Camicie Nere eBooks

eBooks con argomento Camicie Nere

EBOOK   9788829709526

A cercar la bella morte. E-book. Formato EPUB Carlo Mazzantini   -  Marsilio, 2020  - 

In questa opera autobiografica, Carlo Mazzantini racconta la sua esperienza di giovane “ragazzo di Salò”. A diciotto anni, dopo l’armistizio dell’8 settembre, Mazzantini scappa da casa per andare al fronte a combattere. Unitosi ai superstiti di un battaglione di Camicie nere conoscerà sui monti della Valsesia e della Val d’Ossola gli orrori, le lacerazioni e le contraddizioni della guerra civile. Giulio Nascimbeni di questo libro ha scritto: «È la storia di uno dei tanti che dopo l’8 settembre scelsero di stare dalla parte dei tedeschi e dei repubblichini. Sognavano di combattere in prima linea contro gli angloamericani che risalivano lentamente l’Italia; quasi tutti andarono invece a rastrellare partigiani e renitenti alla leva nelle valli del Settentrione.» “Con A cercar la bella morte, Carlo Mazzantini ha rotto un silenzio torbido e turbato intorno a un’esperienza di vita che diciottenni o ventenni fecero scegliendo la fedeltà assoluta all’ideale fascista” (la Repubblica)

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EBOOK   9788834618448

Aqua e tera. E-book. Formato EPUB Dario Franceschini   -  La Nave Di Teseo, 2024  - 

Dopo la fine del primo conflitto mondiale, nelle campagne ferraresi esplode la rabbia di migliaia di braccianti, sfruttati da decenni nei lavori di bonifica delle valli infestate dalla malaria. I Callegari sono una famiglia di scariolanti e lavandaie che attraversano questo universo di miseria e idealismo, di acqua e terra, in cui sono le donne, prima tra tutte Ginisca, a cercare di cambiare il destino delle loro figlie. La provincia di Ferrara dopo la guerra si trova sotto il dominio incontrastato delle leghe rosse, poi viene travolta dalla reazione delle squadre di camicie nere ed è in questo clima di odio e violenza che si incontrano Tina e Lucia, figlie di un agrario fascista e di un capolega socialista. Una storia d’amore nella terra di Balbo, Matteotti e don Minzoni. Sorretto da una scrittura che affianca ai toni avvolgenti del realismo magico quelli precisi del racconto storico, questo romanzo corale, pieno di vitalismo e di personaggi indimenticabili, trascina i lettori, consegnandoci una storia a cui apparteniamo ancora.

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EBOOK   9788854519305

Guerra in camicia nera. E-book. Formato EPUB Giuseppe Berto   -  Neri Pozza, 2019  - 

«A me piace molto. È sotto forma di diario e succede in Africa. Si capisce bene cos’è stata la guerra in Africa, cos’è una guerra persa, si capisce perfino cos’era il fascismo». Così Natalia Ginzburg, in una lettera a Italo Calvino del 1954, sollecitò la pubblicazione di Guerra in camicia nera presso la casa editrice Einaudi, per conto della quale lavorava. Un giudizio che coglieva perfettamente l’intento dell’opera di Berto: narrare della «guerra persa», della guerra in camicia nera, per non rimuovere dalla memoria collettiva il destino di una generazione condotta alla disfatta dalla tirannia. Il romanzo fu pubblicato nel 1955 non da Einaudi, ma da Garzanti, e il giudizio della Ginzburg, nella società letteraria del tempo, fu largamente minoritario. Come nota Domenico Scarpa nell’introduzione a questa edizione del romanzo, era prevedibile che le cose andassero così, «qualsiasi cosa raccontasse, qualsiasi argomentazione sviluppasse» il libro del futuro autore del Male oscuro. Berto ritorna sugli eventi del 1942-43 nella forma propria dell’invenzione romanzesca, tuttavia i fatti da lui narrati erano stati da lui realmente vissuti. Nel 1942 raggiunse Misurata come combattente volontario del VI Battaglione Camicie Nere Africa Settentrionale. Dopo El Alamein e la rovinosa battaglia di El Hamma in Tunisia, si unì al X Battaglione Camicie Nere «m», col quale passò gli ultimi giorni della guerra in Africa, fino alla cattura avvenuta il 13 maggio 1943. Che questa tragica vicenda di combattente in camicia nera non fosse sepolta nell’armadio della storia, ma riaffiorasse in un’opera narrativa, poteva apparire, nel 1955, inopportuno a un paese desideroso di lasciarsi definitivamente alle spalle il passato. La società letteraria del tempo, a eccezione della Ginzburg, di Calvino e di pochi altri, non si avvide tuttavia che, ritornando sulla sua storia di soldato in camicia nera, Berto, con le armi dell’ironia e dell’umorismo – «l’unica via che io potessi seguire per liberarmi dalla retorica» dichiarò in un’intervista a Vigorelli del 1964 –, avanzava una feroce, dissacrante denuncia della «faziosità, illiberalità, violenza» del fascismo. Come scrive Domenico Scarpa nell’introduzione, non vi sono infatti pagine migliori di Guerra in camicia nera in cui ci sia dato assistere, quasi in presa diretta, alla vita quotidiana del fascismo e dei suoi uomini, a quel «clima di formalismi superficiali e di complicità incistate, di furberie piccine in mezzo a cose troppo grandi, di ottusità corporativa e di ordini e contrordini che arrivano a pioggia e che sono ugualmente insensati, ma soprattutto di ladruncoleria e di burocratismo sudaticcio, stazzonato, imbrillantinato, cialtrone».

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