Divina Comm eBooks

eBooks con argomento Divina Comm

EBOOK   9788845987717

Sette sere. E-book. Formato EPUB Jorge Luis Borges   -  Adelphi, 2024  - 

Basta scorrere l’indice degli argomenti di questo ciclo di conferenze – la «Divina Commedia», l’incubo, «Le mille e una notte», il buddhismo, la poesia, la Cabbala, la cecità – per rendersi conto che in quelle sette sere del 1977 Borges volle offrire al pubblico un compendio dell’intera sua esperienza di lettore e di scrittore. Un lettore «edonista», che esorta ad affrontare la «Commedia» «con la fede di un bambino» e in generale a ignorare la storia della letteratura, perché solo i testi contano, e l’emozione estetica che sanno procurarci. E proprio per trasmettere questa gioiosa, leggera forma di edonismo, Borges, memore dei «confabulatores nocturni »che si dice svagassero l’insonnia di Alessandro il Macedone, punteggia ogni conversazione di racconti: il dantesco «episodio di Ulisse», l’incubo di Wordsworth, la «storia dei due che sognarono» delle «Mille e una notte», la leggenda del Buddha e quella del golem. Ma c’è di più: mentre discorre affabilmente dei libri che lo hanno appassionato, vediamo delinearsi le idee che questi hanno depositato nelle sue opere, tracciando un sentiero luminoso: l’idea che la realtà è un’illusione, un grande sogno che, se vogliamo, possiamo chiamare Dio; che anche il testo è «il mutevole fiume di Eraclito», giacché ogni lettura (o rilettura, o ricordo di quella lettura) lo rinnova; che inventare è ricordare, e la letteratura, di conseguenza, infinito reimpiego di materiali preesistenti. Il lettore e lo scrittore – ne abbiamo qui la conferma – nel caso di Borges coincidono miracolosamente.

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EBOOK   9788869274411

A piccoli passi verso l'aldilà. Dante e l'Apocalisse di Paolo: La Divina Commedia e le sue radici nella letteratura apocalittica e visionaria. E-book. Formato PDF Annarita Magri   -  Guaraldi, 2023  - 

Dante conosceva la letteratura visionaria medievale sull’aldilà? Aveva letto l’opera che l’ha inaugurata, la misteriosa Apocalisse di Paolo? E se sì, se ne è servito per creare l’immaginifico mondo del suo aldilà poetico nella Divina Commedia? Chi si confronta per la prima volta con questo apocrifo, che trae spunto dalle sibilline parole di san Paolo in IICorinzi 12,2-4 e che spopolò per tutto il Medioevo nelle biblioteche dei monasteri di mezza Europa, viene inevitabilmente colpito dalle analogie e dalla comunanza di atmosfera tra queste due opere: così, decine di studiosi, presi dall’entusiasmo, negli ultimi due secoli hanno collezionato in modo suggestivo paralleli e ipotesi, spesso gli uni all’insaputa degli altri. Quello che è mancato finora è stata una disamina sistematica e approfondita del problema, a partire da una conoscenza solida della letteratura apocrifa e dei suoi topoi, per poi seguire il rigoglioso sviluppo del genere visionario. A un esame più approfondito, ci si accorge allora che molte analogie si diluiscono entro l’imponente fiume costituito dalle numerose visiones che atterrivano e attraevano al tempo stesso i fedeli del passato; tuttavia, scavando ulteriormente, forse si possono trovare alcuni punti di contatto più certi, che ci rivelano come Dante tenesse in considerazione questa letteratura “minore” e popolare fin dagl’inizi della concezione e stesura del proprio capolavoro... L’autrice riprende la questione in modo organico e giunge per la prima volta a dei risultati metodologicamente fondati, confrontando le pene dell’Inferno dantesco con le redazioni dell’Apocalisse di Paolo, sia nella versione lunga, che nelle molteplici redazioni brevi tramandate negli scriptoria. Si tratta di un altro genere di viaggio nell’aldilà, sulla falsariga di un interrogativo che ha affascinato generazioni di studiosi, di Dante e non solo.

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EBOOK   9788832904444

Il folle volo: Da Dante al tempo che verrà. E-book. Formato EPUB Giorgio Colangeli   -  Castelvecchi, 2021  - 

A partire dalla lettura della Divina Commedia, l’attore Giorgio Colangeli – fra i pochi in Italia ad aver imparato l’intera opera dantesca a memoria – e lo scrittore Lucilio Santoni mettono in discussione alcuni luoghi consolidati della nostra cultura. Una critica al nostro tempo, un invito a lasciarci condurre da un pensiero critico che possa illuminare altre prospettive da cui guardare il mondo. Il folle volo segue una vocazione spontanea a camminare seguendo la traiettoria della ragion poetica, cercando di salvare le parole dalla loro esistenza transitoria per condurle verso ciò che dura nel tempo. Affrontando i temi sensibili del nostro presente (la nascita, la morte, l’etica, la felicità), questo libro ci aiuta ad abitare poeticamente lo spazio e il mondo in cui viviamo.

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