Isabella Horn eBooks
eBooks di Isabella Horn
Viandanzando. E-book. Formato EPUB Isabella Horn - Aletti Editore, 2022 -
ISABELLA HORN, nata in Germania, filologa, è autrice in lingua italiana di numerose raccolte di versi tra cui, con Aletti Editore, Codice Barbaro (2013), La Stanza della Luce (2015), Impermanenze (2016), Lunae Antiquae (2017), Ballate dei Sudditi felici (2018), Per terre oscure (2018), Gli Dei clandestini (2019), Cosmos (2020), Il canto del Covid (2021).Per Stampa Alternativa ha tradotto e curato il saggio di Theodor Lessing, Maledetta civiltà (2014).Nel 2015 ha pubblicato un ampio studio sulla traduzione tedesca del romanzo Horcynus Orca di Stefano D'Arrigo (in “Retididedalus”, giugno 2015) e nel 2016 ha conseguito il Premio Internazionale “Letteratura”dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli.Del 2020 è sua la traduzione con curatela del libro di Georg Holmsten, Contro Hitler, pubblicato da Mimesis.
Il canto del covid. E-book. Formato EPUB Isabella Horn - Aletti Editore, 2021 -
ISABELLA HORN, nata in Germania, filologa, è autrice in lingua italiana di numerose raccolte di versi tra cui, con Aletti Editore, Codice Barbaro (2013), La Stanza della Luce (2015), Impermanenze (2016), Lunae Antiquae (2017), Ballate dei Sudditi felici (2018), Per terre oscure (2018), Gli Dei clandestini (2019), Cosmos (2020).Per Stampa Alternativa ha tradotto e curato il saggio di Theodor Lessing, Maledetta civiltà (2014).Nel 2015 ha pubblicato un ampio studio sulla traduzione tedesca del romanzo Horcynus Orca di Stefano D'Arrigo (in “Retididedalus”, giugno 2015) e nel 2016 ha conseguito il Premio Internazionale “Letteratura” dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli.Del 2020 è sua la traduzione con curatela del libro di Georg Holmsten, Contro Hitler, pubblicato da Mimesis.
Codice barbaro. E-book. Formato Mobipocket Isabella Horn - Aletti Editore, 2013 -
Un viaggio mitico, che, dalle origini del cosmo, giunge alla fine dei tempi. Il lettore viene trascinato, dalla veemenza delle forze primordiali in lotta, nel magma tumultuoso dell’essere primigenio. Da questo si separano, lacerandosi, i costituenti del mondo, fino a plasmarsi, in forme compiute, in un cosmo ormai pacato. I temi del mito trovano infinite modulazioni, come i sentimenti che fondano la coscienza umana: la solitudine, le passioni, il destino mortale, l’anelito ad un possibile "altrove". Finché, nell’ultima parte, alla purezza terribile e numinosa della cosmogonia, segue la rappresentazione di una civiltà umana fatiscente e corrotta: le acque, la terra, l’aria appaiono ora maleodoranti e putrescenti; ai colori incontaminati delle origini si sostituiscono le tonalità impure del disfacimento e della depravazione. È la condanna, il Giudizio Universale, la fine dei tempi. Ma ecco che dall’“eterno retaggio, / barbaro, mai profanato” delle origini si apre la speranza di un ritorno all’innocenza perduta, espressa dalla figura di Medea, il cui mito l’autrice rivisita nella poesia conclusiva della raccolta. La varietà dei temi è accompagnata da un continuo mutare del ritmo, cadenzato da rime e assonanze che scandiscono la musicalità e i suoni, ora spezzati e assordanti, ora insistentemente o ironicamente cantilenanti. Anche il linguaggio si modula, seguendo differenti registri: alto e tragico nella cosmogonia, profondo nel sondare l’animo umano, severo nel descrivere la decadenza della civiltà, ma sempre ricercato nella scelta del lessico e degli accostamenti, inconsueti, rari. Cristina Morandi, poeta e saggista