Borghi eBooks
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I Ricordi di Vincenzio BorghiniCon una scheda codicologica di Veronica Vestri. E-book. Formato PDF Eliana Carrara E Maria Fubini Leuzzi - Edizioni Di Storia E Letteratura, 2018 -
Vincenzio Borghini (1515-1580), filologo e storico italiano, monaco benedettino attivo a Firenze alla corte di cosimo i de’ Medici e di suo figlio Francesco I, è ben noto per la revisione del Decameron di Boccaccio dopo l’istituzione dell’Indice dei libri proibiti. Meno noti sono i suoi Ricordi, qui presentati in una nuova edizione critica integrale. Tra i racconti della sua vita nel chiostro e un minuzioso inventario di quanto egli porta con sé lasciando Firenze per raggiungere l’abbazia di Arezzo, la narrazione lascia intravedere i principali avvenimenti politici che modificarono gli assetti di Firenze sul finire degli anni ’30.
Contro i borghi: Il Belpaese che dimentica i paesi. E-book. Formato EPUB Filippo Barbera - Donzelli Editore, 2022 -
Un paese di poeti, santi e navigatori. Ma anche di «borghi». Da qualche anno, la riscoperta del policentrismo territoriale italiano viene veicolata nello spazio pubblico e mediatico dal concetto di «borgo» e dai suoi correlati semantici. Le migliaia di comuni italiani, la varietà e complessità territoriale di un paese costituito da poche grandi città, pochissime «metropoli», molte città medie, una miriade di piccoli comuni, frazioni, reti di città, campagne, coste, colline e montagne, vengono così ridotte all’immagine del «borgo». Facile rappresentazione ammalata di «metrofilia», che trae piacere dall’eccitazione per un oggetto percepito come atipico, privo di una propria volizione, da soggiogare e umiliare in un riconoscimento del tutto asimmetrico, dove il borghese illuminato e riflessivo «adotta» il borgo bello ma bisognoso. Un rapporto, questo, che misconosce l’autonomia dei territori, la loro libertà di «dire no», il loro carattere morale e paritario nella produzione di strategia di sviluppo condivisa. Fino a negarne l’identità specifica. Le conseguenze sono molteplici e nefaste. Come già per la cultura, la narrazione del «borgo» fa sì che anche la valorizzazione del territorio sia tale solo se inglobata nella goffa egemonia del «turismo petrolio d’Italia», oggi condita con una spruzzata di ecologismo che assomiglia più al giardinaggio che alla presa in carico della questione ecologica. Le stesse politiche pubbliche (si pensi al «Bando borghi» del Pnrr o alle iniziative delle case a 1 euro) soffrono di questa distorsione sistematica. Visto dai centri delle grandi città e con gli occhi di una classe dirigente (politica, economica, intellettuale) sempre più urbana per categorie e riferimenti culturali, se non per nascita e capitale sociale, il borgo diventa così il comodo e informe contenitore dove riporre, deformandola, l’alterità dei territori. Come se i territori del margine non avessero un loro carattere autonomo e differenziato, non fossero da riabitare anzitutto fin dalla vita quotidiana delle persone.