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Affari di famiglia. E-book. Formato PDF Francesco Muzzopappa - Fazi Editore, 2014 -
Dopo l’eccellente esordio nel 2013 con Una posizione scomoda, Francesco Muzzopappa torna con un nuovo, esilarante romanzo.Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare Gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni cerca di rottamare la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca di famiglia portando il casato al collasso. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo.Per Affari di famiglia l’autore si è rifatto a molti classici dell’umorismo di tradizione anglosassone tra cui, ovviamente, P.G. Wodehouse. Per creare questa sua nuova protagonista è passato anche per Alan Bennett, Patrick Dennis, David Sedaris, Tom Sharpe, ha rivisto quasi tutti gli episodi di Tre nipoti e un maggiordomo, e ha riletto autori come Achille Campanile (con Il povero Piero su tutti) e Marcello Marchesi.Con la figura dell’anziana contessa protagonista, Francesco Muzzopappa si conferma scrittore di razza, capace di dar voce a personaggi e stili diversissimi, per storie dal ritmo sincopato con colpi di scena continui.«Affari di famiglia è una piccola tempesta di saette divertenti, battute gustose, scene da umorismo inglese che raramente punteggiano la nostra letteratura. Nel taglio algido e corrosivo dell’ambientazione c’è molto P.G. Wodehouse, mentre l’umorismo colto e raffinato ricorda Evelyn Waugh. Di certo, qui si ride molto».Roberta Scorranese, «Corriere della Sera»«Un concentrato di comicità nella più pura tradizione inglese, tra Wodehouse e Sharpe».«Libero»«Dialoghi surreali con notevole verve comica».«Gioia»«Ci sono delle note di humour inglese in questa commedia satirica che inizia come un vaudeville, in particolare per come prende le parti delle donne».«Libération»