Coppi Fausto eBooks

eBooks con argomento Coppi Fausto Biografie: sportivi

EBOOK   9788854518902

Non ho tradito nessuno: Autobiografia di un campione attraverso i suoi scritti. E-book. Formato EPUB Fausto Coppi   -  Neri Pozza, 2018  - 

Fausto Coppi, inarrivabile campione di ciclismo, è il personaggio più amato dello sport italiano di sempre. Gabriele Moroni, giornalista e scrittore, ha raccolto gli scritti autobiografici pubblicati negli anni dal Campionissimo su giornali, riviste, antologie e li ha allineati seguendo la cronologia della sua vita: una vita racchiusa in un breve arco temporale, intensa, gloriosa e insieme tormentata. Vittorie esaltanti, vissute sempre con riservatezza, pudore, modestia. Sconfitte che paiono disfatte, sprofondi, annichilimenti totali, salite sul calvario, ma dalle quali Coppi trova ogni volta la forza di riemergere. I grandi rivali in corsa, a cominciare dall’amico-nemico Gino Bartali, presente e costante come un’ombra, sua antitesi sportiva e umana. Gli affetti familiari. Serse, il fratello più piccolo, il compagno di allenamento e di stanza, il gregario più fedele, l’amico, il consigliere, il confidente che gli viene strappato troppo presto. I sogni mai realizzati di un uomo che, giunto al culmine del successo e della notorietà, desidererebbe per sé una dimensione semplice, l’esistenza di un “gentleman farmer”, essere solamente un anonimo “signor Fausto Coppi”. L’amore dichiarato per la bicicletta, strumento di riscatto sociale per un figlio di contadini, un ex garzone di salumeria. Veicolo di fama e agiatezza. Fortuna e insieme condanna: la fortuna di averla incontrata, la condanna senza appello di non poterla lasciare. Fino alla morte. Coppi si racconta. Si termina il libro per accorgersi di averne letto l’autobiografia, dagli anni dell’infanzia nel piccolo borgo di Castellania a quelli della maturità. O forse qualcosa di più: avere ascoltato la sua voce.

€ 7.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788868613587

Serse Coppi, l’angelo gregarioFratello di sangue e di vento. E-book. Formato EPUB Lucio Rizzica   -  Infinito Edizioni, 2019  - 

Fu un silenzioso, intimo, speciale rapporto di mutuo soccorso quello che legò Fausto e Serse Coppi anche nel corso della loro storia sportiva. Una naturale e speciale relazione che non si esauriva una volta scesi dai pedali. Serse era per Fausto non solo il fratello minore da istruire ma forse per davvero l’unica persona sulla quale poter fare affidamento anche nel privato. E Fausto per Serse era non solo il fratello campione, ma era sangue del suo sangue, a cui sentiva di dover coprire le spalle per affettuosa devozione e un infinito rispetto fraterno mai sfociato in rivalità o gelosie. Serse voleva molto bene a Fausto e ne desiderava ogni felicità.Serse era il quinto dei fratelli Coppi, il più piccolo. Sembrava la copia esatta di Fausto, tanto si somigliavano. E del campionissimo era assieme l’angelo e il gregario, soprattutto nelle leggendarie sfide contro un altro indimenticabile fuoriclasse, Gino Bartali. Serse morì per le conseguenze di una brutta caduta, avvenuta infilando una ruota in un binario del tram durante un Giro del Piemonte. Aveva appena ventotto anni. Quel triste giorno di giugno del 1951, mentre Serse spirava, Fausto si aggirava per i corridoi della clinica Sanatrix di Torino come un leone in gabbia. L’Airone aveva gli occhi al cielo trasfigurati dal pianto. Non faceva che ripetersi disperato e a denti stretti: “Aveva ragione mamma… non avremmo mai dovuto correre…”.“Da ragazzino vidi una foto che mi rimase stampata nella memoria come un’icona e mi rese familiare l’immagine di Serse. Era la foto che lo ritraeva dopo la vittoria nella Parigi-Roubaix del 1949, appena sceso di bicicletta: due occhioni fra l’incredulo e lo spiritato, in un’esplosione di gioia incontenibile”. (Felice Gimondi)“Quella di Serse fu un’esistenza intensa ma fortemente e amaramente contraddistinta dal destino. Per raccontare la quale, in assenza di un prestigioso palmarès di trionfi e roboanti imprese, sono necessarie una buona dose di misura e tanta delicatezza. Che a Lucio Rizzica davvero non mancano”. (Riccardo Magrini)“Adesso che sono grande, papà, penso che tu, Serse, Ettore e quella schiera di ragazzi che hanno chiamato e chiamano ancora ‘gli angeli di Coppi’, eravate fratelli. Che tu di fratelli ne avevi a iosa. Fratelli di sangue. Sangue del ciclismo. Quel ciclismo. Che non tornerà più”. (Marco Carrea)

