Cinquina eBooks

eBooks con argomento Cinquina

EBOOK   9788833312873

Lo stradone. E-book. Formato EPUB Francesco Pecoraro   -  Ponte Alle Grazie, 2019  - 

Finalista al Premio Campiello 2019Il nuovo romanzo di uno dei più originali scrittori italiani.«Francesco Pecoraro riesce a tenere insieme sfere di esistenza che di solito gli scrittori non riescono a tenere insieme, o che non vedono proprio: i destini dei personaggi, la microfisica del quotidiano, la storia politica del presente, la lunga durata dell'evoluzione umana, l’immobilità della natura. La vita dei suoi protagonisti idiosincratici rimanda sempre a piani di realtà ulteriori. In ognuno di questi piani si combatte una lotta per dare forma e significato a un mondo che, di per sé, non ha né forma né significato.»Guido Mazzoni«Straordinaria la capacità di F.P di restituire un tempo - il secondo 900 - e un luogo - Roma - con uno sguardo d'architetto che vede deteriorarsi ciò che ama."»Helena Janeczek«Che cosa mi aspetto dal nuovo libro di Francesco? Che riesca a coniugare bene complessità e intensità emotiva come nel precedente, ma in una forma presumo diversa, essendo passato del tempo (il giusto tempo, per lavorare a un altro libro importante) da "La vita in tempo di pace". Poiché però i bravi scrittori ti sorprendono sempre alle spalle, spero soprattutto che nel nuovo libro di Francesco ci sia ciò che io, da solo, non riuscirei mai a immaginare.»Nicola LagioiaPrimi anni Venti di questo secolo nella «Città di Dio», decadente metropoli che assomiglia molto a Roma. Un uomo di circa settant’anni osserva dal settimo piano della sua palazzina le vicende dello «Stradone»; i tanti personaggi che lo percorrono incarnano tutte le forme del «Ristagno» della nostra società. Invecchiamento e conformismo, razzismo e sessismo, sopravvivenze popolari e «trentelli» rampanti, barbagli di verità, etnie in conflitto, il fantasma dell’integralismo islamico, la liquefazione di sinistre e destre e della classe media in un unico «Grande Ripieno»: nulla sfugge a questo narratore disordinato ma perspicace, che pare saper restituire meglio di chiunque – con ironia, cinismo, nostalgia, umorismo – il non senso del nostro presente. Racconta anche, l’uomo senza nome, la propria esistenza di «Novecentesco», aspirante storico dell’arte, funzionario di Ministero, uomo che ha creduto nel comunismo e poi si è fatto socialista e corrotto, con i suoi amori e, oggi, l’ossessione per la vecchiaia, la malattia, la pornografia; e ricostruisce infine – con documenti veri o quasi-veri – la storia di un quartiere i cui abitanti, operai e proletari, per secoli e fin oltre la metà del Ventesimo, hanno prodotto qui i mattoni di cui è fatta la Città: il quartiere più comunista e antifascista di tutti, forse visitato da Lenin – personaggio inatteso di queste pagine – nel 1908. Il risultato è un libro certamente unico nel panorama letterario non solo italiano, in cui la passione politica, antropologica e linguistica, le vicende di una vita, di un quartiere, di un intero secolo concorrono a un’esperienza di lettura memorabile: un’illuminante – tragica ed esilarante – avventura di conoscenza.

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EBOOK   9788823535800

Quello che so di te. E-book. Formato EPUB Nadia Terranova   -  Guanda, 2025  - 

«Ed è questa la bellezza del romanzo, un prisma che gira e nel quale chi vi viene riflesso sussume un po' della follia del mondo.»iO Donna - Romana Petri«"Quello che so di te" ci mostra che non sappiamo mai niente, di noi stessi, degli altri, dei nostri sogni o incubi.»Il Foglio - Sandra Petrignani«La prosa possiede qualcosa di eccitato, una tensione sottile: una scossa elettrica percorre l'intero racconto.»La Repubblica - Marco Belpoliti«Questo è un «romanzo di vita» affidato a una scrittura che si trova spesso a incrociare la variazione riflessiva su aspetti medici legati alla follia con la corposa fisicità propria dell'universo materno.»la Lettura - Ermanno Paccagnini«Una storia di silenzi e di mistero. Una ricerca ostinata. E una scrittrice che usa l'autobiografia per sabotare la verità.»L'Espresso - Lisa Ginzburg e Sabina Minardi «Un'indagine tra costellazioni famigliari, dove la verità è impossibile da trovare ma doverosa da cercare.»La Stampa - Simonetta Sciandivasci«Nadia Terranova con una intenzione limpida, una ossessione studiosa, un italiano potente ed evocativo, trasforma lo stigma della pazzia che da Venera scende fino alla bambina in una macchia sul viso.»D-La Repubblica - Chiara Valerio«Una storia privata che parla di salute mentale e patriarcato, intrecciando costellazioni famigliari e interrogativi sulla maternità.»il Venerdì di Repubblica - Zita Dazzi«Ogni cosa qui obbedisce alla tirannia dell'io che vuole sapere, vuole capire e non si dà pace finché non ha sgombrato il campo di tutti i macigni del passato, che gli impediscono di vivere la libertà.»Il Messaggero - Marina ValensiseC’è una donna in questa storia che, di fronte alla figlia appena nata, ha una sola certezza: da ora non potrà mai più permettersi di impazzire. La follia nella sua famiglia non è solo un pensiero astratto ma ha un nome, e quel nome è Venera. Una bisnonna che ha sempre avuto un posto speciale nei suoi sogni. Ma chi era Venera? Qual è stato l’evento che l’ha portata a varcare la soglia del Mandalari, il manicomio di Messina, in un giorno di marzo? Per scoprirlo, è fondamentale interrogare la Mitologia Familiare, che però forse mente, forse sbaglia, trasfigura ogni episodio con dettagli inattendibili.Questa non è solo una storia di donne, ma anche di uomini. Di padri che hanno spalle larghe e braccia lunghe, buone per lanciare granate in guerra. Di padri che possono spaventarsi, fuggire, perdersi. Per raccontare le donne e gli uomini di questa famiglia, le loro cadute e il loro ostinato coraggio, non resta altro che accettare la sfida: non basta sognare il passato, bisogna andarselo a prendere. Ritornare a Messina, ritornare fra le mura dove Venera è stata internata e cercare un varco fra le memorie (o le bugie?) tramandate, fra l’invenzione e la realtà, fra i responsi della psichiatria e quelli dei racconti familiari.Nadia Terranova ci consegna con queste pagine il suo romanzo più personale e più intenso, che ci interroga sul potere della memoria, individuale e collettiva, e sulla nostra capacità di attraversarla per immaginare chi siamo.

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