Moschettieri eBooks
eBooks con argomento Moschettieri di Formato Epub
Quel ramo del lago di Como. E-book. Formato EPUB Maria Teresa Giaveri - Neri Pozza, 2023 -
Avete mai notato che le avventure dei Moschettieri di Dumas si concludono proprio negli stessi giorni in cui cominciano quelle dei Promessi sposi? Nel novembre 1628, mentre finisce l’assedio di La Rochelle e cessano i conflitti fra D’Artagnan e Richelieu, don Abbondio passeggia tranquillamente sulla riva del lago di Como, nella bruma che si sprigiona dai campi della pianura lombarda. Ebbene, Maria Teresa Giaveri ha notato la coincidenza e ha immaginato che cosa sarebbe accaduto se i personaggi dei due grandi romanzi storici si fossero incontrati. Il buon curato nota con timore i due bravi seduti sul muricciolo e… improvvisamente sente un rumore di zoccoli. Uno, due, tre, quattro cavalieri! Giungono nel Ducato di Milano i Moschettieri, sotto la copertura di un mercante guascone, un calmo abate, un feudatario con modi da gran signore e un commerciante d’armi un po’ troppo ciarliero: sono ormai diventati «uomini del Cardinale» e si dirigono verso Lecco per una missione segreta. Questo è solo l’inizio di una serie di avventure che porterà i quattro a incrociare le loro strade – e le loro spade – con i personaggi del romanzo manzoniano, dalla monaca di Monza a un certo pericoloso Bernardino Visconti che però nessuno lí nei dintorni osa nominare… Con lo stile puntuale, elegante e divertito che le conosciamo, Maria Teresa Giaveri compone un romanzo che unisce erudizione, passione letteraria e divertissement intellettuale; un libro che è un atto d’amore nei confronti della letteratura e insieme un documentatissimo ritratto di una straordinaria stagione storica: l’Ottocento.
Vent'anni dopo. E-book. Formato EPUB Alexandre Dumas - Donzelli Editore, 2015 -
Sono passati vent’anni da quella «notte tempestosa e buia» che ha chiuso in maniera così tragica e fatale la vicenda de I tre moschettieri. Da allora, i quattro moschettieri hanno perso la consuetudine di vita comune che li aveva così tanto legati. Sono diventati uomini fatti, in un contesto storico che intanto è profondamente mutato. Richelieu è morto, al suo posto c’è il nuovo dominatore della scena politica francese, il cardinale Giulio Mazzarino. Anche Luigi XIII è morto, lasciando sul trono un successore bambino, che governa sotto la reggenza della madre, Anna d’Austria; attorno a loro, le turbolenze politiche più esasperate, i moti della Fronda. I quattro amici hanno preso strade diverse: Athos, il conte de la Fère, vive nella sua tenuta di Bragelonne con Raoul, il ragazzo di cui è tutore; Porthos si è arricchito e ha acquisito un titolo nobiliare, ma vive con mille frustrazioni la sua nuova condizione; Aramis, divenuto l’abate d’Herblay, pare essersi rinserrato nella sua vocazione religiosa. Solo d’Artagnan continua a prestare servizio nei moschettieri, con la stessa immarcescibile fedeltà e con lo stesso grado di tenente con cui lo avevamo lasciato. Quale combinazione di eventi, quale irresistibile attrazione, quale volontà, quale destino li riunirà di nuovo? I quattro si ritroveranno tutti nell’Inghilterra sconvolta dalla Rivoluzione: d’Artagnan e Porthos, incaricati da Mazzarino di consegnare una missiva a Cromwell; Athos e Aramis, mandati da Enrichetta di Francia a portare aiuto a suo marito, il re Carlo I. Qui si troveranno implicati nelle mille volute della «grande storia» e braccati da un passato che ritorna nelle vesti di Mordaunt, il figlio-spettro di Milady. Scampati dopo le più incredibili peripezie ai tumulti della Rivoluzione inglese e tornati in Francia, saranno chiamati ancora, a quarant’anni come a venti, a misurarsi coi valori della lealtà e dell’amicizia. Ma vent’anni non passano invano. Come nota acutamente Claude Schopp nella sua introduzione, «Vent’anni dopo è il romanzo della maturità, del disincanto sentimentale e del cinismo, dei compromessi con la società, delle negoziazioni». Emblema assoluto del sequel, giocato su un’incredibile capacità di evocare e di spiazzare, di chiudere il cerchio della narrazione per poi immediatamente riaprirlo con un improvviso colpo di scena, Vent’anni dopo non solo mantiene l’elettricità narrativa de I tre moschettieri, ma la porta forse a un esito letterario ancora più felice, in un crescendo di emozioni in cui i personaggi sanno incarnare un’umanità precisa, matura, finalmente adulta. Il romanzo, presentato nella nuova traduzione italiana di Camilla Diez – vincitrice del Premio Babel 2015 proprio per il rigore e la qualità della sua traduzione dei Tre moschettieri –, è impreziosito dalle suggestive tavole di Federico Maggioni e corredato di una puntuale introduzione storico-critica di Claude Schopp e di un minuzioso Dizionario dei personaggi e delle persone.