Fascismo eBooks

eBooks con argomento Fascismo di Formato Pdf Storia: specifici eventi e argomenti

EBOOK   9788856888782

Fascismi periferici. Nuove ricerche. L'Annale Irsifar. E-book. Formato PDF Irsifar (Cur.)   -  Franco Angeli, 2010  -  St. Cont. Ist. Rom. St. Italia Fasc. Res.

I saggi presentati in questo Annale hanno in comune l'adozione di sguardi e prospettive periferiche riferibili al fascismo. Le molteplici periferie vanno intese non tanto come aree geografiche quanto come segmenti amministrativi e culturali promossi centralmente dal regime ma chiamati, nel loro agire concreto, a mediare fra nazionale e locale. Vengono così esaminate le dinamiche interne della classe dirigente fascista in alcune zone del paese, la formazione di un ceto di amministratori coloniali dell'Oltremare, l'attività delle Società e Deputazioni di storia patria, la "perifericità" dell'esperienza fascista nel dibattito politico europeo degli anni Venti. Gli approfondimenti sulla periferia del sistema politico, istituzionale e culturale fascista gettano nuova luce su uno dei principali interrogativi relativi al regime: la sua potenzialità "rivoluzionaria" rispetto al vecchio ordine. Dalle ricerche emerge, infatti, la capacità della periferia di influenzare il centro, delineando così l'immagine di un centralismo forte nelle intenzioni ma mediatore nei fatti. Si ripropone in questo modo, anche per il periodo fascista, un tratto caratterizzante del sistema amministrativo e politico italiano. Scritti di: Giulia Albanese; Margherita Angelini; Tommaso Baris; Simone Bellezza; Chiara Giorgi; Miriam Mafai; Camilla Poesio e Irma Staderini.

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EBOOK   9788868432119

I matti del Duce. Manicomi e repressione politica nell'Italia fascista. E-book. Formato PDF Matteo Petracci   -  Donzelli Editore, 2015  - 

Mania politica, schizofrenia, paranoia, isterismo, distimia, depressione. Sono queste le diagnosi che compaiono nei documenti di polizia o nelle cartelle cliniche intestate agli oppositori politici rinchiusi in manicomio negli anni del fascismo. Diagnosi più che sufficienti a motivare la segregazione per lunghi anni o per tutta la vita. Quali ragioni medico scientifiche hanno giustificato il loro internamento psichiatrico? Quali, invece, le ragioni dettate dalla politica del regime contro il dissenso e l’anticonformismo sociale? Molto si è scritto rispetto all’esperienza degli antifascisti in carcere o al confino, ma la possibilità che il regime abbia utilizzato anche l’internamento psichiatrico come strumento di repressione politica resta ancora poco indagata. Attraverso carte di polizia e giudiziarie, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche contenute nelle cartelle cliniche, Matteo Petracci ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio. Alcuni furono ricoverati d’urgenza secondo le procedure previste dalla legge del 1904 sui manicomi e gli alienati; altri vennero internati ai fini dell’osservazione psichiatrica giudiziaria o come misura di sicurezza; altri ancora furono trasferiti in manicomio quando già si trovavano in carcere e al confino. Dall’analisi degli intrecci tra ragioni politiche e ragioni di ordine medico emerge con forza il ruolo giocato dalla sovrapposizione tra scienza e politica nella segregazione di centinaia di donne e di uomini, tutti accomunati dall’essere stati schedati come oppositori del fascismo.

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EBOOK   9788833135991

L’affaire Pontelandolfo: La storia, la memoria, il mito (1861-2019). E-book. Formato PDF Silvia Sonetti   -  Viella Libreria Editrice, 2020  - 

Il 7 agosto del 1861, Pontelandolfo, un piccolo paese del Sannio, fu invaso dai briganti. Per una settimana fu teatro di violenze, saccheggi e uccisioni fino a quando l’esercito italiano represse la rivolta filoborbonica che da un paio di mesi coinvolgeva buona parte delle vecchie province napoletane. Si trattò di una vicenda minore, ampiamente discussa all’epoca dei fatti e poi dimenticata. Nonostante questo, Pontelandolfo è diventato un caso clamoroso di fake history a uso mediatico-politico che confermerebbe l’esistenza di una storia meridionale fatta di stragi, eccidi e massacri insabbiati dai vincitori e dalla storia ufficiale. Attraverso nuove fonti d’archivio, documenti e memorie, questo libro ricolloca quell’episodio al giusto posto e con le giuste dimensioni all’interno del suo contesto, la guerra di brigantaggio combattuta nel Mezzogiorno postunitario. E racconta come e perché il paese sia diventato un luogo simbolico e mitico per coloro che trovano nella critica al Risorgimento il motore di un originale impegno sociale, identitario e politico.

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