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eBooks con argomento Materia di Formato Epub
Terre e rocce da scavo: Norme teorico-operative e amministrative per la gestione dei materiali di scavo in fase progettuale ed esecutiva per piccoli cantieri e grandi opere. E-book. Formato EPUB Gian Paolo Sommaruga - Dario Flaccovio Editore, 2014 -
Prima di eseguire uno scavo nel terreno è bene sapere come va gestito, giacché smaltimento e riutilizzo dei rifiuti è divenuto un gradino necessario, un importantissimo obbligo. Questo libro sarà un’assoluta novità per il lettore, nella giungla normativa del settore, poiché parte dalle origini e arriva ai più recenti aggiornamenti, in relazione agli scavi in piccoli cantieri. Basato sulla lunga esperienza dell’autore, il libro consente al lettore non solo di applicare correttamente la normativa attualmente vigente ma fornisce anche una solida base per adempiere correttamente ad eventuali modifiche future. Dopo la conversione del decreto fare, dopo le infinite modifiche applicate nell’arco del 2013, la normativa sembra essere arrivata ad uno stadio di perfezione. Di fatto, il target di questo manuale sono gli operatori di settore, coloro che hanno bisogno di sapere come intervenire prima, durante e dopo lo scavo sempre nell’ottica della protezione ambientale. Il testo è articolato in una descrizione ragionata della normativa e delle conseguenti procedure tecnico-amministrative e fornisce consigli utili nella realizzazione delle indagini pre-scavo per piccoli e grandi cantieri. Gli schemi di cui è corredato facilitano la comprensione dell’argomento trattato. In appendice è possibile consultare la modulistica prevista per legge.
La fiorente materia del tutto. E-book. Formato EPUB Gustav Sjöberg - Neri Pozza, 2022 -
Chi ha detto che la materia è incapace di creare da sé la forma (o le forme)? D'accordo, è stato Aristotele, lo sappiamo. Ma cosa accadrebbe invece se, forzando il maestro di coloro che sanno, troncassimo il legame tra forma e arte perché «mediante un concetto di forma radicalmente altro diventerà possibile una distruzione dell’arte – e, in particolare della poesia – concepita come ambito autonomo, come sfera distinta dalla non-arte, dalla non-poesia oppure come sublime riflessione sull’esistenza. Non sarà che qui si compie una risoluzione dell’arte nella natura?» Non è alla scienza o alla negromanzia tecnologica faustiana che l’autore affida tale compito, ma alla poesia stessa, concepita – secondo un paradigma insieme antico e attualissimo – come la fiorente materia del tutto. Il libro di Sjöberg, scritto in originale con minuscole che aspirano al filo d’erba, ma grondante della rugiada dei grandi – l’autore cita dall’originale i classici italiani della naturalezza poetico-politica e simbolica della lingua, ancora al di là di ogni teologia politica: Dante, Bruno, Campanella (che ha tradotto nella sua lingua), senza dimenticare Folengo e Rabelais – mostra che sarà un passaggio “naturale” e invita a compierlo. A condizione che le differenze linguistiche dettate dai luoghi di appartenenza dei parlanti che li abitano, una volta riconosciute e valorizzate, escano dal labirinto dei simboli e delle culture e si lascino attraversare da un senso per la differenza simpatetico all’intelletto comune di Averroé, atto a pensare l’umano sotto un principio unico di permanente, immediata connessione. Consumata allora la babele dell’incomprensione tra popoli bellicosi, l’aiuola che ci fa tanto feroci troverà finalmente una sua pace, che sarà l’ordine mondiale del “giardino planetario” a garantire. Nel “comunismo cosmico” a esso promesso la forma inoperosa di giardinaggio sarà poetica. Trapianterà, al posto della poesia antropocentrica dedita a una decidua filologia, una sempre rifiorente “filologia naturale” in cui l’umano ridivenuto natura ritroverà alla fine quell’innocenza infantile che, forse, non si ricorderà più nemmeno di aver perso. M.F. «Un altro modo di comprendere la materia sarebbe, approssimativamente, di trattarla come una produzione di infinite, innumerevoli forme entro un incessante movimento di decomposizione e composizione, dissoluzione e ricombinazione. Concepita in questo modo la materia non sarebbe più un substrato passivo su cui si debba intervenire con un lavoro formale, bensì, al contrario, una molteplicità di forme che genera se stessa e con cui combacerebbe».