Sibilla Aleramo eBooks
eBooks con argomento Sibilla Aleramo di Formato Mobipocket
Mi chiamo Sibilla. E-book. Formato Mobipocket Gioconda Marinelli - Giovane Holden Edizioni, 2019 -
Una scrittrice profonda, Sibilla Aleramo. In realtà Sibilla è lo pseudonimo di Marta Felicina Faccio, detta Rina. Rina nacque a Alessandria in Piemonte, il quattordici agosto 1876. Una lettura necessaria, le sue pagine, che precorrono i tempi, si rivelano come intuizioni e presagi. Lontana da ogni convenzione, ardimentosa, aveva già capito ai suoi tempi che bisognava agire, cambiare la coscienza dell’uomo e creare quella della donna, che la disuguaglianza era costruita a partire dal sesso. Appariva nei suoi scritti la parola femminismo e si affacciavano in lei nuovi ideali, l’emancipazione di donne inconsapevoli, rassegnate, assoggettate. La Aleramo ha sempre lottato per la libertà, rivendicando la parità femminile, partecipando attivamente alle manifestazioni per il diritto al voto, alla pace, per la lotta contro la prostituzione, l’alcolismo e la tratta delle bianche, argomenti di cui scriveva nei suoi numerosi articoli.Una vita travagliata la sua: lo stupro, un marito violento, il desiderio di farla finita, la caduta delle illusioni. Traumi come lo straziante tentativo di suicidio della madre depressa, che si era gettata dal balcone, il ricovero definitivo nel manicomio di Macerata, fino alla morte che avvenne nel 1917. E poi l’abbondono da parte del padre, che cominciò col trascurare la famiglia, distratto da un nuovo amore. La rivolta, la trasformazione. Aveva lasciato il marito e il figlio Walter e sconvolto il concetto di maternità, suscitando dure polemiche. Era una scrittrice scomoda.Eccessiva, ribelle, bersaglio di critiche e disapprovazioni, ammirata e corteggiata, rincorse l’amore struggente e le intricate relazioni, i grandi amori, li raccontò nei versi e nelle opere, in un intreccio di vita e letteratura. Morì a Roma il 13 gennaio del 1960.
Sibilla Aleramo, gli anni di Una donna. Porto Civitanova 1888-1902. E-book. Formato Mobipocket Pier Luigi Cavalieri - Affinità Elettive, 2015 -
Nel luglio del 1888 giunse in treno a Porto Civitanova, nelle Marche, l’ingegner Ambrogio Faccio, incaricato di dirigervi una fabbrica di bottiglie. Era accompagnato dalla moglie e da quattro figli. Di essi la primogenita Rina era destinata a diventare, con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, una delle più note scrittrici italiane del Novecento. Gli anni che trascorse nel paese adriatico andarono ad alimentare un’autobiografia trasfigurata in forma di romanzo cui l’autrice diede, alla sua uscita nel 1906, il titolo di Una donna. Sibilla Aleramo visse a Porto Civitanova, con una interruzione, complessivamente per dodici anni. In questo arco temporale si consumarono alcuni degli eventi che maggiormente avrebbero influito sulla sua vita: il dissidio sempre più insanabile tra i genitori, la malattia mentale e il tentato suicidio della madre con il successivo internamento nel manicomio di Macerata, il matrimonio con il ragioniere della fabbrica, la maternità, un tentativo di suicidio causato dalla gelosia del marito, l’avvicinamento al movimento femminista, infine la tormentata decisione di lasciare la casa coniugale allontanandosi per sempre, nel febbraio del 1902, da Porto Civitanova. L’autore, servendosi di testimonianze documentarie e giornalistiche in gran parte inedite, delinea il quadro ambientale in cui maturarono gli eventi narrati dalla Aleramo confrontando costantemente la finzione romanzesca con la realtà storica e con le biografie delle persone adombrate nel romanzo. Il risultato è una biografia collettiva che comprende, insieme alla giovane Rina-Sibilla, i familiari, gli amici, gli “antagonisti” e l’intero paese di Porto Civitanova.