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Guerra. E-book. Formato EPUB Louis-Ferdinand Céline - Adelphi, 2023 -
Primo, folgorante scampolo degli inediti rubati nel 1944 dall’abitazione di Céline, e rocambolescamente ricomparsi quasi sessant’anni dopo la sua morte, «Guerra» narra episodi contemporanei alla prima parte di «Viaggio al termine della notte», come se da esso fosse stato espulso e poi abbandonato in una stesura ancora grezza e incandescente. Dal momento in cui riprende conoscenza, seguiamo Ferdinand, vent’anni, ferito a un braccio e con una grave lesione all’orecchio dovuta a un’esplosione, mentre cerca di guadagnare le retrovie attraverso campi di battaglia disseminati di cadaveri, in una notte visitata da presenze ostili, fantasmi quanto mai reali. Lo ritroveremo in un ospedale, in mezzo a malati e farabutti d’ogni risma, affidato alle cure di un’infermiera sadica e vampiresca. Qui fa amicizia con il malavitoso parigino Bébert e con sua moglie Angèle, che al fronte batte il marciapiede per lui: spunto per nuovi episodi grotteschi, esilaranti e raccapriccianti al tempo stesso, dove Céline preme sul pedale di una sessualità oltraggiosa e sfrenata. Infine, l’inattesa partenza per Londra, un posto dove andare come sempre a perdersi. Céline è scrittore da dimenticare, hanno detto, se vuoi vivere, anche se vuoi soltanto leggere, capace com’è di rendere illeggibili gli altri scrittori. «Mi sono beccato la guerra nella testa. Ce l’ho chiusa nella testa» dice Ferdinand all’inizio di queste pagine, come se l’esperienza bellica – divenuta esperienza acustica – fosse solo la propaggine di una guerra molto più estesa e devastante, interna alla materia cerebrale. Eppure, attraverso il suo delirio – il suo parlottio ipnotico, sbracato e ininterrotto, come il fischio del rimorchiatore sulla Senna, nella notte, che chiudeva il «Viaggio» –, ci si accorge che Céline è stato l’unico scrittore capace di nominarla. Dalla parte dei Buoni nessuno ha trovato la parola.
Fama tardiva. E-book. Formato EPUB Arthur Schnitzler - Guanda, 2015 -
UNA STRAORDINARIA SCOPERTA. IL RITROVAMENTO DEL MANOSCRITTO INEDITO DI ARTHUR SCHNITZLER «Guanda ha messo le mani su un piccolo tesoro.» Mario Baudino, La Stampa Eduard Saxberger – borghese abitudinario, impiegato modello, assiduo frequentatore del solito caffè – durante la solitaria giovinezza non aveva mancato di accarezzare certe ambizioni letterarie e aveva pubblicato una raccolta di poesie dall’inflazionato titolo di Wanderungen, «Passeggiate». Ma il tempo trascorso, il pudore dell’autore, o la tacita presa di coscienza della propria mediocrità che alla lunga aveva avuto la meglio sulla presunta vocazione, avevano fatto cadere nel dimenticatoio questa prova giovanile. Se non che, con una copia del testo tra le mani, si presenta al «vecchio poeta» un giovane autore, che si dichiara estimatore del «maestro» e, insieme alla vivace cerchia di amici, tutti sedicenti artisti, lo convince a ritornare sulla ribalta.