€ 5.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788868613587

Serse Coppi, l’angelo gregarioFratello di sangue e di vento. E-book. Formato Mobipocket Lucio Rizzica   -  Infinito Edizioni, 2019  - 

Fu un silenzioso, intimo, speciale rapporto di mutuo soccorso quello che legò Fausto e Serse Coppi anche nel corso della loro storia sportiva. Una naturale e speciale relazione che non si esauriva una volta scesi dai pedali. Serse era per Fausto non solo il fratello minore da istruire ma forse per davvero l’unica persona sulla quale poter fare affidamento anche nel privato. E Fausto per Serse era non solo il fratello campione, ma era sangue del suo sangue, a cui sentiva di dover coprire le spalle per affettuosa devozione e un infinito rispetto fraterno mai sfociato in rivalità o gelosie. Serse voleva molto bene a Fausto e ne desiderava ogni felicità.Serse era il quinto dei fratelli Coppi, il più piccolo. Sembrava la copia esatta di Fausto, tanto si somigliavano. E del campionissimo era assieme l’angelo e il gregario, soprattutto nelle leggendarie sfide contro un altro indimenticabile fuoriclasse, Gino Bartali. Serse morì per le conseguenze di una brutta caduta, avvenuta infilando una ruota in un binario del tram durante un Giro del Piemonte. Aveva appena ventotto anni. Quel triste giorno di giugno del 1951, mentre Serse spirava, Fausto si aggirava per i corridoi della clinica Sanatrix di Torino come un leone in gabbia. L’Airone aveva gli occhi al cielo trasfigurati dal pianto. Non faceva che ripetersi disperato e a denti stretti: “Aveva ragione mamma… non avremmo mai dovuto correre…”.“Da ragazzino vidi una foto che mi rimase stampata nella memoria come un’icona e mi rese familiare l’immagine di Serse. Era la foto che lo ritraeva dopo la vittoria nella Parigi-Roubaix del 1949, appena sceso di bicicletta: due occhioni fra l’incredulo e lo spiritato, in un’esplosione di gioia incontenibile”. (Felice Gimondi)“Quella di Serse fu un’esistenza intensa ma fortemente e amaramente contraddistinta dal destino. Per raccontare la quale, in assenza di un prestigioso palmarès di trionfi e roboanti imprese, sono necessarie una buona dose di misura e tanta delicatezza. Che a Lucio Rizzica davvero non mancano”. (Riccardo Magrini)“Adesso che sono grande, papà, penso che tu, Serse, Ettore e quella schiera di ragazzi che hanno chiamato e chiamano ancora ‘gli angeli di Coppi’, eravate fratelli. Che tu di fratelli ne avevi a iosa. Fratelli di sangue. Sangue del ciclismo. Quel ciclismo. Che non tornerà più”. (Marco Carrea)

€ 5.99
download immediato
ACQUISTA