Bosnia eBooks
eBooks con argomento Bosnia di Formato Mobipocket Conflitti armati
Srebrenica.I giorni della vergogna. E-book. Formato Mobipocket Luca Leone - Infinito Edizioni, 2012 -
Srebrenica è una pagina nera e dolorosa nella storia europea di fine ventesimo secolo.Qui sono stati torturati e assassinati dalla soldataglia agli ordini del generale serbo-bosniaco Ratko Mladic, nel luglio 1995, non meno di 8.500 cittadini bosniaci musulmani. Ad assistere, immobili, i caschi blu olandesi e, con loro, l’intera comunità internazionale.Quello di Srebrenica è stato definito “genocidio “da più sentenze internazionali. Oggi c’è ancora chi nega, sapendo di mentire.Srebrenica. I giorni della vergogna è il primo libro mai pubblicato in Italia su questo genocidio. Questa è la quarta edizione del libro, aggiornata all’arresto di Mladic e alla sua consegna al Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi).“Sulla piena responsabilità di Mladic nel genocidio di Srebrenica non ci sono attenuanti, ma il processo contro l’ex generale potrà fare luce sulla verità e chiarire eventuali corresponsabilità di quella che è e rimarrà per sempre una delle pagine più drammatiche dei fatti criminali nella moderna e democratica Europa”. (Carla Del Ponte, ex Procuratore Capo del Tpi)“Quando il mio amico e grande attivista per i diritti umani Luca Leone scrisse la prima edizione di questo libro della memoria del genocidio, lui, io e tanti altri avremmo sperato che quelli della vergogna sarebbero stati, letteralmente, ‘giorni’ a seguire. Che vi sarebbero state, presto, verità e giustizia. Di edizione in edizione, i giorni sono diventati ‘anni della vergogna’: quelli fino a oggi, cui andrebbero aggiunti i tre precedenti il 1995. (Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International)
Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio. E-book. Formato Mobipocket Luca Leone - Infinito Edizioni, 2017 -
Nella primavera del 1992, all’inizio del conflitto che sino alla fine del 1995 insanguinerà la Bosnia Erzegovina, Višegrad viene sottoposta a un intenso bombardamento da parte dell’esercito regolare jugoslavo. Ritiratesi le forze armate, millantando una situazione ormai sicura e sotto controllo, la cittadina della Bosnia orientale finisce sotto il controllo di un gruppo paramilitare guidato dai cugini Milan e Sredoje Lukic, che inaugurano un regime del terrore e dell’orrore. In pochi mesi la pulizia etnica ai danni dei musulmani-bosniaci – che costituivano il 63 per cento della popolazione locale – viene portata a termine con operazioni di rastrellamento, deportazioni, omicidi di massa e persino attraverso la combustione, in almeno due casi, di decine di civili all’interno di case private. Circa tremila persone vengono uccise e fatte scomparire. Lo stupro etnico ai danni di donne, bambini e uomini diviene pratica comune. Il fiume Drina, mirabilmente cantato dal premio Nobel per la letteratura Ivo Andric, diviene la più grande fossa comune di quella guerra. Questo reportage scritto sul campo racconta le vicende, raccoglie le testimonianze di tutte le parti e fa il punto sull’episodio che ha rappresentato la prova generale di ciò che sarebbe accaduto tra il 1992 e il 1995 a Srebrenica, Prijedor, Foca e in altri luoghi passati alla storia per la crudeltà degli eventi verificatisi. “Venticinque anni di silenzi complici, di rimozione, di inganni e tradimenti. Di quel negazionismo spicciolo che si nutre di ‘letteratura’ cospirazionista e che, per mera affiliazione ideologica, ci spiega ogni tanto con un post tradotto o scritto pure male, che è tutto falso”. (Riccardo Noury) “Luca Leone questa volta si supera in un libro inchiesta che sa di urla nel silenzio, di disperato tentativo di denuncia; mette in fila nomi e cognomi di chi è stato, di chi ha eseguito, di chi ha stuprato e ucciso, di chi ha deriso, ma anche di chi ha salvato a suo rischio e pericolo in quei giorni, mesi, anni tremendi di morte violenta autorizzata e sdoganata come pratica usuale”. (Silvio Ziliotto) “Questo libro è importante perché offre una sponda, una voce e – perché no? – una speranza a tutte quelle persone in attesa di giustizia, di un riconoscimento del dolore patito, di pietà umana”. (Marco Travaglini) “Le ferite che ci portiamo tutti addosso e dentro facilitano non poco il compito di chi vuole dividerci con la propaganda di parte. Viviamo, così, solo da un ciclo di guerra all’altro, mentre quelli sopra stanno bene e noi sotto, purtroppo, subiamo”. (Rato Rajak)