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Storie. E-book. Formato EPUB Robert Walser - Adelphi, 2023 -
Quando apparvero queste «Storie», nel 1914, un giovane recensore, Robert Musil, mise subito in guardia i lettori: «Uomini di spirito positivo e donne dotate di forte “caritas” troveranno queste trenta piccole storie un po’ troppo giocose. Ad esse sarà rimproverato di non dimostrare alcun carattere, di essere capricciose, di gingillarsi con la vita, anzi magari di non avere cuore e di lasciarsi impressionare da quella sbalorditiva determinazione con cui l’insignificante, per esempio una panchina in giardino, talvolta occupa il suo posto nel mondo». Con quella ironica precisione che era per lui la socia inseparabile dell’anima, Musil ha accennato qui alla peculiarità di Robert Walser in un genere letterario, la «prosa breve», in cui oggi lo riconosciamo maestro. Ma le «Storie» non contengono soltanto campioni disparati di «prose brevi»: almeno due testi, «Kleist a Thun», uno dei vertici dell’arte di Walser, e «La battaglia di Sempach» hanno una perfetta misura di racconti. Il primo, nella sua tensione, quasi insostenibile, è forse l’unico testo del nostro secolo che sembra proseguire il «Lenz» di Büchner; il secondo è una visione grandiosa, dove il sangue sgorga da araldici fantocci e il cozzare delle armi si blocca in un sospeso miraggio. Dietro la giocosità di Walser, dietro l’ingiustificata euforia che a tratti erompe nelle sue pagine, c’è qualcosa di immensamente oscuro e delicato. Da dove vengono questi suoi personaggi, non solo l’allucinato Kleist ma certe labili «silhouettes» ricorrenti, come il piccolo impiegato Helbling, lo studente Fritz Kocher o il paggio Simon? Benjamin rispose che «vengono dalla notte, là dove essa è più nera, da una ‘notte veneziana’, se vogliamo, illuminata dai miseri lampioni della speranza, con un qualche splendore festivo nell’occhio, ma turbati e tristi da piangere. Ciò che essi piangono è prosa». Una prosa che tocca una corda molto nascosta e raggiunge la bellezza più rara, quella cui Walser più teneva, quella che si ha «quando in apparenza il bello non lo si avverte affatto, ed è solamente una cosa come sono anche le altre».
Vita di poeta. E-book. Formato EPUB Robert Walser - Adelphi, 2023 -
Quando «Vita di poeta» fu pubblicato, nell’autunno del 1917, Hermann Hesse lo recensì subito. Nel suo articolo si leggevano le seguenti parole: «Questo Robert Walser, a cui già dobbiamo tanta bella musica da camera, suona in questo nuovo libretto in modo ancora più puro, ancora più dolce, ancora più alato che nei precedenti. Se scrittori come Walser appartenessero agli “spiriti guida”, non ci sarebbe più guerra. Se Walser avesse centomila lettori, il mondo sarebbe migliore». Appare e scompare in questo libro, sotto sempre nuove spoglie, il personaggio di un giovane vagabondo, che ama le lunghe camminate e guarda il mondo con stupore. Talvolta dorme sulle panchine o in misere locande. Talvolta osa mettere piede, con la sua innocente insolenza, in locali di lusso. Talvolta si rivolge, con devota galanteria, ad affascinanti figure femminili. Gli capita anche che le mutevoli autorità del mondo, quali un capocameriere o un poliziotto, lo sottopongano a severe reprimende. E ogni volta il giovane vagabondo risponderà con amabile eloquenza. Non c’è nulla di più allarmante, in Walser, di queste insistenze sulle maniere soavi, e perfino vezzose: è lì che sentiamo la prossimità della follia. Un immenso disordine è a portata di mano, ma tanto più il giovane vagabondo continuerà ad avanzare con il suo passo elastico, avventato, con l’incoscienza di chi sa troppo e vuole soltanto celare ciò che sa dietro ampi arabeschi di parole. Ogni volta, ciò che Walser ci racconta è come l’avvio di un «Bildungsroman», di un «romanzo di formazione»: ma è una formazione che si tronca subito, per ricominciare poi da capo, con una nuova storia. Il modello segreto, per Walser, non è lo svagato perdigiorno di Eichendorff né il Wilhelm Meister di Goethe, avido di assaporare il mondo. È piuttosto il disperato Lenz di Büchner, che vaga abbacinato, fuggendo qualcosa che lo ha già, per sempre, colpito. Ma, sulla via della scomparsa totale, qui ancora Walser vorrebbe fermarsi al penultimo passo, per quell’amore che pure la vita continua a ispirargli. Allora vagheggia un’esistenza minima e nascosta, come può essere quella di un bottone. E appunto a un bottone Walser rivolge in queste pagine un’appassionata esortazione, che è quasi la sua regola di vita: «Che tu non ti dia alcuna importanza, che tu sia, o almeno sembri essere, tutt’uno con la missione della tua vita, e ti senta interamente consacrato a quel tacito adempimento del dovere che si può chiamare una rosa dallo squisito profumo, bella di una bellezza che è quasi a se stessa un enigma, profumata di un profumo del tutto disinteressato perché non è altro che il suo destino».
La parete. E-book. Formato EPUB Marlen Haushofer - Edizioni E/O, 2020 -
Una donna, una Robinson Crusoe dei nostri giorni, durante una gita in montagna rimane separata dal resto del mondo da una parete sorta misteriosamente e deve organizzarsi per sopravvivere, maturando un nuovo rapporto con la natura, gli animali, se stessa e il proprio passato.?Pubblicato per la prima volta nel 1963, La parete si è imposto negli ultimi decenni come libro-culto tra i lettori di tutto il mondo, parallelamente alla crescita di una nuova coscienza ambientalista e femminile. Nel 2012 da questo romanzo è stato tratto un film, vincitore di molti premi, tra i quali il premio della giuria ecumenica al Festival Internazionale del Cinema di Berlino.«Che bella storia, per una metafora su quella solitudine ormai divenuta un fenomeno sociale (...), una metafora alta che non ottunde la suspense romanzesca; lo stile è affascinante». (Lietta Tornabuoni - Tuttolibri/La Stampa)