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eBooks con argomento A

EBOOK   9788829709526

A cercar la bella morte. E-book. Formato EPUB Carlo Mazzantini   -  Marsilio, 2020  - 

In questa opera autobiografica, Carlo Mazzantini racconta la sua esperienza di giovane “ragazzo di Salò”. A diciotto anni, dopo l’armistizio dell’8 settembre, Mazzantini scappa da casa per andare al fronte a combattere. Unitosi ai superstiti di un battaglione di Camicie nere conoscerà sui monti della Valsesia e della Val d’Ossola gli orrori, le lacerazioni e le contraddizioni della guerra civile. Giulio Nascimbeni di questo libro ha scritto: «È la storia di uno dei tanti che dopo l’8 settembre scelsero di stare dalla parte dei tedeschi e dei repubblichini. Sognavano di combattere in prima linea contro gli angloamericani che risalivano lentamente l’Italia; quasi tutti andarono invece a rastrellare partigiani e renitenti alla leva nelle valli del Settentrione.» “Con A cercar la bella morte, Carlo Mazzantini ha rotto un silenzio torbido e turbato intorno a un’esperienza di vita che diciottenni o ventenni fecero scegliendo la fedeltà assoluta all’ideale fascista” (la Repubblica)

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EBOOK   9788849271072

A passeggio per il “Ghetto”: Il quartiere ebraico di Roma. E-book. Formato EPUB Lelio Violetti   -  Gangemi Editore, 2016  - 

N. 54 della collana Città, territorio, piano diretta da Giuseppe Imbesi Per chi è nato a Roma nel primo dopoguerra il Ghetto riassume nei suoi slarghi e nei suoi vicoli un periodo doloroso della storia di questa città, quello che va dal luglio 1943 al giugno 1944. Un omaggio ad uno dei principali protagonisti di quei tragici eventi, Mimma Spizzichino, con la testimonianza di un rapporto, che seppur breve ed episodico, conserva memoria d’una persona eccezionale. La proposta di un itinerario per scoprire, andando a piedi tra le strade del Ghetto, l’intreccio fra l’aspetto attuale e quello che ha avuto in passato quando recintato da un muro era il luogo in cui la “comunità ebraica romana” doveva risiedervi obbligatoriamente. I muri dei vecchi palazzi documentano ancor oggi la storia d’una convivenza tra due comunità di religione diversa. L’autore è nato a Roma nel primo dopoguerra (luglio del 1947) ed è sempre qui vissuto. A Roma ha svolto tutta la sua carriera scolastica fino alla laurea in Ingegneria. A Roma ha lavorato in una importante società d’informatica per trentacinque anni. A Roma ha condotto le sue battaglie civili per la crescita sociale e democratica del Paese. Come tutti i romani autentici ha avuto ed ha un intenso rapporto emotivo con la sua città e la sua storia. Le sue radici lo hanno portato ad approfondire la conoscenza, sin da quando frequentava il liceo, dell’eccezionale contesto storico-ambientale in cui si muoveva ogni giorno. In particolare la sua attenzione e le sue letture si sono soffermate sui luoghi e sugli avvenimenti accaduti a Roma fra il bombardamento di San Lorenzo (Luglio 1943) e la liberazione della città da parte degli alleati (Giugno 1944) di cui tanto aveva sentito parlare da bambino in famiglia.

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EBOOK   9788829716142

A che cosa serve l'arte. E-book. Formato EPUB Hans Ulrich Obrist   -  Marsilio, 2022  - 

Nel nostro tempo, pochi hanno affinato l’arte di fare domande come Hans Ulrich Obrist, che dagli anni novanta intervista architetti, scienziati, filosofi, artisti e scrittori, stabilendo con ciascuno di loro un dialogo vitale e costruttivo. Fin dalle prime mostre «fuori formato» in cucina o all’interno di una stanza d’hotel, quest’uomo insieme «giovane e antico, elegante e dinoccolato» non ha mai smesso di interrogarsi sul ruolo dell’arte contemporanea in un’epoca caratterizzata da traumi continui, accelerazioni drammatiche e fenomeni estremi, tecnologici e sociali. Negli anni, grazie anche alle figure che ne hanno influenzato la formazione e la visione del mondo – da Giorgio Vasari a Gerhard Richter, da Édouard Glissant a Nathalie Sarraute, da Fischli e Weiss a Maria Lassnig –, Obrist ha riposto nuovi strumenti nella sua cassetta degli attrezzi, con i quali prova a rivendicare, mostra dopo mostra, incontro dopo incontro, la centralità della «parte più acuta e qualitativa dell’arte» nella storia dell’umanità. Nel tentativo di delineare un orizzonte sempre più ampio, in cui l’arte crei ponti, metta in contatto realtà, persone, conoscenze e saperi diversi, il curatore immagina un futuro che contempli il cambiamento. Ecco forse a che cosa servono l’arte e il suo valore di profezia: ad affermare con voce limpida che il cambiamento è possibile, che l’utopia non è un sogno, ma un progetto non ancora realizzato, inconcepibile finché non viene annunciato. Passando con disinvoltura dagli aneddoti personali alla riflessione sul suo lavoro come pratica culturale utile, Obrist conduce il lettore lungo un cammino per sua natura divagante e illumina gli aspetti latenti del panorama artistico degli ultimi anni.

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