Grecita eBooks
eBooks con argomento Grecita
L'anima dell'Occidente. E-book. Formato EPUB Rabindranath Tagore - Castelvecchi, 2014 -
Negli anni cruciali tra le due guerre, Rabindranath Tagore conduce una riflessione lucida e appassionata sul trionfo della cultura occidentale e sulla sua imposizione ai popoli dell’Asia. È il pensiero di un poeta che sa scavalcare le trappole dell’ideologia, di una mente in perfetto equilibrio tra la fedeltà alla propria tradizione e la conoscenza profonda di quella europea. Per Tagore è l’anima stessa dell’Occidente – i valori del Cristianesimo e della grecità – ad essere per prima tradita dalla deriva di una modernità fondata sugli idoli del successo e del denaro. In Giudizio, un articolo del 1925, l’analisi dei rischi del progresso, la condanna del nazionalismo e dell’imperialismo e lo smascheramento dell’arroganza civilizzatrice dell’Occidente si accompagnano alla denuncia del sentimento di sudditanza espresso da chi ha subìto la colonizzazione. L’incontro di Oriente e Occidente, una conferenza pronunciata a New York nel 1930, precisa l’ideale di un nuovo umanesimo, cosmopolita e mosso da una reale conoscenza tra i popoli. Tagore indica in Gandhi l’esempio vivente di una morale autenticamente orientale che tuttavia può parlare a tutto il mondo. E agli esseri umani di ogni continente, oggi come allora, si rivolge l’invito ad assumere una presa di posizione etica nei confronti di quello che ci viene presentato come ineluttabile risultato del progresso.
La Città del Sole. E-book. Formato EPUB Tommaso Campanella - Adelphi, 2023 -
«Come modello di repubblica da imitare, la “Città del Sole” è un modello da non imitare» scriveva con insolenza Alberto Savinio presentando il celebre testo di Campanella. Era il 1944, e con «La Città del Sole» l’editore Colombo di Roma inaugurava – non a caso in un periodo di oscurità e barbarie – la Collana degli Utopisti diretta da Enrico Falqui e dallo stesso Savinio. Al progetto teocratico del «lampeggiante e roccioso» filosofo calabrese, l’umanista Savinio opponeva risolutamente l’antidoto della «grecità mentale»: « ... la libertà di pensare col proprio cervello ... si accende per la prima volta in Grecia e la illumina, e non torna a riaccendersi nel mondo se non con l’Umanesimo». Violando la consuetudine che vuole il curatore di un classico distaccato e impersonale, Savinio, che per nostra fortuna non dimentica mai di essere anzitutto uno scrittore, ha saputo trasformare strumenti di solito innocui come una introduzione e un commento in un’arma acuminata e micidiale – e l’intera edizione in un confronto, secco e ardito, fra «concetto teistico del mondo e concetto umanistico»: «“La Città del Sole” non è un’utopia. Le manca il primo requisito di ogni utopia: la qualità ateistica». Temi ardui, che Savinio stesso non voleva fossero oscurati dalla felice improntitudine del suo commento. E così annotava: «Lavorando in quest’aura utopica, ho finito per credere utopicamente che i miei lettori hanno tutti superato il pregiudizio della serietà, che tanto buio spande sulle cose della coltura e comunque della vita, e sanno ormai che la serietà è un ostacolo e una limitatezza, e dunque una forma di inintelligenza».
Il colore dell'inferno: La pena tra vendetta e giustizia. E-book. Formato EPUB Umberto Curi - Bollati Boringhieri, 2019 -
«Dove mai avrà termine, dove mai placata cesserà la furia di Ate?» L’interrogativo angoscioso di Eschilo non smette di risuonare dopo migliaia di anni. Abbiamo forse dimenticato il nome della funesta divinità greca che prima induceva gli uomini in errore e poi ne esigeva inclemente la punizione, ma della sua vendicatività rimane un’impronta nell’idea di giustizia a cui è ispirata l’attuale civiltà giuridica. La rassicurante contrapposizione tra vendetta e barbarie da un lato – la violenza sommaria del «sangue chiama sangue» – e giustizia e civiltà dall’altro tradisce infatti una infondatezza che sgomenta. Scrutando nel cono d’ombra dell’azione penale con lo sguardo penetrante di chi coglie ambivalenze e fratture nella presunta rotondità dei concetti, Umberto Curi vi rintraccia l’aspetto arcaico e irrisolto che tinge ancora il dispositivo della pena del «colore dell’inferno», secondo l’espressione di Simone Weil. Lungo il tragitto a lui familiare, che dalla grecità dei filosofi e dei tragici arriva a Nietzsche e al pensiero contemporaneo, Curi testa la resistenza, e la fragilità, del principio di giusta «retribuzione» del reato attraverso un castigo adeguato. L’equità che intende garantire era invocata anche dall’ingiunzione biblica «frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente» e dalla legge del taglione fissata dalle XII Tavole romane, ossia dai meccanismi che prevedevano la reciprocità del danno. Infliggere sofferenza al colpevole, sia per ristabilire l’ordine cosmico infranto sia, più modernamente, a scopo rieducativo o preventivo, oscilla tra una concezione sacrale della pena come espiazione e una visione compensativa che rimanda all’antica relazione tra debitore e creditore. Impostazioni che, tuttavia, sortiscono l’effetto-paradosso di assolvere la colpa, una volta estinto il debito con la pena, senza alleviare il dolore della vittima. Proprio alla fuoriuscita dalla logica del paradigma retributivo e di quello pedagogico lavora oggi la giustizia riparativa, che mette invece al centro il rapporto tra offensore e offeso. Perché si possa, infine, sottrarre alla crudele Ate l’insidioso terreno in cui prospera.