Chiesa Italiana eBooks
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L'oro del Vaticano. E-book. Formato Mobipocket Claudio Rendina - Newton Compton Editori, 2013 -
Dai tesori inestimabili dei primi secoli fino alla fondazione dei grandi istituti bancari.Ricchezze nascoste, scandali e affari della Santa Sede.Nel corso dei secoli, le proprietà della Santa Sede si sono accumulate fino a formare un vero e proprio tesoro. Ben lontani dallo spirito apostolico e dallo spirito di umiltà e povertà raccomandato da Cristo, i rappresentanti di Dio in terra hanno edificato una complessa amministrazione per preservare, accrescere e controllare immobili, opere d’arte, monumenti, ori e denari. Vi sono le tombe faraoniche in marmo e oro di cardinali e papi, le decorazioni inestimabili di altari e volte, le collezioni di quadri, statue e preziosi esposte nei Musei Vaticani, nel Museo Lateranense e in altre collezioni della Santa Sede, i sigilli d’oro custoditi nell’Archivio Segreto e i tesori della Biblioteca. C’è il denaro accumulato dallo Stato Pontificio dalle origini al 1870, e poi la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell’APSA e i capitali custoditi nelle Isole Cayman, un autentico Fort Knox fuori da ogni legge. Inoltre le prelature come l’Opus Dei, solo teoricamente autonome dalla Santa Sede, in realtà costituiscono una fonte ulteriore di ricchezza. Gli scandali, le rivelazioni e i sospetti su questo patrimonio immenso sono sotto gli occhi di tutti e alla ribalta delle cronache più recenti. Forse è arrivato il momento di fare i conti in tasca al Vaticano.«C'è la storia e anche parte dei segreti dello Ior e dei soldi che copiosi scorrono sotto il Cupolone, nelle segrete stanze dove il sacro spesso ha rappresentato una comoda copertura di affari per nulla assimilabili a opere caritatevoli».Sergio Rizzo, Corriere della Sera«È il primo censimento completo delle finanze, dei beni e degli scandali del regno dei Papi».L’Espresso«All’indomani dell’inchiesta sul cardinale Sepe, un libro di Claudio Rendina vuole far luce sugli affari (noti e no) del Vaticano. Tra conti offshore e canzoni».Vanity Fair«Rendina ricostruisce la complessa rete patrimoniale della Chiesa Cattolica fornendo un utile strumento di comprensione anche per le vicende che negli ultimi mesi hanno coinvolto diversi appartenenti alle gerarchie ecclesiastiche».Left«Una lettura legata alla potenza, all’affare, ma anche al malaffare del Vaticano».Panorama.it«Forse è arrivato il momento di fare i conti in tasca al Vaticano»TerraHanno scritto di La santa casta della Chiesa:«La scrittura di Rendina è chiara e vivace, capace di alternare sintesi storica, aneddoti e curiosità.»Gian Antonio Stella, autore di La casta«La storia vergognosa e nascosta dello Stato vaticano.»Corrado Augias, Il Venerdì di Repubblica«Claudio Rendina fa sembrare Dan Brown un principiante.»Filippo Ceccarelli, la Repubblica«Duemila anni di intrighi, delitti, lussuria, inganni e mercimonio.»Corriere della SeraClaudio Rendinascrittore, poeta, storiografo e romanista, ha legato il suo nome a opere storiche di successo, tra le quali, per la Newton Compton, La grande guida dei monumenti di Roma, I papi. Storia e segreti; Il Vaticano. Storia e segreti; Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Roma; Storia insolita di Roma; Le grandi famiglie di Roma; Storie della città di Roma; Alla scoperta di Roma; Gli ordini cavallereschi; Le chiese di Roma; Roma giorno per giorno; La vita segreta dei papi, La santa casta della Chiesa, I peccati del Vaticano, Cardinali e cortigiane e L'oro del Vaticano. Ha diretto la rivista «Roma ieri, oggi, domani» e ha curato La grande enciclopedia di Roma. Ha scritto il libro storico-fotografico Gerusalemme città della pace, pubblicato in quattro lingue. Attualmente firma per «la Repubblica» articoli di storia, arte e folclore e collabora a diverse riviste di carattere storico.
Cattolici e RisorgimentoAppunti per una biografia di don Giacomo Margotti. E-book. Formato Mobipocket Oscar Sanguinetti - D'ettoris, 2013 -
Fra i cattolici più fedeli al Papa si collocano i cosiddetti "intransigenti", cioè quei cattolici che non solo ritenevano ingiusta l'abolizione del potere temporale dei pontefici, ma obiettavano anche esplicitamente e radicalmente contro il "risorgimento", quella Rivoluzione culturale e sociale inscindibile dal progetto unitario, che voleva plasmare un nuovo ethos nazionale in antitesi con un passato comune, carico di memorie religiose e di istanze universali. Pioniere ed esponente di punta di questa corrente è don Giacomo Margotti (1823-1887), ligure ma attivo a Torino. Teologo e scrittore, è stato soprattutto - sebbene non fosse l'inclinazione maggiore della sua personalità - un giornalista, un giornalista cattolico, un polemista, dirigendo due delle principali testate cattoliche dell'Ottocento, "L'Armonia" e "L'Unità Cattolica". Bersagli delle sue accese ma mai astiose polemiche i personaggi del Risorgimento e i "padrini" stranieri del Risorgimento stesso, soprattutto l'autocrate francese Napoleone III, ma anche i politici liberali inglesi. Sull'altro versante, il suo idolo, il suo avatar, la sua "bussola", è il Papa