiremo invece della riconfermata bravura di Toni Servillo che, adattando ulteriormente la propria conformazione facciale da teatro alla grandezza dello schermo, offre lettere e fiati offrendo un piccolo movimento di ciglia, l’inclinazione di una ruga sul volto, un rado e prolungato sospiro alle labbra. Servillo, il cui volto è lo scenario nel quale davvero si recita il film, accentua la maestria recitativa de ’Il Divo’ (capolavoro assoluto della recente storia del cinema) bilanciando l’assenza fonica (riduzione dei termini) con presenza mimica (partitura estrema di smorfie e di bronci).

Recensione Unilibro a cura di Alex Toppi

Dettagli del prodotto

Promozione Scopri gli altri articoli della promozione DVD a 4,99 €

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Gorbaciòf"
Non occorre parlare
Alex Toppi, 2012-05-31
3

Girato nel retro della zona ferroviaria di Napoli, ove s’ammassano tra cartacce e passanti quartieri decrepiti che emettono fumi e odori ed umori stantii, ’Gorbaciòf’ è operazione silente, nella quale manca del tutto la verbalità di una voce: quella del protagonista. In questa parte cittadina che ringhia, annaspa, emette costante rumore s’agita - dunque - questo piccola sagoma di tempra fortissima, dai muscoli rigidi, dalle dita veloci che la mattina, il pomeriggio, la sera conta denari e denari in un gabbiotto a Poggioreale mentre la notte, in una qualsiasi topaia rintanata tra crepe e macchie di umido, i denari contati (una parte sfuggente) li gioca alle carte. Non diremo nulla del resto della trama, se non che al centro d’essa avviene un incontro che muta (ma davvero lo muta fino in fondo?) l’apparente destino di quest’umile e forte inetto alla vita. Duiremo invece della riconfermata bravura di Toni Servillo che, adattando ulteriormente la propria conformazione facciale da teatro alla grandezza dello schermo, offre lettere e fiati offrendo un piccolo movimento di ciglia, l’inclinazione di una ruga sul volto, un rado e prolungato sospiro alle labbra. Servillo, il cui volto è lo scenario nel quale davvero si recita il film, accentua la maestria recitativa de ’Il Divo’ (capolavoro assoluto della recente storia del cinema) bilanciando l’assenza fonica (riduzione dei termini) con presenza mimica (partitura estrema di smorfie e di bronci).

Attenzione


L'immagine che stai per visualizzare contiene materiale riservato ad un pubblico adulto.

Se hai un'età inferiore a 18 anni o ritieni che materiale del genere possa turbarti e offendere la tua persona non proseguire.

Proseguendo invece, ti assumi ogni responsabilita civile e penale se nel tuo paese la visione di materiale per adulti è considerata illegale.



« Annulla     Prosegui »